NetEase Inc. interromperà i finanziamenti allo studio guidato da Toshihiro Nagoshi, creatore della serie Yakuza, ultimo caso colpito dalla più ampia strategia del gruppo cinese di ridurre le attività di sviluppo videoludico.
Secondo persone a conoscenza della vicenda, i dipendenti di Nagoshi Studio Inc. sono stati informati della decisione venerdì. Un portavoce di NetEase ha confermato a Bloomberg che il finanziamento allo studio cesserà a partire da maggio.
L’imminente chiusura di Nagoshi Studio evidenzia le difficoltà di un’industria videoludica che, pur superando Hollywood per ricavi, negli ultimi anni ha dovuto affrontare una concorrenza crescente da parte di altre forme di intrattenimento, come i social media.
Nagoshi Studio era nato nel 2021, dopo che Toshihiro Nagoshi, uno dei più celebri creatori di videogiochi giapponesi, aveva lasciato Sega Sammy Holdings Inc. per intraprendere un percorso indipendente. All’epoca NetEase e Tencent Holdings Ltd., entrambe impegnate a reclutare talenti giapponesi per sostenere la propria espansione internazionale, si erano contese Nagoshi.
Negli ultimi anni NetEase ha progressivamente ridotto i propri investimenti nel settore gaming su impulso del fondatore e amministratore delegato William Ding, con conseguenti tagli al personale e chiusure di studi in varie parti del mondo. In Giappone, Ouka Studio è stato chiuso alla fine del 2024, mentre a Nagoshi Studio era stato concesso tempo per completare il suo primo videogioco.
Lo studio aveva presentato a dicembre un teaser del suo primo titolo, Gang of Dragon. Tuttavia, la decisione di interrompere il sostegno prima dell’uscita del gioco sarebbe arrivata dopo che NetEase ha scoperto che per completare il progetto sarebbe stato necessario un ulteriore finanziamento di almeno 7 miliardi di yen (44,4 milioni di dollari), secondo una delle fonti, che ha chiesto di restare anonima perché le informazioni sono riservate.
Le stesse fonti riferiscono che Nagoshi starebbe cercando nuovi finanziatori, senza però aver ottenuto risultati finora. Lo studio sarebbe inoltre in trattativa con NetEase per definire la gestione dei materiali di gioco già sviluppati.
Sempre secondo le fonti, NetEase avrebbe comunicato allo studio che potrà proseguire in autonomia, ma dovrà sostenere i relativi costi qualora intenda mantenere gli asset o il marchio. Il gruppo cinese sarebbe disposto a negoziare solo a fronte di un’uscita economicamente compensata.
Scrivi un commento