Sony ha identificato i responsabili dei leak di The Last of Us 2, non sono dipendenti Naughty Dog

Di Andrea "Geo" Peroni
1 Maggio 2020

La telenovela legata ai leak di The Last of Us: Part II è giunta alla conclusione: Sony ha identificato i veri responsabili dell’accaduto.

Nella notte tra domenica e lunedì, l’attesissimo videogioco in arrivo a giugno in esclusiva PS4 è stato protagonista di un clamoroso leak con tanti video finiti in rete.

Poco dopo la diffusione dei video, Sony è scesa in campo per rimuovere il video e identificare il responsabile, e sul web inizia a diffondersi una notizia: a pubblicare i numerosi video di The Last of Us: Part II in rete è stato un dipendente di Naughty Dog, in rotta con la software house.

Secondo quanto riferito dai primi report, questo sviluppatore sarebbe stato furioso con Naughty Dog per una questione relativa a pagamenti che non sono stati rispettati. Per ripicca, il dipendente avrebbe nella notte approfittato dell’accesso a tutti i dati per prelevare i filmati e caricarli in rete.

Nei giorni successiva è emersa poi una voce completamente differente, che identificava nel leaker di The Last of Us: Part II un dipendente simbolo della profonda rottura all’interno dello studio a causa di culture e religioni che cozzavano con i temi del gioco, che metteranno al centro della storyline l’omosessualità di Ellie. Un presunto affiliato di Naughty Dog raccontava di uno studio diviso, e di un folto gruppo di sviluppatori che non vedono di buon occhio la nuova produzione.

La realtà dei fatti, a quanto pare, è ben diversa. Nel tardo pomeriggio, GamesIndustry ha riportato che Sony ha finalmente identificato i veri responsabili dei leak di The Last of Us: Part II, che non hanno nulla a che vedere con SIE Worldwide Studios e neppure con Naughty Dog.

Crollano quindi le tesi e le ipotesi formulate nei giorni scorsi su presunti pagamenti non rispettati o problemi all’iterno di Naughty Dog – sebbene le accuse di crunch, che si susseguono da anni, siano purtroppo una triste verità per la software house che ha creato Crash Bandicoot, Jak & Daxter e Uncharted.

Il gigante nipponico non ha ovviamente diffuso i nomi dei responsabili identificati, e neppure le motivazioni di un gesto che sicuramente pagheranno caro. Non è da escludere che nei prossimi giorni ne sapremo di più. A margine della notizia, infine, Neil Druckmann di Naughty Dog ha voluto esternare la sua felicità per la notizia, affermando inoltre che in circolazione ci sono ancora tante false voci di cui parlerà soltanto quando il gioco sarà uscito.

The Last of Us: Part II sarà disponibile dal 19 giugno 2020 su PS4.

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