[RECENSIONE] Soul: un viaggio musicale alla ricerca del senso della vita

Di Chiara Ferrè
19 Dicembre 2020

Soul è il nuovo gioiellino di Natale targato Disney Pixar: il film d’animazione sarà disponibile a partire dal 25 dicembre sulla piattaforma di streaming Disney+, decisione che ha già fatto discutere in passato. In occasione della Festa del Cinema di Roma infatti, il film aveva avuto l’onore di aprire la kermesse e si era trovato al centro di non poche polemiche in quanto prodotto non rilasciato nelle sale cinematografiche, ma distribuito unicamente in streaming. Le ragioni di questa decisione sono ovviamente strettamente legate all’emergenza sanitaria in atto, si è trattato quindi di un semplice compromesso che la major ha dovuto adottare nonostante il film fosse stato originariamente pensato per le sale cinematografiche.

Diretto da Pete Docter, Soul è considerato l’erede spirituale di Inside Out, ma finisce ad avere molto più in comune con altri film d’animazione come Coco, che già rappresentava una riflessione interessante sulla vita e sulla morte. Se pensate infatti che Soul sia un film per bambini basato sulla musica jazz, in parte vi sbagliate: Soul è anche questo, ma si tratta di un prodotto molto profondo nel quale la musica è solo un pretesto per parlare di passioni, valori e senso della vita.

Se vi interessa capirci di più, veniamo noi in vostro aiuto: di seguito la nostra recensione in anteprima per il nuovo film Disney Pixar Soul.

   

Non tutti i protagonisti devono essere eroi

Joe Gardner è insegnante di musica in una scuola media ma sogna di sfondare nel mondo del jazz. Grandissimo appassionato, musicista di vero talento, non si sente valorizzato in una classe di ragazzini svogliati. Il personaggio di Joe è interessante proprio perché è estremamente realistico: non si tratta di una personalità particolare, che spicca tra la folla per una mente brillante o per qualche strano potere. Joe è davvero una persona semplice, anche piuttosto timida e insicura a volte, che però ha una grande passione sulla quale ha basato tutta la sua vita: la musica. Joe sente che la sua unica ragione per esistere è proprio il jazz, senza di esso la sua vita sarebbe vuota e inutile. Di fatto però, non è mai riuscito ad emergere nemmeno in questo campo.  Anche quando gli offrono un lavoro a tempo indeterminato come insegnante, Joe non riesce ad essere del tutto felice perché sente che questo non è quello che desidera davvero.

La grande occasione gli si presenta quasi per caso: dopo aver catturato l’attenzione di una vera e propria star della musica jazz Dorothea Williams, gli viene proposto di accompagnarla al pianoforte durante un concerto in un locale. Joe si sente finalmente realizzato, il suo sogno sta per avverarsi… ma si sa, la vita è strana.

A poche ore dal concerto il musicista incappa in un casualissimo incidente che lo strappa via alla vita: l’anima di Joe si separa dal suo corpo e finisce nell’Aldilà. Joe però decide che questo destino non gli appartiene. Lui ha ancora troppo da fare, deve assolutamente tornare sulla Terra e suonare al concerto tanto agognato. Il musicista usa tutta la sua forza di volontà e fugge lontano dalla luce bianca che vorrebbe accoglierlo, rifiutandosi di accettare la propria fine per cercare di tornare alla vita. Nella sua disperata fuga, Joe finisce nell’Ante Mondo, il luogo dove vengono accudite le anime in attesa di nascere.

A ogni anima la sua “Scintilla”

L’Ante Mondo è un luogo etereo, dove tutta la magia Disney Pixar può esprimersi pienamente: la creatività si unisce al design e a uno stile arioso, accattivante, fatto di linee curve morbide che si modificano continuamente, fluttuano, danzano, senza più essere legate a nessuna legge fisica o della prospettiva. È proprio nell’Ante Mondo che Soul sprigiona tutto il valore cinematografico che l’avrebbe reso un ottimo film da vivere in sala, nel quale immergersi pienamente. Lo stile grafico usato per dipingere la vivace e colorata città di New York è molto diverso dalle atmosfere che ritroviamo invece nel mondo delle anime, dove tutto è acquerellato, fumoso, leggero e trasparente.

Le piccole anime in attesa di nascere ricevono nell’Ante Mondo la loro personalità: c’è chi sarà più riflessivo, chi vivace, chi megalomane, chi una commistione di più tratti. Prima di poter finalmente approdare sulla terra però, ciascuna anima deve trovare la propria “Scintilla”: una sorta di attitudine, di senso che giustifichi di fatto la propria presenza nel mondo. Per aiutare le piccole anime in questo difficile compito ci sono i Mentori: grandi personalità come Muhammad Ali, Carl Gustav Jung e Maria Teresa di Calcutta, filosofi, psichiatri, medici, pensatori. È proprio tra questi geni che si infiltra il nostro protagonista, in modo da capire come tornare a casa sostituendosi a una delle anime pronte a nascere. A Joe però capita l’anima più problematica di tutte, chiamata semplicemente “22”: nessuno è mai riuscito a trovare la sua Scintilla e per questo 22 non è mai nata e sembra davvero intenzionata a non farlo. La vita non la attira per niente, non ne comprende il senso e ne vede solo i lati negativi.

L’incontrarsi di due personalità così diverse fa decollare l’avventura: se Joe è così determinato a tornare alla sua vecchia vita, ci deve per forza essere un motivo, qualcosa di interessante che vale la pena di essere vissuto.

Soul dà quindi il via a un continuo andirivieni tra Ante Mondo e vita terrena, un inseguirsi di ostacoli, scambi di corpi e scoperte da compiere per addentrarsi nel vero senso dell’esistenza. Le domande che il regista pone agli spettatori sono importanti: perché vale la pena di vivere? Esistono vite inutili? Come dare senso alle proprie giornate?

Fantasia e creatività al servizio della filosofia

Soul è un film d’animazione molto profondo e metaforico, nel quale la trama è un divertente e coinvolgente pretesto per analizzare il senso ultimo della vita. Alla fine dell’ora e quaranta di pellicola, il messaggio intrinseco nella narrazione appare evidente: non bisogna per forza essere eroi o compiere grandi imprese per rendere la propria vita degna di essere vissuta. Spesso ci si affanna dietro un obiettivo, uno scopo attorno a cui si costruisce l’intera esistenza, dimenticandosi di vivere quotidianamente, giorno per giorno. Una volta raggiunto l’obiettivo finale che ci si è prefissati, si percepisce comunque un senso di vuoto, di incompiutezza: la linea che divide passione e ossessione è davvero labile e spesso ci porta a perdere di vista tutto ciò che abbiamo di bello e che tendiamo a dare per scontato.

In questo contesto, bisogna porre un accento particolarmente positivo sulla rappresentazione che nel film viene fatta dei “Mistici”, coloro che sono in grado di concentrarsi così pienamente su qualcosa da separare la propria anima dal corpo. Fanno parte di questa categoria per lo più artisti (bellissimo il personaggio dell’eccentrico “giocoliere” Spartivento). Quest’eccessiva concentrazione non è però sempre positiva: se ci si perde, si rischia di diventare anime erranti senza più identità.

Non dobbiamo chiuderci in noi stessi, dimenticandoci delle piccole cose. L’amore dei propri cari, un bel tramonto, un viaggio fino al mare, la sensazione dell’aria sulla pelle quando si va in bicicletta: sono queste le cose per le quali vale la pena vivere.

Soul è un film d’animazione dall’ambientazione atipica per il periodo natalizio, ma riesce pienamente a veicolare un messaggio perfettamente in linea con il vero spirito delle feste. Soul è divertente per i più piccoli, interessante per i più grandi. Insieme al regista Pete Docter, lo spettatore viene catapultato in un’avventura magica tra vita terrena e Aldilà. Tra tante risate e stupore, il film risponde in maniera semplice e chiara a interrogativi filosofici di immenso spessore, lasciando con un senso di speranza e compiutezza che pervade anche il finale: non bisogna perdersi troppo nelle proprie fissazioni, non serve affannarsi per raggiungere per forza un obiettivo grandioso. Si può essere persone piene, di valore, anche senza spiccare sugli altri. Ogni vita ha senso di essere vissuta, perché è proprio nei piccoli gesti quotidiani e nei semplici attimi di gioia che si trova il vero scopo di ciascuno.



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Ciao, sono Chiara. Cresciuta a pane, Harry Potter e Final Fantasy, ho da sempre una grande passione per la narrazione in tutte le sue forme: vivo di cinema, libri, videogiochi e serie TV. Durante la settimana scrivo, osservo il mondo e vedo gente. Nel tempo libero scrivo (sì, di nuovo), disegno, videogioco.




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