Con un sistema politico compromesso e un mondo nel chaos, i Boys si trovano in difficoltà, ora più che mai. Pochi sono gli alleati e ancora meno gli amici, il che lascia ben poche speranze al gruppo di ribelli.
La stagione 5 di The Boys è ormai tra noi e riprende direttamente dopo gli avvenimenti della quarta, con il gruppo di Butcher al collasso e messo quasi tutto agli arresti. Si riparte dal basso quindi, con una stagione finale che promette di raggiungere le vette più alte mai viste nella serie. Ne parliamo in questa recensione dei primi tre episodi.
DA DOVE SIAMO PARTITI..

Fino alla stagione 4, abbiamo vissuto molteplici momenti fondamentali per comprendere come siamo arrivati qui. Seguono spoiler delle stagioni passate e di Gen V, riprendete tutte le produzioni fino ad ora prima di continuare.
Patriota, ormai idolatrato da una parte della popolazione, continua a rafforzare la propria influenza, movimentando le masse, mentre Victoria Neuman si avvicina sempre di più alla presidenza degli Stati Uniti, rendendo concreta la possibilità che il controllo dei super entri ufficialmente nelle istituzioni. Nel frattempo, il gruppo dei Boys è in difficoltà. Billy Butcher è gravemente malato a causa dell’uso del Composto V temporaneo e sa di avere poco tempo. Questa condizione lo rende più radicale nelle sue decisioni. Il gruppo cerca comunque di fermare Neuman e limitare l’ascesa di Patriota, ma le loro azioni sono frammentate e meno efficaci rispetto al passato.
La luce in fondo al tunnel si apre grazie al virus sviluppato alla Godolkin University (Stagione 1 di Gen V), capace di sterminare i super una volta raggiunto il suo massimo potenziale. Questa formula viene sottratta ed entra in possesso della Neumann, che in segreto progetta di eliminare Patriota avvalendosi del gruppo di Hughie e gli altri, che tentano di fidarsi di lei. Billy Butcher però, in seguito ad allucinazioni dovute alla malattia terminale da cui è afflitto, decide di prendere in mano la situazione. In un finale di stagione inaspettato, uccide la Neuman e si separa dai Boys, mentre Patriota viene riconosciuto come figura di spicco del paese da un fantoccio presidente degli Stati Uniti e avvia il rastrellamento dei dissidenti, compresi Hughie, LM e Frenchie nei “Campi di libertà”, ponendo apparentemente fine alla ribellione.
Nel frattempo, Marie Moreau e gli studenti della Godolkin riescono a fuggire agli esperimenti e si trovano coinvolti nei piani di Cipher, nuovo direttore dell’università che spinge i super a migliorarsi sempre più. Si scopre però. Mentre tutti questi avvenimenti hanno luogo, Annie ed A-Train si organizzano con Marie e i suoi, ora più forti e pronti a intervenire qualora fosse necessario.
..E DOVE FINISCE TUTTO

Ed eccoci, al capolinea della serie, pronti a raccontare le prime tre puntate (Senza spoiler) e a discutere del prossimo futuro dei Boys.
Ciò che si riconferma è l’approccio esplosivo tipico già dalla prima puntata, a cui Prime ci ha abituato. Ci troviamo a un anno di distanza dalla fine della quarta stagione, con un Patriota al culmine dell’influenza politica e il gruppo di Hughie frammentato, i “Campi di libertà” istituiti sono sempre più attivi e preparati a imprigionare gli oppositori, starlighter in primis. Butcher prosegue nel suo intento di ultimare un virus per eliminare Patriota e tutti i super del pianeta, lui compreso, mentre tenta di rimettere insieme la sua banda per l’ultima volta.
Molti sono gli aspetti simili al resto della serie, cose che l’hanno portata al successo, ma tra le variazioni troviamo di sicuro un cambio di atmosfera. Dai primi minuti, e per tutte le ore viste in anteprima, si respira un’aria pesante e ricca di incertezza, perché ad ogni scena tutto potrebbe cambiare repentinamente e, date anche le dichiarazioni degli autori, chiunque potrebbe sparire dallo schermo da un momento all’altro.
La sensazione che lasciano questi primi episodi è effettivamente quella della fine di un grande cerchio. Si percepisce un’intenzione di chiudere le varie sottotrame, sia dal comportamento dei protagonisti e di come pensano sia dai fatti: molti dei personaggi storici e fondamentali sono ormai passati o si avventurano in scelte senza ritorno, tutto favorendo la redenzione, fulcro di questa stagione già dalla prima puntata e condotto diretto per la fine naturale, anche dei più amati.
La fine di The Boys non è tuttavia indolore, la serie non abbandona la voglia di stupire con colpi di scena che si susseguono anche nei 60 minuti medi di ogni episodio. Vi assicuriamo quindi che questo è solo l’inizio e che, se ci affidiamo alle premesse, possiamo aspettarci settimane davvero intense.

Review Overview
Riassunto
The Boys non cambia, semplicemente getta le basi per un finale pronto a passare alla storia. La serie ci ha regalato memorabili momenti e indicibi traumi, e si prepara all'ultimo atto promettendoci una chiusura col botto.
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