Dan Houser, cofondatore di Rockstar Games e sceneggiatore di Max Payne 3, considera il terzo capitolo della saga un fallimento personale. Una dichiarazione sorprendente, soprattutto considerando l’accoglienza generalmente positiva riservata al titolo dalla critica specializzata.
Durante un’intervista concessa a IGN, Houser è tornato a parlare dello sparatutto pubblicato nel 2012, riconoscendo di aver commesso alcuni errori nella gestione dell’eredità lasciata da Remedy Entertainment.
Dan Houser ammette gli errori commessi con Max Payne 3
L’ex dirigente ha raccontato di aver apprezzato particolarmente lo sviluppo del gioco, soprattutto per la possibilità di lavorare su una narrazione lineare, differente dalle strutture open world di Grand Theft Auto e Red Dead Redemption.
L’obiettivo era realizzare un’esperienza cinematografica, quasi un film interattivo di dodici ore, caratterizzato da un’estetica noir digitale e da soluzioni visive originali. Tuttavia, secondo Houser, il risultato non riuscì a conquistare una parte significativa degli appassionati:
Pensavo che avessimo fatto un buon lavoro realizzando un altro Max Payne. Ad alcuni è piaciuto, a molti altri no. Quindi abbiamo sbagliato, o meglio, ho sbagliato io. Ho fallito.
Houser ha inoltre riconosciuto il talento di Sam Lake, autore dei primi due capitoli, assumendosi la responsabilità delle scelte narrative che non riuscirono a sostituirne adeguatamente lo stile.
Un’eredità difficile da raccogliere
Nata nel 2001 dalla collaborazione tra Remedy Entertainment e Rockstar Games, la saga di Max Payne si è distinta per le atmosfere noir, la narrazione tormentata e l’innovativo utilizzo del bullet time.
Dopo Max Payne 2: The Fall of Max Payne, pubblicato nel 2003, Rockstar assunse direttamente lo sviluppo del terzo episodio, trasferendo gran parte dell’azione dalla cupa New York alla più luminosa e violenta San Paolo, in Brasile.
Il cambiamento di ambientazione e di linguaggio narrativo divise gli appassionati, nonostante un consenso comune della critica specializzata.
Oggi il futuro del franchise è nuovamente nelle mani di Remedy, impegnata nello sviluppo di Max Payne 1 & 2 Remake. Come riportato in precedenza sul nostro sito, il progetto si trova in piena produzione, mentre Rockstar Games continua a gestirne la comunicazione.
E voi cosa ne pensate? Max Payne 3 ha davvero tradito lo spirito dei suoi predecessori, oppure le critiche di Houser sono eccessivamente severe?
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