Home Videogiochi News Il disastro di Concord ha insegnato a Sony di guardare la qualità e non la quantità

Il disastro di Concord ha insegnato a Sony di guardare la qualità e non la quantità

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E forse sarebbe stato meglio farlo sin dall’inizio, no?

All’inizio di questa generazione, Sony aveva annunciato un piano di pubblicazione di una dozzina di videogiochi live service, nel tentativo di diversificare la sua offerta proprietaria e creare flussi di entrate ricorrenti redditizi. Un concetto non difficile da capire: videogiochi come Warzone e Genshin Impact consentono alle rispettive aziende di raccogliere costantemente introiti, per finanziare altri progetti.

Ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo il Concord, disastroso sparatutto lanciato esattamente un anno fa (era il 23 agosto 2024, per la precisione) e chiuso dopo pochi giorni e vendite infinitesimali. PlayStation, dire Hermen Hulst, ha da allora apportato alcuni importantissimi cambiamenti interni.

In un’intervista con il Financial Times e riportata da PushSquare, il capo dei PlayStation Studios ha illustrato le modifiche apportate dal produttore per evitare che questo problema si ripeta. Ha anche lasciato intendere che la sua azienda non è più interessata alla quantità di giochi con servizio live che realizza, ma piuttosto alla qualità di un’offerta diversificata:

Il numero di partite di servizio live non è così importante. Ciò che conta per me è avere un insieme diversificato di esperienze di gioco e di community. Da allora abbiamo implementato test molto più rigorosi e frequenti in molti modi diversi. Il vantaggio di ogni fallimento è che ora le persone capiscono quanto sia necessaria questa supervisione.

L’articolo spiega che PlayStation sta ora effettuando molti più test di gruppo, incoraggiando la condivisione di informazioni tra gli studi e favorendo un rapporto più stretto tra i dirigenti. Questo spiegherebbe forse il gran numero di cancellazioni avvenute di recente presso PS Studios, come i giochi live service di Bend Studio e il famoso The Last of Us Online di Naughty Dog.

A quanto pare, inoltre, quando si tratta di nuova proprietà intellettuale, Sony guarda al quadro generale. Non basta più realizzare un gioco di successo, ma deve essere qualcosa che possa essere adattato anche ad anime, film, serie TV, manga, fumetti e altro ancora:

Adottiamo un approccio molto intenzionale alla creazione di IP […] cercando di capire come un nuovo concetto possa trasformarsi in un franchise iconico per PlayStation, che a sua volta può diventare un franchise per persone che non si occupano di videogiochi.

Fonte

Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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