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Creative Stage Pro | Recensione

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Tra le marche di prodotti audio, sempre più prorompente è il marchio Creative, che da alcuni anni si mostra sotto i riflettori con prodotti tech capaci di stupire i propri clienti.

Stavolta abbiamo avuto tra le mani uno dei recenti sistemi audio della compagnia: la Stage Pro, una soundbar di nuova generazione che porta con sé funzionalità e varietà. Un mezzo potente, ricevuto in contemporanea con le Aurvana Ace Mimi, di cui vi parliamo in questa recensione.

CONFEZIONE E SPECIFICHE

Partiamo con l’elencare ciò che sarà direttamente reperibile dall’utente finale, ossia:

  • Soundbar Stage Pro
  • Subwoofer
  • Cavi vari di alimentazione + connessione

Le specifiche tecniche rispecchiano, inoltre, tutto ciò che possiamo aspettarci dal prodotto:

  • Connettività: Bluetooth 5.3, USB-C
  • Piattaforme supportate: PC, TV, Console e dispositivi mobile
  • Driver: 2 x 63mm (midrange), 2 x 19mm (alte frequenze) e 1 x 133mm (subwoofer)
  • Risposta in frequenza: 50 – 20.000 Hz
  • Porte: HDMI (ARC), Ottico TOSLINK, USB-C, AUX 3,5mm
  • Dimensioni: 600 x 95 x 81 mm (soundbar), 116 x 423 x 265 mm (subwoofer)
  • Peso: 1,52 kg (soundbar), 3,4 kg (subwoofer)

STILE E DESIGN

Rispetto ad altri prodotti su questa fascia, troviamo uno stile molto compatto, una forma tubolare bassa e profonda e non particolarmente larga.

La dimensione viene completata con i padiglioni esterni rifiniti in oro satinato, mentre il resto della struttura rimane nero. Sulla parte superiore invece troviamo i controlli fisici per la gestione della soundbar, comprese l’accensione, il volume e altri utilizzi accessori che vedremo dopo, mentre sul retro abbiamo uno sguardo su tutti i connettori che ci consentono di collegare un buon range di dispositivi diversi in base all’esigenza. Si tratta di un design, quindi, estremamente pulito ed essenziale.

La questione subwoofer è, allo stesso modo, semplice. Una cassa che potremo posizionare nella posizione più congeniale al nostro spazio e che amplificherà il suono, rendendolo più coinvolgente e immersivo, soprattutto con determinate modalità d’ascolto dedicate a film o videogiochi con scene particolarmente concitate. Questo dispositivo ausiliario ha un semplice connettore posteriore per l’alimentazione, si collega al corpo principale e il gioco è fatto.

La grandezza della soundbar si adatta a situazioni da salotto o, come nel nostro caso, da monitor. Abbiamo avuto modo di posizionarlo sotto un setup a doppio schermo in un ambiente di lavoro/gioco e la compattezza ha giocato a favore dello spazio risicato di una semplice scrivania, rendendoci facile anche il riposizionamento strategico (più comodo a noi per una postazione piccola) o in situazioni di pulizie regolari.

Un ottimo esemplare estetico, adatto per quasi tutti gli ambienti dove verrà posizionato.

PRESTAZIONI SUL CAMPO

Passando al lato pratico, ci siamo ritrovati ad analizzare aspetti che, sulla carta, già ci hanno preventivamente convinto in questa Stage Pro.

Parliamo di un modello 2.1 con Dolby Audio integrato, con 160W di picco e la possibilità di collegarlo sia in via cablata che Bluetooth (con tutte le eventuali limitazioni del caso). Se a ciò aggiungiamo la possibilità di collegare una vasta gamma di dispositivi, il lavoro viene ampliato e le capacità anche, in quanto il sistema può essere integrato anche su configurazioni non particolarmente aggiornate. L’impatto iniziale è quello di un prodotto che facilmente rimpiazza gli altoparlanti integrati di qualunque monitor o TV, cosa non scontata soprattutto in scenari più moderni e con lo standard che si alza sempre di più col passare del tempo.

Una volta aperta, collegata e avviata, possiamo analizzare cosa ci viene offerto. L’audio di base risalta di molto le voci, che rimangono sempre in primo piano, e livella i volumi di sottofondo sulla base del media riprodotto (film e video), differenziandosi però dalla musica modificando le frequenze per un ascolto migliore degli strumenti coinvolti.

Il suono quindi si conferma chiaro e pulito, ma non è tutto: le funzionalità sono il vero fulcro. La tecnologia SuperWide cambia il modo di ascoltare in base alla distanza: Near Field, per una breve distanza (come una scrivania), e Far Field, per distanze maggiori (come una stanza intera, magari dal divano in salotto); entrambe sono situazioni utili, le abbiamo trovate tali non solo per la lunghezza che ci separa dalla soundbar, ma anche per il fine con cui ascoltiamo, in base alla tipologia di ricerca di esperienza di ascolto a cui miriamo. Nel nostro scenario però, il Near Field ha dato il meglio di sé, confermandosi potente e deciso anche su distanze medie.

Il range sonoro è sorprendente, soprattutto per la fascia di prezzo contenuta e, con l’aggiunta del sub, raggiunge il suo pieno potenziale. Inoltre, questo può sommarsi anche alla funzione dedicata alla scelta del media in visione: se vediamo un film c’è la modalità Movie, se ascoltiamo musica c’è Music, se guardiamo un video con molti input c’è Vocal e, se videogiochiamo, c’è sempre Gaming. Ognuna di queste impostazioni ci consente di personalizzare il suono in maniera differente e localizzata a ciò che ci interessa davvero.

Tutto ci rende impossibile non elogiare questo modello di soundbar, così per le funzioni offerte, così per la qualità generale e specifica.

Tutte le informazioni sulla Stage Pro le trovate sul sito di Creative.

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Conclusioni
Riassunto

Con la moltitudine di prodotti creati dall'azienda, questa tipologia di soundbar rischierebbe normalmente di venire oscurata. Invece ci troviamo con un prodotto non solo potente, ma anche estremamente versatile, capace di catturare ogni suono, ogni frequenza, ogni particolare della scena riprodotta. Insomma, la Stage Pro si conferma un pezzo di grande cura da parte di Creative.

Pro
Suono forte e chiaro Design elegante Ottima varietà di funzioni di ascolto Prezzo pienamente accessibile
Contro
Ogni ostacolo, anche il più piccolo, rende difficile usare il telecomando
    Scritto da
    Marco "Mr. Mark" Corazza

    Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.

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