Carl è un modello. Quando lo incontriamo, si trova accanto a colleghi che, come lui, mettono in mostra i loro sguardi, i giochi di pettorali e le loro peculiari smorfie. Carl è consapevole di essere un oggetto e ci gioca, ma il suo successo è moderato. Tutto il contrario di Yaya, la sua compagna, top model e influencer. In Triangle of Sadness seguiamo la loro evoluzione, o regressione, a bordo di un superyacht insieme a ospiti selezionati con cura, tra cui un oligarca russo e una coppia di mercanti d’armi, senza dimenticare un capitano della nave marxista. Tuttavia, dopo essersi divertita, la crociera si guasterà durante una serata ricca di colpi di scena… e di getti di escrementi. Sì, la satira di Ruben Östlund, vincitore della Palma d’Oro a Cannes per The Square e proprio per Triangle of Sadness nel 2022, è pensata per scioccare il pubblico.
Va detto che, in materia di satira, il cineasta svedese si presenta già come un maestro, dopo gli straordinari Forza Maggiore, in cui la codardia e l’egoismo di un uomo vengono rivelati alla sua famiglia durante una valanga, e il già citato The Square, che graffiava il mondo dell’arte. Come sempre tagliente e fortemente improntato all’umorismo nero, Ruben Östlund raggiunge qui una sorta di apice, e il suo approccio alla regia risulta portato fino alle conseguenze più estreme.
Questo spiega perché Triangle of Sadness non possa e non voglia piacere a tutti.
Durante il secondo atto Östlund, che è sia regista che sceneggiatore, sembra addirittura sfidare il pubblico: a provare empatia per una serie di personaggi presentati come superficiali e antipatici, poi miserabili e quasi affascinanti.
Perché, lo ribadiamo, il film provoca deliberatamente, senza esitare a mettere i personaggi di fronte ai propri escrementi. Del resto, l’ultima notte sulla nave si trasforma in un vero pandemonio di vomito e diarrea.
Ma non è finita qui…
Rabbrividire e riflettere
Ecco dunque ospiti e membri dell’equipaggio naufraghi insieme a una donna delle pulizie, l’unica del gruppo capace di pescare. La domestica passa così da presenza trascurabile a dittatrice.
Questo terzo atto è brillante sotto molti aspetti, e richiama inoltre il capolavoro di Lina Wertmüller Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, in cui un’ereditiera interpretata da Mariangela vede ribaltarsi i rapporti di dominazione dopo essere naufragata su un’isola deserta insieme a un marinaio comunista (Giancarlo Giannini). Tuttavia, gli intenti di Ruben Östlund sono diversi: rifiuta infatti di santificare la destra o la sinistra, i ricchi o i poveri. Il suo film somiglia piuttosto a una dimostrazione per assurdo del fatto che, con anche solo un minimo di potere, chiunque può trasformarsi in un despota.
Il cineasta osserva allora come si riorganizza l’ecosistema circostante, con individui intenti a mantenere o ad accrescere i propri vantaggi. Così Carl non tarda a usare il proprio fisico avvenente come una moneta di scambio.
Meglio riderne
La regia, estremamente studiata, amplifica spesso il grottesco di certe situazioni ricorrendo a inquadrature insolite, talvolta persino eccessive. Da qui il titolo, dove la tristezza deriva proprio dall’idea che lo spettacolo della natura umana sia desolante, qualunque sia il punto di vista da cui lo si osservi. A quel punto, tanto vale riderne.
La Palma d’Oro di Östlund in Blu-ray

L’edizione Blu-ray di Triangle of Sadness proposta da CG Entertainment è decisamente ottima sotto ogni punto di vista tecnico. L’ottima resa video è conferita ovviamente dal master di partenza, essendo il film girato in origine in digitale. L’immagine è molto pulita e brillante, con ottimi dettagli e colori vibranti. Sia nelle sequenze sulla nave che in quelle degli esterni i dettagli non si perdono mai, grazie all’ottima definizione.
Ottimo anche il comparto audio, che propone Dolby Digital 2.0 e DTS-HD Master Audio 5.1 sia in lingua originale che in italiano. Il film è ben mixato, e non si perdono qua e là i dialoghi neanche nelle scene più concitate e in quelle dove è presente il tappeto della colonna sonora. Dobbiamo dire che è stata posta notevole cura anche per quel che concerne la riproduzione degli effetti sonori, anche dei rumori più sgradevoli…
Forse ci saremmo aspettati qualcosa di più sotto il lato extra, che è composto soprattutto da due interviste, una di undici minuti al regista Ruben Östlund e una di soli tre minuti all’attrice Dolly de Leon, dove i due ci raccontano della realizzazione tecnica e della produzione di Triangle of Sadness, del suo significato e del percorso dei personaggi all’interno della trama.
Sono poi presenti un paio di scene tagliate per un totale di 6 minuti circa: la prima riguarda il capitano interpretato da Woody Harrelson, mentre la seconda è un segmento ambientato nella sezione dell’isola che vede come protagonisti Carl e Yaya. Come ultimo extra, troviamo una serie di schede sui personaggi.
Triangle of Sadness non è solo un film comico, ma è una pellicola ferocemente satirica che tra mille risate lascia spazio allo spettatore per riflettere. Non è una pellicola sottile o contenuta, ma fa dell’esagerazione il suo marchio di fabbrica all’interno di una struttura solida ricca di performance brillanti.
Prodotto fornito da CG Entertainment

Riassunto
Riassunto
Triangle of Sadness è un film di eccessi, soprattutto visivi. La crociera diviene l'occasione per mettere in ridicolo le classi sociali più ricche, e per sottolineare l'insensatezza dei loro comportamenti. Ma basta un semplice imprevisto e la ripartizione dei poteri salta, ponendo al vertice della catena alimentare un nuovo despota. Nell'ultimo film di Ruben Östlund non mancano le risate e gli spazi di riflessione, e la resa audio e video di questa edizione ci restituisce nel migliore dei modi l'opera del regista svedese vincitrice della Palma d'Oro a Cannes nel 2022. Peccato solo per il comparto extra, che poteva essere più nutrito.
- Giudizio complessivo4
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