FIFA 21, altra bufera: in California EA accusata di aumentare la difficoltà per favorire microtransazioni

Di Andrea "Geo" Peroni
1 Dicembre 2020

Quest’anno sembra davvero non esserci pace per FIFA 21, il nuovo videogioco calcistico di Electronic Arts che ha dovuto fare i conti con più polemiche nel corso di sole poche settimane.

La scorsa settimana ad esempio vi abbiamo riportato in più occasioni del caso Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante svedese del Milan ha accusato EA Sports di aver utilizzato senza permesso il suo nome e il suo volto in FIFA 21 per trarne profitto, un’accusa a cui si sono poi accodati il procuratore Mino Raiola, l’attaccante del Tottenham Gareth Bale e molti altri calciatori professionisti che vogliono portare Electronic Arts in tribunale.

Abbiamo riassunto la vicenda nel nostro ultimo TG UAGNA settimanale, che ogni domenica trovate sul nostro canale YouTube. Qui sotto trovate proprio l’appuntamento in questione.

Come dicevamo in apertura, però, per FIFA 21 sembra non esserci pace.

In California, alcuni avvocati hanno iniziato una causa legale contro EA Sports, su un argomento particolarmente dedicato che riguarda le sempre chiacchieratissime microtransazioni. Stando alla loro accusa, Electronic Arts sta artificiosamente modificando la difficoltà dei match all’interno della modalità FIFA Ultimate Team per spingere i giocatori a ricorrere sempre più spesso alle microtransazioni.

Una delle novità più importanti segnalate da EA Sports per FUT 2021, la modalità Ultimate Team dell’ultimo capitolo di FIFA che tra pochi giorni riceverà anche un upgrade gratuito dedicato alle console PS5 e Xbox Series X|S, riguarda infatti il Dynamic Difficulty Adjustment, che si trova al centro della controversia legale messa in piedi dal gruppo di avvocati americani.

Questo sistema di intelligenza artificiale serve, a quanto riferito dagli sviluppatori, a bilanciare il livello di difficoltà di una partita sulla base delle abilità dell’utente, che andrebbe quindi a interferire e modificare alcuni parametri dei giocatori (tiri, passaggi, posizionamento, ecc.) per non rendere frustrante la permanenza su FUT magari da parte di coloro che non hanno molto tempo a disposizione per giocare.

L’accusa verso FIFA 21, e che è però difficilmente dimostrabile al momento, è che il gioco sia studiato in modo da sfruttare il Dynamic Difficulty Adjustment per incrementare la difficoltà in gioco verso alcuni utenti, che vengono così spinti sempre di più a spendere per utilizzare le microtransazioni e cercare la fortuna in uno dei pacchetti di FUT.

Come già detto, la questione è estremamente delicata, ma se il gruppo di avvocati californiani ha dato inizio alla causa legale deve avere evidentemente alcune prove tra le mani che potrebbero rappresentare una grana di non poco conto per FIFA.

Allo stato attuale delle cose, comunque, non possiamo certo condannare FIFA 21 a priori per qualcosa che non è ancora stato dimostrato.

Cosa ne pensate?

Fonte

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