NBA THE RUN
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NBA THE RUN | Recensione

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Il mondo della pallacanestro e in particolare dello spettacolo NBA si è sempre prestato bene alle produzioni videoludiche arcade. Le pietre miliari sono rappresentate dalla serie NBA Street, ancora oggi ricordata piacevolmente dagli appassionati, e dal mitico NBA Jam, che per primo ha trasportato l’anima dei playgrounds all’interno delle grandi arene di basket americane con un gameplay fuori dagli schemi, totalmente rivoluzionario per l’epoca.

Nei tempi più recenti vi sono state diverse altre riproposizioni dello streetball negli schermi dei videogiocatori, non solo tramite NBA Playgrounds ma anche grazie alle modalità Blacktop, MyPark, The Neighborhood o The City inserite nei vari NBA 2K a partire dal 2011.

NBA THE RUN si inserisce esattamente in questo filone videoludico. Prima pubblicazione assoluta del team statunitense di Play By Play Studios – fondato nel 2021 e composto da ex sviluppatori di EA – il gioco mira a rilanciare l’interesse per i titoli cestistici arcade sotto il segno del franchise ufficiale NBA, con un gameplay frenetico ed esagerato. Ci sarà riuscito?

Versione provata: PC

Come i Playoffs NBA, ma a Rucker Park

Partiamo dal presupposto che NBA THE RUN è un titolo interamente multiplayer PVP, con una componente single player presente ma del tutto trascurabile, trattandosi di una semplice modalità Allenamento dove provare i vari comandi in solitaria senza limiti di tempo, punteggio o altro.

NBA THE RUN - Modalità di gioco
NBA THE RUN – Modalità di gioco

Le modalità online attualmente a disposizione sono invece tre: Squads, Solos, Friends (privata) e prevedono tutte di giocare partite 3 vs 3. La modalità Squads vi inserirà in un terzetto con altri due giocatori reali, mentre la modalità Solos vi metterà al comando di una squadra con altri due cestisti NBA comandati dall’IA, che potrete scegliere voi prima di cominciare, contro un giocatore reale che a sua volta guiderà il suo terzetto. La modalità Privata permette invece di invitare i propri amici e giocare una partita a circolo chiuso (il gioco supporta il crossplay completo tra PC e console).

Il fulcro dell’esperienza ruota ovviamente attorno a Squads e Solos, che condividono lo stesso peculiare format in stile NBA Playoffs. A prescindere dalla modalità che sceglierete, avviare il matchmaking su NBA THE RUN significa entrare in una mini-serie di playoff in cui il vostro obiettivo sarà andare avanti il più possibile e vincere la finale assieme ai vostri compagni di squadra.

Ogni serie che giocherete è resa imprevedibile da una specie di roulette CPU che prima di ogni singola partita sceglie casualmente regole diverse: può capitare di giocare match dove si vince al 21, altri dove si vince a 11, altri ancora dove le schiacciate valgono 3 punti e ogni altra tipologia di canestro solo 1, e così via. Questo elemento non solo aggiunge imprevedibilità, ma al contempo argina la ripetitività, visto che ogni partita sarà diversa e richiederà di impegnarsi in tattiche differenti.

NBA THE RUN - Selezione casuale delle regole prepartita
NBA THE RUN – Selezione casuale delle regole prepartita

La struttura complessiva di NBA THE RUN risiede tutta qui: di fatto le modalità che contano davvero negli equilibri del titolo sono solo 2, Squads e Solos, e si sente la mancanza di una modalità single player con un senso di progressione, di miglioramento dei cestisti, di gestione (anche minima) dei propri terzetti, o anche solo per poter giocare partitelle veloci nei ritagli di tempo, proprio come accadeva in altre produzioni precedenti.

Potrebbe far storcere il naso anche il format esclusivamente in stile playoff. Non esistendo la possibilità di giocare match singoli, avviare il matchmaking significa doversi impegnare per forza in un mini campionato ad eliminazione diretta: nonostante non siano richiesti più di 10 – 15 minuti per il completamento (finale inclusa) non tutti apprezzeranno la mancanza di una modalità Partita veloce “mordi e fuggi” dove giocare una sola partita e tornare al menu, un po’ come accade nel multiplayer di NBA 2K e di tutti i principali titoli sportivi concorrenti.

Un po’ NBA Jam, un po’ NBA Street

Dal punto di vista del gameplay in senso stretto NBA THE RUN riesce ad accogliere il giocatore con un buon livello di immediatezza, purtroppo senza alcun tutorial, ma con la modalità Allenamento prima citata che vi consentirà di sperimentare tutti i comandi prima di scendere in campo.

Abbiamo trovato il gameplay tutto sommato divertente, pur senza stravolgere il settore. L’azione si svolge sempre in rapidità, il movimento dei giocatori è molto veloce e fluido e permette di compiere una serie di trick che possono portare ai famosi ankle breaker, ossia movimenti corporali “spezzacaviglie” che mettono a sedere l’avversario (tra l’altro con un simpatico suono di ossa rotte). Ovviamente, oltre ai classici tiri da 2 e da 3 è possibile effettuare schiacciate esagerate, anche mediante alley-oop serviti dai compagni o auto-lanciandosi con una sponda sul tabellone.

NBA THE RUN - Gameplay in Solos
NBA THE RUN – Gameplay in Solos

Prima di iniziare una partita è possibile selezionare il giocatore NBA con cui si vorrà intraprendere il percorso di playoff. Sono disponibili quasi tutte le superstar oggi attive nel campionato statunitense, come ad esempio Stephen Curry, LeBron James, Anthony Edwards, Nikola Jokić, Jalen Brunson, Giannīs Antetokounmpo e così via. Ogni superstar ha le proprie statistiche di tiro, difesa, schiacciate, velocità, rendendo la scelta flessibile in base al vostro stile di gioco, anche se abbiamo notato una certa tendenza a segnare facilmente da 3 punti a prescindere dal giocatore selezionato.

Il gioco prende palesemente spunto dalle due produzioni che abbiamo menzionato nel titolo di questo paragrafo, anche in piccoli dettagli come la palla infuocata nei tiri da 3. In generale, però, secondo noi il gameplay si avvicina di più a quello di NBA Jam piuttosto che a NBA Street. Quest’ultima serie portava infatti all’esasperazione il concetto di streetball, con trick molto complessi che ricordano maestri del settore come il celebre The Professor. NBA THE RUN presenta invece una componente di “freestyle” meno marcata: non troverete le lunghe danze col pallone che era possibile compiere in NBA Street, ma piuttosto rapidissimi trick inseriti in un contesto che spinge a fiondarsi velocemente a canestro, con un focus ridotto sul ball handling e sull’umiliazione dell’avversario.

Anche in questo caso ci sentiamo di muovere alcune critiche, a partire dalle animazioni dei giocatori, purtroppo abbastanza legnose, e la telecamera, che pur essendo selezionabile in diverse inquadrature non risulta mai pienamente convincente: potrebbe essere utile aggiungere un livello di zoom-out per vedere l’azione con più ampiezza. Segnaliamo infine che al momento è assente un sistema di chat vocale del party, pertanto è impossibile interfacciarsi con i compagni di squadra per elaborare una qualsiasi strategia.

NBA THE RUN - Luka Dončić
NBA THE RUN – Luka Dončić

Il comparto tecnico

Tecnicamente NBA THE RUN è un titolo leggero, fattore testimoniato anche dal peso di circa 8 GB su PC. Sotto il profilo grafico il gioco si presenta in modo estremamente piacevole: lo stile scelto per le superstar è simil-cartoonesco, con modelli realizzati in modo convincente. Anche i vari campetti sono realizzati piuttosto bene e sono proposti in una buona varietà, con alcune delle arene più famose al mondo presenti.

Decisamente meno ispirato il comparto sonoro, soprattutto per quanto riguarda le musiche di accompagnamento del menu e delle partite, che ci sono risultate un po’ scialbe e prive di mordente. Anche la telecronaca non fa gridare al miracolo ma è comunque simpatica, grazie all’inserimento di una buona dose di slang americano.

Un’altra nota negativa è rappresentata dalla traduzione italianaimprecisa a dir poco e bisognosa di alcune sistemazioni. Oltre ad alcune frasi sparse nei vari menu, talvolta contorte e non chiarissime, la parte peggiore risiede nei nomi delle arene tradotti alla lettera: questo genera contenuti imbarazzanti come “Spiaggia di Venezia” al posto della celeberrima Venice Beach, o ancora “Parco di Rucker” quando il nome originale dovrebbe essere Rucker Park.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

NBA THE RUN
76
Riassunto
Riassunto

NBA THE RUN riesce a raggiungere il suo obiettivo minimo: far divertire i giocatori, risultando al contempo facilmente fruibile e accessibile a tutti. Il gameplay è coinvolgente, il roster di superstar NBA è ampio il giusto, il sistema di scelta casuale delle regole è più che azzeccato. Soffre purtroppo di alcune problematiche: l'assenza di modalità single player e di un format "Partita veloce", oltre a una dose meno elevata del previsto di streetball puro, come probabilmente ci si sarebbe aspettato. Non è quindi un titolo rivoluzionario per i giochi sportivi, tuttavia ha il merito di aver ridato agli appassionati di basket un gioco basato sui playgrounds come non si vedeva da tempo.

Pro
Gameplay fluido e divertente, che attinge da caratteristiche di NBA Jam e NBA Street Ottimo il meccanismo di scelta casuale delle regole prima di ogni partita Roster di superstar piuttosto completo Competitivo sì, ma mai snervante
Contro
Streetball e trick vari meno importanti del previsto: non è l'NBA Street del 2026 Nessuna modalità single player Nessuna modalità Partita veloce: non è possibile giocare match singoli Traduzioni italiane da rivedere Nessun sistema di chat vocale nel party
  • Giudizio complessivo76
Scritto da
Alberto Baldiotti

Appassionato di videogiochi e tecnologia in generale, con un occhio di riguardo per i PC gaming. Da sempre fan della saga degli Elder Scrolls, Grand Theft Auto e Splinter Cell. Sono laureato in Scienze storiche e, quando non leggo o scrivo di videogiochi, approfondisco le mie conoscenze sulla storia documentandomi attraverso portali dedicati.

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