Ubisoft finisce nel mirino, accuse di molestie e stupri verso alcuni dirigenti

Ubisoft Nuovo Logo
Di Andrea "Geo" Peroni
24 Giugno 2020

Nelle ultime ore, stiamo assistendo a una nuova ondata del movimento Me Too, stavolta votato interamente all’industria dei videogiochi.

Tra i primi volti dell’industria a essere coinvolti c’è Chris Avellone, autore di Fallout: New Vegas, Star Wars Knights of the Old Republic II e del prossimo Dying Light 2, col quale Techland ha già chiuso i rapporti.

Le accuse verso Avellone sono però a quanto pare solo la punta dell’iceberg, perché stanno emergendo numerose nuove testimonianze che mettono spalle al muro alcuni nomi importanti dell’industria.

Nella serata di ieri, è toccato anche a Ubisoft finire nel mirino, tramite le testimonianze di due persone che non hanno avuto buoni trascorsi con il colosso francese e che anzi hanno mosso accuse di molestie e stupri da parte di dirigenti.

Kate Johnson, che oggi è Senior Account Executive di Kairos Media, ha lavorato in Ubisoft in passato, durante i suoi esordi nell’industria videoludica, e ha riportato nelle ultime ore la sua triste testimonianza. Durante il PAX East 2014, la Johnson ha infatti preso parte all’evento insieme ad Andrien Gbinigie, un tempo community manager della serie Assassin’s Creed e oggi Brand Marketing Manager di Ubisoft.

Stando a quanto riportato dalla vittima, in quell’occasione Gbinigie si rese protagonista di un vero e proprio stupro ai danni della donna, in una stanza d’hotel nella quale è avvenuto il fattaccio. Gbinigie avrebbe convinto la Johnson a unirsi a lui e i suoi amici, ma giunta nella stanza, dopo essersi accorta che questi amici non erano presenti, ha subìto la violenza da parte dell’uomo.

Sempre per quanto riguarda Ubisoft, anche Stone Chin (Associate Director of Public Relations) è stato oggetto di accuse di molestie sessuali da parte di John Silvester, community manager di Save the Children. Nel mirino finisce anche Alex Monney, oggi PR di Logitech, per le medesime accuse:

Stone Chin e Alex Monney sono predatori sessuali. Non nominerò le vittime perché non dovrebbero essere loro a dirlo. E ce ne sono altre centinaia proprio come loro.

Ubisoft ha già fatto sapere di essere molto preoccupata dalle ultime notizie, e di essere pronta verificare le accuse prima di decidere le prossime mosse nei confronti di questi dipendenti coinvolti.

Fonte

Hai Telegram? Clicca sull'icona per entrare nel canale


Abbiamo parlato di:

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




Scrivi un commento