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Castlevania: Belmont’s Curse | Anteprima: la caccia riparte da Parigi

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A parte riedizioni e/o titoli mobile vari, un nuovo Castlevania è atteso da ben 12 anni. Era il 2014, usciva Castlevania 2: Lords of Shadow 2, e a quel tempo la critica fu (giustamente) abbastanza spietata nei confronti di un titolo che aveva cercato di ringiovanire la formula peccando però su quasi tutti i fronti. Le cose, ora, sono molto diverse, e la rinascita di Castlevania potrebbe essere davvero vicina.

Castlevania: Belmont’s Curse, sviluppato da Evil Empire (eh sì, gli stessi di quello spettacolo che è stato The Rogue Prince of Persia di Ubisoft) in collaborazione con Konami e Motion Twin, segna quello che sulla carta sembra proprio essere il grande ritorno in veste 2D di uno dei franchise più iconici della storia dei videogiochi. Nonostante la presenza del team autore dei contenuti di Dead Cells e di TRPOP, occorre chiarire subito un punto fondamentale per fugare ogni dubbio: il gioco non abbraccia una struttura roguelike, ma riafferma con decisione la formula classica dei metroidvania tradizionali fondati, tra gli altri, dalla stessa serie Castlevania.

Presso la Gamescom di Colonia abbiamo avuto modo di mettere le mani su una prova approfondita di circa quarantacinque minuti, sufficienti per esplorare le battute iniziali di questa nuova avventura gothic-fantasy. La vicenda ci proietta nella Parigi del 1499, circa due decenni dopo le vicende storiche raccontate in Dracula’s Curse. L’incipit narrativo viene raccontato attraverso affascinanti filmati in stile fumetto in movimento, capaci di regalare un grande impatto scenico alla vicenda. Lo scenario è quello di una città in fiamme, con una luce rossastra che irrora paura e terrore tra le strade, in scorci che ci hanno ricordato, grazie anche a un bellissimo tema musicale con tanto di organo dominante, le scene finali de Il Gobbo di Notre Dame di Disney. Non a caso, proprio sullo sfondo vediamo l’iconico monumento francese in fiamme, a simboleggiare come anche il potere della Chiesa stia svanendo di fronte alle minacce oscure.

Parigi è crollata: non esiste più una guardia cittadina a mantenere l’ordine, la popolazione è terrorizzata e perfino le istituzioni ecclesiastiche hanno smarrito ogni punto di riferimento. La situazione è talmente disperata da spingere il Vescovo di Parigi a invocare l’intervento della leggendaria famiglia di cacciatori di demoni. La missione, dal sapore quasi suicida, viene affidata a Trevor Belmont e a sua figlia Rose Belmont, l’ultima erede della stirpe, portandoci a percorrere i vicoli bui della città fino al malfamato quartiere della Corte dei Miracoli per capire la radice del male nei panni della ragazza.

Arcani e fendenti

Il sistema di combattimento appare fin dalle prime battute scattante e stratificato al punto giusto. Rose ha a disposizione i classici attacchi all’arma bianca integrati da potenti incantesimi da lanciare consumando le proprie risorse. Quello iniziale è una semplice palla di fuoco da lanciare in orizzontale, nulla di nuovo.

Una delle meccaniche più interessanti riguarda le cosiddette Opere di Misericordia, richieste e compiti speciali legati agli incantesimi che consentono di sbloccare le Benedizioni degli Arcani e potenziare di conseguenza l’efficacia delle proprie magie. Il vero punto di svolta del provato è arrivato dopo aver affrontato e abbattuto il primo boss dell’avventura. Una volta sconfitto, è stato possibile assorbire il suo Arcano per ottenere un potere del tutto nuovo, ma anche scoprire un dettaglio inquietante a livello narrativo: una misteriosa entità vocale sembra guidare le creature a compiere atrocità in giro per la capitale.

Dal punto di vista della struttura del mondo di gioco, Belmont’s Curse è un Castlevania puro e privo di scorciatoie procedurali. Il livello di design propone una mappa gigantesca, interconnessa e ricca di diramazioni secondarie che spingono fortemente sull’esplorazione: si parte dai borghi e dalle fogne di Parigi e si punterà, o almeno così immaginiamo, a raggiungere le zone più centrali dell’oscuro sinistro che si cela dietro a tutto questo.

Come da tradizione per il genere, molte zone ed elementi del fondale risultano inaccessibili al primo passaggio, richiedendo di tornare sui propri passi dopo aver ottenuto abilità specifiche. A rendere interessante la progressione c’è anche la gestione dell’equipaggiamento. Durante la perlustrazione dei livelli è possibile recuperare diverse armature e pezzi di equipaggiamento pensati per incrementare i parametri di difesa e attacco, ma anche armi alternative che stravolgono l’approccio agli scontri. Nella nostra prova, abbiamo trovato per Rose una nuova arma, i Cestus, che trasforma l’azione ravvicinata permettendo a Rose di stendere le abomini demoniache a suon di pugni. Non mancano infine le Reliquie da equipaggiare. Solo per dare un contesto, una di esse trovata nelle fasi iniziali permetteva di ripristinare sia la salute che la riserva di mana a ogni apertura dei forzieri.

Qualche parola finale sui boss. La parte iniziale di Belmont’s Curse richiederà a Rose di eliminare 3 boss per recuperare i relativi oggetti, fondamentali per sbloccare un accesso alla città. Uno, il primo, è stato sconfitto con relativa tranquillità: si tratta di un nemico utile a imparare il timing e a prendere confidenza con le fasi action più concitate. Il secondo era addirittura Giovanna d’Arco, dalla quale ci aspettavamo di vedere una bella dose di mosse e tanta azione. Peccato solo che: tempo scaduto. Proprio a un passo dall’inizio dello scontro. Maledizione.

Dopo quarantacinque minuti intensi, l’impressione è che il lavoro di ammodernamento svolto sulla saga mantenga intatta l’essenza classica che i fan desideravano da anni, offrendo al contempo un ritmo di gioco fresco e una direzione artistica d’atmosfera. Se la qualità sarà la stessa per tutto il gioco, potremo finalmente dire che Castlevania è tornato.

Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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