Home Videogiochi Anteprime Elta: Defy All Gods Hands | Anteprima

Elta: Defy All Gods Hands | Anteprima

84

Tra le produzioni mostrate negli ultimi mesi, Elta: Defy All Gods è uno di quei titoli che rischiano di passare inizialmente sotto traccia, ma che potrebbero ritagliarsi uno spazio interessante nel panorama dei giochi d’azione e dei metroidvania tridimensionali. Sviluppato da Afterburner Studios e pubblicato da Focus Entertainment, il progetto arriverà nel 2027 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S e combina esplorazione, piattaforme, combattimenti corpo a corpo e una struttura costruita attorno alla progressiva acquisizione di nuove abilità.

La premessa narrativa mette il giocatore nei panni di Victus, un imponente monaco guerriero scelto dal proprio popolo per vendicare una divinità caduta e affrontare gli dèi responsabili della rovina della sua civiltà. Poco dopo l’inizio dell’avventura, Victus incontra proprio Elta, la divinità che dà il nome al gioco, ora ridotta alle sembianze di un piccolo drago verde. Da quel momento i due diventano inseparabili e il loro rapporto costituisce uno degli elementi centrali dell’esperienza.

La narrazione sembra voler evitare lunghe sequenze espositive e dialoghi continui, affidandosi invece all’esplorazione ambientale e alle animazioni e soprattutto a un sistema di scansione subito riconoscibile. Victus può infatti analizzare creature, oggetti, passaggi bloccati ed elementi dello scenario per ottenere informazioni sul mondo, individuare punti di interesse e raccogliere dettagli sul contesto narrativo. Anche i due protagonisti sembrano comunicare soprattutto attraverso il linguaggio del corpo, una scelta che potrebbe dare maggiore peso alla regia e alle interazioni tra personaggi.

Un metroidvania 3D affascinante

Pad alla mano, la struttura dell’esplorazione riprende molti elementi tipici del genere metroidvania: già nelle prime fasi compaiono aree irraggiungibili, porte impossibili da aprire e percorsi che potranno essere affrontati soltanto dopo aver sbloccato nuove capacità.

La mappa tridimensionale permette di tenere sotto controllo oggetti mancanti, passaggi ancora chiusi e aree già accessibili. Interessante anche la possibilità di attivare o disattivare gli indicatori relativi all’obiettivo principale, lasciando quindi al giocatore la scelta tra un’esperienza più guidata e un’esplorazione più libera.

Il sistema di movimento appare centrale nell’economia del gioco. Victus può correre sui muri, effettuare scatti in aria, planare e sfruttare Elta per superare determinati ostacoli; il piccolo drago funziona infatti come una vera estensione delle capacità del protagonista, in quanto consente di coprire distanze maggiori durante i salti e utilizzare la propria lingua come una sorta di rampino.

Un breve prologo consente inoltre di provare alcune abilità destinate a essere acquisite più avanti nell’avventura, come il doppio salto e il wall running. L’obiettivo sembra essere quello di mostrare fin dall’inizio quanto il mondo di gioco sia destinato a cambiare una volta ampliato il set di movimenti di Victus.

Combattimenti corpo a corpo con peso e varietà

Se l’esplorazione guarda apertamente ai metroidvania, il sistema di combattimento cerca invece una propria identità. Gli scontri sono interamente in terza persona e ruotano attorno a pugni, calci, attacchi pesanti e abilità speciali. Le animazioni puntano a restituire una sensazione di peso, con colpi che sembrano avere un impatto evidente sugli avversari. Gli attacchi leggeri e pesanti possono essere concatenati, mentre la pressione offensiva permette di accumulare energia necessaria per utilizzare tecniche più potenti.

Tra queste troviamo le cosiddette Kinetica, abilità speciali equipaggiabili che possono essere ulteriormente modificate tramite particolari Prismi. Un esempio è Rising Spire, un potente montante in grado di scagliare i nemici in aria. Applicando il Prisma Primordiale, la stessa tecnica si trasforma in un attacco rotante infuocato più potente ma anche più costoso in termini di energia.

La combinazione tra Kinetica e Prismi sembra promettere una discreta libertà di personalizzazione, soprattutto se il gioco finale offrirà un numero consistente di modificatori. A questo si aggiunge un albero delle abilità meno rigido rispetto a molte produzioni analoghe: le capacità possono essere sbloccate senza dover necessariamente seguire percorsi obbligati o acquistare potenziamenti intermedi poco interessanti.

Anche Elta interviene direttamente durante gli scontri. Il drago può agganciare i nemici per trascinarli verso Victus oppure permettere al protagonista di lanciarsi rapidamente contro di loro, aprendo la strada a nuove combinazioni offensive. Il sistema sembra quindi voler integrare in maniera piuttosto naturale combattimento e mobilità.

Una demo che lascia intravedere il potenziale

La porzione mostrata finora dura circa un’ora e si conclude con uno scontro contro un boss pensato per mettere alla prova le abilità appena ottenute. In particolare, la planata di Elta diventa essenziale per evitare attacchi capaci di attraversare gran parte dell’arena, suggerendo che le capacità di movimento non saranno limitate alla semplice esplorazione.

È probabilmente questo l’aspetto più interessante di Elta: Defy All Gods: la sensazione che ogni sistema sia collegato agli altri. Le abilità di movimento servono per raggiungere nuove aree, ma possono diventare strumenti fondamentali anche nei combattimenti e negli enigmi; Elta è allo stesso tempo compagno narrativo, mezzo di trasporto e parte integrante del sistema offensivo.

Resta naturalmente da capire quanto il gioco riuscirà a mantenere questa varietà sulla lunga distanza e quanto saranno articolati il level design e la progressione. Anche il rapporto tra Victus ed Elta dovrà essere approfondito, soprattutto considerando la scelta di affidare gran parte della comunicazione a gesti, animazioni e contesto ambientale.

Le prime impressioni, però, delineano un progetto con una direzione piuttosto chiara. Elta: Defy All Gods prende ispirazione da titoli facilmente riconoscibili, a partire da Metroid Prime, ma cerca di costruire una propria personalità attraverso il combattimento corpo a corpo, la verticalità dell’esplorazione e il legame costante tra protagonista e compagno.

L’uscita è prevista per l’inizio del 2027 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Se Afterburner Studios riuscirà a mantenere nel gioco completo le promesse mostrate dalla demo, Elta: Defy All Gods potrebbe diventare uno dei progetti più interessanti per chi cerca un metroidvania 3D moderno e fortemente orientato all’azione.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Fangtopia | Anteprima

A cura di Riccardo Furieri Alla Gamescom 2026 è facile lasciarsi travolgere...

Gundam Rogue Orbit | Anteprima

L’universo di Gundam si prepara a espandersi ancora una volta con Gundam...

Exodus, lo abbiamo provato: un’epopea tra stelle, scelte e conseguenze

Ci sono studi che nascono attorno a un progetto, e ci sono...

Guns & Dragons – Quando le rune incontrano la polvere da sparo | Anteprima

A cura di Riccardo Furieri Tra i tanti giochi provati durante la...