Bobby Kotick, ex CEO di Activision Blizzard, continua a fare danni anche se ormai da tempo non è più al comando dell’azienda americana.
Come riportato da Bloomberg Law, Microsoft ha accettato venerdì di pagare 250 milioni di dollari per porre fine al contenzioso con gli azionisti relativo all’acquisizione di Activision Blizzard per 69 miliardi di dollari, stando a quanto emerge dai documenti depositati in tribunale. L’accordo è stato raggiunto presso la Chancery Court del Delaware, dove la causa si trascinava da tre anni.
Ma come si è arrivati a questo punto, e perché Microsoft ha dovuto sborsare altri 250 milioni di dollari per un affare già concluso? Semplice: è tutta colpa di Bobby Kotick.
Questa storia ebbe inizio nel 2022, quando le azioni del colosso dei videogiochi crollarono a seguito di un’ondata di accuse di molestie sessuali e cattiva condotta. L’allora CEO Kotick, invece di indagare e attendere tempi migliori, decise di accelerare la vendita della compagnia a Microsoft (portandosi a casa un bell’assegno di liquidazione da 400 milioni) accettando un prezzo di acquisizione che un fondo pensione svedese definì imbarazzantemente basso.
La causa è stata infatti intentata da AP7, un fondo pensione svedese che gestisce i risparmi previdenziali di milioni di lavoratori svedesi. L’accusa principale di AP7 era che Kotick avesse affrettato l’accordo con Microsoft per proteggersi dalle conseguenze. Vendendo quando il prezzo delle azioni della società era sceso, sosteneva AP7, il consiglio di amministrazione di Activision avrebbe vincolato gli azionisti a un prezzo di vendita di gran lunga inferiore a quello che avrebbe dovuto essere.
Lo scorso ottobre, un giudice ha autorizzato il proseguimento del procedimento contro Kotick e altri membri del consiglio di amministrazione, pur respingendo le accuse di collusione tra Microsoft e loro per ottenere uno sconto sul prezzo dell’accordo. Ora che Microsoft ha raggiunto un accordo, nessuna delle due parti ha ammesso alcuna colpa.
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