Love, Victor – La recensione dei primi due episodi della serie Disney+ Star

Di Chiara Ferrè
17 Febbraio 2021

A partire dal 23 febbraio, Disney+ raddoppia la sua offerta grazie ad una nuova area tematica chiamata “Star”, che conterrà serie tv, film e programmi dedicati a un pubblico generalmente teen. Tra i contenuti che saranno disponibili al lancio vi è anche Love, Victor, serie tv del 2020 che ha riscosso particolare interesse durante gli ultimi mesi. Il teen-drama è uno spin-off del film Tuo, Simon (2018) ed è ambientato nello stesso universo: la serie è incentrata su tematiche similari al film ma ha protagonisti differenti. Si parla di crescita, sessualità, scoperta di sé, relazioni e tanto altro, con un occhio di riguardo verso i sentimenti dei giovani e i loro più intimi turbamenti.

Facciamoci un’idea di ciò che rappresenta Love, Victor e scopriamo insieme l’incipit del racconto.

Un viaggio alla scoperta di sé

Victor Salazar (Michael Cimino) è un adolescente modello. Dal sorriso dolce e genuino, non gli è difficile farsi amare da familiari e compagni. Dietro questa maschera di ragazzo perfetto però, si nascondono tanti dubbi, inquietudini e preoccupazioni tipiche di chi è nel pieno della propria crescita personale e ancora non ha ben capito chi è e cosa vuole diventare.

Love, Victor segue passo per passo la scoperta di sé del protagonista, che dovrà affrontare diversi ostacoli nel suo percorso di affermazione e accettazione. L’adolescenza si sa, è un periodo turbolento per tutti, ma può diventare ancora più complicato in seguito al trasferimento in un’altra città. Victor infatti lascia il Texas per seguire la sua numerosa famiglia a Creekwood, Atlanta. Con sé porta già un peso abbastanza considerevole. I suoi genitori sono una coppia dinamica e positiva. Fortemente religiosi, proiettano su Victor tutte le loro aspettative ed aspirazioni. Il ragazzo è infatti il fratello maggiore che non li fa mai preoccupare, mentre la sorella Pilar (Isabella Ferreira) è un vulcano in piena eruzione. La ragazza non è per nulla felice del trasferimento, in quanto si separa dagli amici e dal suo fidanzato texano. C’è infine il fratellino più piccolo, un bambino vivace che va tenuto d’occhio.

Victor sente quindi su di sé gli occhi fiduciosi dei genitori che lo considerano un’ancora di salvezza alla quale non è permesso vacillare. A Victor inoltre piace l’immagine del ragazzo modello: d’altra parte, a chi non fa piacere sentirsi ammirato?

Appena giunta nella nuova abitazione, la famigliola fa subito conoscenza con Felix (Anthony Turpel), un nuovo compagno di scuola di Victor dal cuore d’oro ma alquanto eccentrico. È da questo primo incontro che nascerà una lunghissima serie di nuove amicizie, scontri e amori.

Il fulcro del racconto oscilla tra il desiderio di Victor di sentirsi incluso ed accettato e la necessità di scoprire la propria sessualità: la serie tv racconta sempre il suo punto di vista più intimo, enfatizzando i pensieri e i sentimenti del protagonista. Victor è indubbiamente attratto dai ragazzi, tanto è vero che quando vede per caso Benji Campbell (George Sear) in un corridoio di scuola, non riesce a togliergli gli occhi di dosso. I due diventeranno amici dopo che Victor si aggiudica il lavoro pomeridiano come barista nello stesso locale in cui lavora anche Benji, che però è dichiaratamente omosessuale ed è già fidanzato.

A complicare la faccenda arrivano anche le ragazze, che non trovano difficoltà ad avvicinarsi a Victor grazie al suo carattere affabile e genuino. C’è ad esempio Mia (Rachel Hilson), una giovane intelligente e un po’ solitaria che riesce ad aprirsi e confidarsi facilmente con Victor, e con la quale anche il ragazzo si trova molto in sintonia.

Mia è un porto sicuro, è la più popolare della scuola e stare con lei garantirebbe ammirazione da parte di compagni e genitori. Benji invece è più complicato, anche perché, nonostante l’attrazione che Victor prova per i suoi confronti, è già fidanzato. Inoltre il protagonista non ha alcuna intenzione di fare coming-out, anche perché non è lui stesso sicuro al cento percento del proprio orientamento sessuale.

La sua più grande preoccupazione rimane quella di non essere accettato dal nuovo gruppo di coetanei, di finire isolato o deriso, fino a diventare una delusione per i genitori. Il messaggio sotteso è che l’importante è scoprire sé stessi, per poi mostrarsi agli altri apertamente, senza vergognarsi delle proprie caratteristiche: raggiungere questa sicurezza non è di certo un percorso facile.

La vita tra realtà e social network

Love, Victor è una serie tv molto moderna, che non presenta particolare originalità nella narrazione o nei personaggi, ma che mostra con naturalezza tante tematiche comuni che i giovani si trovano ad affrontare nel mondo di oggi. Come succedeva nel film alla quale la serie si appoggia, anche Love, Victor riprende ampiamente le dinamiche legate all’uso dei social network sia tra i giovanissimi che tra i più grandi.

La sorella di Victor ad esempio, Pilar, viene scoperta dalla madre nel momento in cui sta per mandare delle foto in reggiseno al fidanzato, per ricatturare la sua attenzione e cercare di salvare una relazione che risente della distanza. Tutti i ragazzi dell’high school di Creekwood sfruttano i social per comunicare, diffondere notizie riguardanti feste e ritrovi e… fare gossip. C’è addirittura una piattaforma dedicata, “Creekwood Secrets” creata appositamente per la condivisione di foto e video di altri studenti, per discutere su nuovi fidanzamenti e rotture.

Queste dinamiche sono indubbiamente rischiose, ma è inutile negare che tutti noi ormai ne siamo dipendenti. Così anche i personaggi di Love, Victor ne esplorano dinamiche, lati positivi e lati negativi. Il protagonista in particolare viene a conoscenza della storia di un altro ragazzo, Simon, (il protagonista del film Tuo, Simon) che è diventato famoso grazie ad un bacio sulla ruota panoramica che gli ha consentito di fare coming out e fidanzarsi finalmente con il suo amore incontrato online. In un momento di sconforto Victor contatta Simon sui social network e Simon risponde inaspettatamente, instaurando con lui una conversazione molto intima ed istruttiva. Simon diventa per Victor una sorta di mentore, in quanto è già passato attraverso tutte le difficoltà che sta affrontando ora il nuovo arrivato. In una città nuova, nella quale è difficile capire con chi potersi confidare, Simon è al contempo una valvola di sfogo e un Grillo Parlante sempre pronto ad elargire consigli.

Un mondo di relazioni

Nei difficili mesi della pandemia tutti ci siamo trovati a dover limitare i rapporti umani, i divertimenti, gli svaghi con i coetanei. Love, Victor offre l’intrattenimento giusto per recuperare il buon umore, con una interessante commistione di dolcezza e riflessione. Pur non trovandoci nelle stesse situazioni, l’immedesimazione viene spontanea.

Victor è una pagina bianca, come gli dice l’amico Felix appena lo conosce: può mostrarsi come vuole e diventare chi vuole, per questo è importante che faccia esperienze e rifletta sulle diverse relazioni che si trova ad instaurare con i nuovi compagni. Nonostante gli sbagli e le incertezze, il ragazzo rimane un personaggio estremamente positivo, che agisce con dolcezza e rispetto degli altri. In generale, nonostante qualche macchietta di troppo, i personaggi di Love, Victor trasmettono purezza e giovialità, combattendo anche lo stereotipo della “ragazza frivola” e del “maschio alfa” ancora troppo radicati nella cultura americana e non solo.

Love, Victor offre 10 episodi da circa 30 minuti l’uno e rappresenta un intrattenimento adatto anche ai più giovani, senza mai scadere in eccessiva aggressività o contenuti espliciti.

Grazie al suo successo, è già stato confermato che il racconto proseguirà con una seconda stagione.

 




Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme: vivo di cinema, libri, videogiochi e serie TV. Durante la settimana scrivo, osservo il mondo e vedo gente. Nel tempo libero scrivo (sì, di nuovo), disegno, videogioco.




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