Nella giornata di oggi sono stati scoperti, presso i registri del governo del Regno Unito, i documenti ufficiali che sanciscono lo scioglimento di Ballistic Moon, lo studio autore del discusso remake di Until Dawn. Le pratiche indicano come data ufficiale della cessazione il 3 febbraio, confermando i rumor sulla chiusura che circolavano ormai da mesi.
Il primo avviso di scioglimento risale all’11 novembre; da allora lo studio ha completato l’iter burocratico, segnalando anche cambiamenti strutturali riguardanti alcune figure chiave. Al momento, Sony non ha ancora rilasciato dichiarazioni o commenti ufficiali in merito.
Fondata nel 2019 da ex sviluppatori di Supermassive Games, autori dell’originale Until Dawn, Ballistic Moon ha dato vita a un unico progetto: il remake del titolo citato. L’accoglienza è stata però gelida sia da parte della critica che della community, che lo ha accolto persino peggio del recente disastro di Concord. Nonostante le migliorie grafiche e lievi modifiche alla trama, l’operazione è stata ritenuta superflua dai giocatori fin dal principio. Inoltre, numerosi bug e problemi tecnici hanno minato il ritmo di gioco e l’immersione.
Dall’uscita del gioco a oggi lo studio ha subito continui ridimensionamenti: prima il licenziamento di 40 dipendenti, poi di altri 20, fino a giungere a marzo 2025, quando lo studio era già considerato di fatto “morto”, con i soli fondatori e pochissimi dipendenti ancora a libro paga.
A completare il quadro negativo si aggiunge l’adattamento cinematografico di Until Dawn, purtroppo, anch’ esso non si è dimostrato all’altezza delle aspettative, presentando una trama scialba che differiva in alcune fasi dal materiale originale e protagonisti ancora più anonimi del resto della pellicola. Un risultato deludente, considerando che il progetto partiva da una base narrativa già solida e apprezzata.
Con la chiusura ufficiale, Ballistic Moon si unisce alla lista sempre più lunga di studi sacrificati in un’industria che non perdona i passi falsi, specialmente quando si tratta di remake non richiesti e produzioni transmediali che mancano il bersaglio.
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