Diretto e interpretato da Clint Eastwood, Gunny è un classico d’azione militare degli anni ’80 che fa del carisma del suo protagonista il vero punto di forza – avendo ben altri limiti.
La storia segue le vicende di Thomas “Gunny” Highway, un sergente pluri-decorato dei Marines e veterano dei conflitti in Corea e Vietnam. Prossimo al congedo e del tutto incapace di adattarsi alla vita civile o alla nuova burocrazia dell’esercito, Highway viene incaricato di un’ultima missione: addestrare un plotone di reclute svogliate e indisciplinate per trasformarle in soldati pronti al combattimento, percorso che culminerà con l’intervento armato americano nell’isola di Grenada.
Il motivo principale per cui la pellicola continua a funzionare oggi risiede interamente sulle spalle di Eastwood. L’attore e regista incarna la figura del veterano d’altri tempi con una grinta e un’ironia travolgenti, regalandoci dialoghi scorretti e battute taglienti diventati ormai di culto per gli amanti del genere. Al tempo stesso, la storia riesce a ritagliarsi momenti di insospettabile umanità: dietro la scorza dura del soldato si intravede un uomo malinconico al tramonto della carriera, intenzionato a ricucire i rapporti con l’ex moglie e a trasmettere un codice morale a una generazione che fatica a comprenderlo.
La storia, però, si banalizza da sola eccessivamente, riproponendo lo schema classico del sergente inflessibile che riscatta un gruppo di scansafatiche. Inoltre, la seconda parte ambientata a Grenada risulta più debole: la regia perde un po’ di incisività durante le scene di battaglia vera e propria e il racconto scivola in una retorica patriottica un po’ troppo marcata.
Nel complesso, Gunny resta un’opera piacevole e godibile che non regge il confronto con i grandi capolavori drammatici di Eastwood o con pietre miliari del genere bellico uscite nello stesso periodo, come Full Metal Jacket o Platoon. È comunque un film capace di intrattenere dall’inizio alla fine, ideale per chi cerca un cinema d’azione dal sapore nostalgico.
La release in Blu Ray: audio e video
La resa visiva ad alta definizione della riedizione in Blu Ray (1080p, formato 1.78:1) si attesta su livelli piuttosto modesti. La definizione generale risulta piatta e poco profonda: divise, equipaggiamenti militari e scenografie mancano di porosità e ricchezza di dettagli. Anche nei primi piani la nitidezza è deludente, levigando eccessivamente i tratti del volto di Clint Eastwood e le sue cicatrici. I neri sono a tratti eccessivi. ur superando le precedenti uscite in DVD, il risultato finale resta distante dagli standard attuali del formato.
Di tutt’altro spessore è la traccia lossless DTS-HD Master Audio 5.1, che rende merito al lavoro sonoro originale – venne anche candidato agli Oscar. Fin dall’inizio, i ritmi percussivi si mostrano ben definiti e puliti, impostando efficacemente l’atmosfera. L’aspetto migliore risiede nella ricostruzione spaziale: sia gli spazi aperti che le scene al chiuso offrono un ottimo coinvolgimento d’ambiente.
Il punto di forza arriva nelle sequenze di combattimento finali, con scontri a fuoco dinamici ed esplosioni dal forte impatto. Sebbene le voci palesino qualche rara opacità, la resa complessiva dei dialoghi resta sempre chiara.
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