American McGee è pronto a rimettersi al lavoro nel mondo dei videogiochi, archiviando il ritiro annunciato nel 2023. Il game designer, noto per il suo contributo a Quake ai tempi di id Software e soprattutto per la rilettura in chiave oscura di Alice nel Paese delle Meraviglie, ha deciso di tornare allo sviluppo dopo quasi tre anni di pausa.
La scelta di abbandonare l’industria era maturata in seguito allo stop imposto da Electronic Arts, che aveva respinto la proposta di un terzo capitolo della serie Alice. Il progetto, noto con il titolo Alice: Asylum, non aveva mai ottenuto il via libera, spingendo McGee a prendere le distanze dal settore.
Adesso, però, lo scenario è cambiato. In una recente intervista, l’autore ha spiegato che il desiderio di tornare a creare è nato da una combinazione di fattori, a partire dal successo di Plushie Dreadfuls, l’azienda di pupazzi gotici fondata nel 2015 insieme alla moglie Yeni Zhang. La crescita del marchio, ha raccontato McGee, è stata tale da consentirgli perfino di saldare un vecchio debito con John Carmack, cofondatore di id Software. Per descrivere l’ascesa del progetto ha usato un’immagine eloquente:
È come un razzo che è partito senza che ci rendessimo conto che ci fosse il razzo.
La spinta decisiva sarebbe arrivata durante l’apertura di un negozio temporaneo Plushie Dreadfuls a Tokyo. In quell’occasione, l’incontro con i fan giapponesi e il loro affetto per i giochi dedicati ad Alice gli avrebbe fatto capire di avere ancora molto da raccontare. “Mi sono reso conto che ho ancora queste storie da raccontare. Non posso semplicemente tenerle per me, perché quando trattengo idee del genere mi fa impazzire”, ha dichiarato.
Il nuovo progetto, ancora in fase embrionale, viene descritto come un successore spirituale della serie Alice. Al centro della storia ci sarà James, un orfano con evidenti richiami alla protagonista storica, accolto dalla misteriosa famiglia dei Plushie Dreadfuls. Secondo McGee, il collegamento con Alice: Madness Returns sarà diretto, tanto da innestarsi esplicitamente sul finale del secondo capitolo uscito nel 2011.
Lo stesso autore ha sottolineato che il nuovo gioco si porrà in continuità narrativa con l’universo di Alice, pur mantenendo una distanza sufficiente da evitare problemi legali. Una sovrapposizione voluta, dunque, ma calibrata con attenzione per non entrare in conflitto con i diritti detenuti da Electronic Arts.
Questa volta, invece, McGee lavorerà in piena autonomia creativa. Ed è proprio questa indipendenza a rappresentare, almeno sulla carta, la migliore garanzia per vedere il progetto trasformarsi davvero in un videogioco. Non avrà il nome ufficiale di Alice, ma potrebbe raccoglierne l’eredità più autentica. Per il momento, però, i dettagli restano pochi: l’unica certezza è che American McGee è tornato, e con lui anche il desiderio di riaprire le porte di un immaginario gotico che molti pensavano ormai chiuso.
Scrivi un commento