Phil Spencer avrebbe potuto assumere la guida di Activision al posto di diventare uno dei principali volti di Xbox. A rivelarlo è stato Bobby Kotick, storico amministratore delegato del gruppo, secondo cui l’ex dirigente Microsoft era stato preso seriamente in considerazione come suo possibile successore.
Spencer ha guidato per circa dodici anni la divisione gaming di Microsoft, diventando una delle figure più riconoscibili dell’industria videoludica. La sua carriera, tuttavia, avrebbe potuto seguire un percorso molto diverso: Kotick era infatti pronto ad affidargli un ruolo di primo piano all’interno di Activision.
L’offerta prima della nomina a capo di Xbox
La vicenda è tornata alla ribalta dopo la diffusione sui social di una vecchia intervista pubblicata dal canale YouTube di Kleiner Perkins. Nel corso della conversazione, Kotick ha raccontato di aver valutato l’assunzione di Spencer per affidargli la gestione di una delle proprie attività.
Il progetto non si concretizzò perché Spencer ricevette nel frattempo la proposta di diventare responsabile di Xbox. Secondo il racconto di Kotick, fu lo stesso dirigente a contattarlo per comunicargli di aver ottenuto l’offerta da Microsoft.
Kotick gli avrebbe risposto di essere dispiaciuto all’idea di non poterlo portare in Activision, riconoscendo però che la guida di Xbox rappresentava per Spencer il lavoro dei sogni. Per questo motivo lo incoraggiò ad accettare l’incarico.
L’ex amministratore delegato di Activision ha poi aggiunto di essere pronto ad assumere Spencer con l’obiettivo di trasformarlo, probabilmente, nel proprio successore.
La fiducia di Kotick durante l’acquisizione di Microsoft
La presenza di Spencer ai vertici di Xbox avrebbe avuto un peso anche nella valutazione dell’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft. Kotick ha spiegato di conoscerlo personalmente e di considerarlo una figura affidabile, capace di gestire il futuro della società con attenzione.
Secondo l’ex dirigente, Spencer sarebbe stato un buon custode dell’azienda e delle sue attività. Una fiducia che avrebbe contribuito a rendere più favorevole il suo giudizio sull’operazione conclusa da Microsoft.
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