Peaky Blinders: Mastermind – Abbiamo provato il videogioco ufficiale della serie con Cillian Murphy

Di Andrea "Geo" Peroni
30 Luglio 2020

Cosa succede quando hai tra le mani una grossa proprietà intellettuale legata a una serie TV o un film di enorme successo? Succede, ad esempio, che possono uscire abomini di bassissimo profilo come Lost: Via Domus, di Ubisoft, o il tremendo Iron Man del 2008 pubblicato in occasione dell’omonimo film e che entra a pieno diritto tra i peggiori videogiochi Marvel di cui abbiamo giusto parlato pochi giorni fa. Talvolta, però, ecco che spunta fuori un progetto interessante e che sembra poter dare realmente giustizia alla sua controparte televisiva.

È il caso di Peaky Blinders: Mastermind, il nuovo videogioco di FuturLab e CurveDigital ispirato, come suggerisce chiaramente il nome, alla celebre serie TV di BBC ideata da Steven Knight con Cillian Murphy, Sam Neill, Helen McCrory, Paul Anderson e Annabelle Wallis. Senza ombra di dubbio, si tratta di uno dei prodotti televisivi migliori degli ultimi anni. Ambientata in Inghilterra negli anni ’20, con il carismatico Thomas Shelby che rientra a Birmingham dopo la conclusione della Prima Guerra Mondiale per riprendere il controllo della gang Peaky Blinders, l’omonima serie, inaugurata nel 2013, è stata premiata in lungo e in largo, riscuotendo un meritato successo mondiale.

La sesta stagione, causa Coronavirus, si farà attendere ancora per molto tempo – si parla addirittura del 2022 nelle previsioni più pessimistiche. Per allietare l’attesa, però, siamo stati contenti di poter provare in anteprima proprio Peaky Blinders: Mastermind, che, almeno nelle atmosfere, riesce a replicare con un gradevolissimo risultato i toni della serie da cui è tratto.

In una prova seppur limitata ai primi tre livelli disponibili del gioco, Peaky Blinders: Mastermind mette in evidenza tutte le peculiarità e le meccaniche di gameplay che compongono questo curioso puzzle game. Non fate infatti l’errore di pensare che l’ultima produzione di FuturLab sia un titolo ad altissimo budget, un action-stealth in terza persona con tanto di armi e un comparto grafico al pari di The Last of Us: Parte II. No, niente di tutto questo: Peaky Blinders: Mastermind è un titolo con visuale isometrica e uno stile grafico simil-fumetto che riproduce però fedelmente la realtà, e nel quale comandiamo (principalmente) un Thomas Shelby in una veste nuova e al contempo differente rispetto alla sua controparte televisiva.

Il personaggio interpretato da Cillian Murphy (Inception, Batman Begins) è sempre stato dipinto come un abilissimo stratega e manipolatore, un uomo che nella sua mente riesce a pianificare con estrema cura e dettaglio tutte le mosse da compiere e con largo anticipo. In Mastermind, in effetti, siamo chiamati proprio a entrare nella testa di Thomas e a portare a termine vari compiti, che richiedono astuzia e una buona dose di riflessi, o meglio: imparare ad agire in tempo.

La principale meccanica di questo titolo non è infatti data dall’esplorazione o da un gameplay particolarmente approfondito, quanto dalla particolare possibilità di andare avanti e indietro nel tempo nella timeline che costituisce l’intera struttura della missione. Per spiegarci meglio, prendiamo come esempio la primissima missione del gioco, in modo tale da non incappare neppure in particolari spoiler. Thomas è appena tornato dal fronte, e la famiglia Shelby vuole festeggiare con un brindisi di alta qualità facendo però capire ai rivali che i Peaky Blinders sono pronti a riprendere il loro posto. Attraversando Birmingham nei panni di Tommy, entriamo già in confidenza con le prime meccaniche e i comandi di gioco, a dire il vero non particolarmente intuitivi specialmente giocando con mouse e tastiera – il gioco stesso ci informa, poco prima di iniziare, che è consigliato l’utilizzo di un controller. Come abbiamo già spiegato, il cuore dell’esperienza non è da ricercare in profonde fasi esplorative o scontri epocali, ma nel saper attendere e incastrare il momento giusto nella timeline ed essere inoltre in grado di non perdere neppure un preziosissimo istante del tempo.

Una delle peculiarità di Thomas Shelby, ad esempio, è la capacità di corrompere molto facilmente le menti di deboli rivali, che vengono plagiati e dei quali possiamo prendere letteralmente il possesso per pochi secondi nel tentativo di risolvere un puzzle ambientale. Uno di questi scagnozzi rivali può attivare una leva per aprire una porta, e a quel punto Thomas è in grado di avanzare verso lo scenario successivo. Com’è possibile fare tutto ciò, se la porta rimane aperta solamente quando lo scagnozzo interagisce con la leva sotto il nostro controllo? Ecco che qui, proprio in questi momenti, interviene l’importanza della meccanica del tempo.

Riavvolgere l’orologio è infatti il fattore di maggior rilievo all’interno della missione, e, come presto capirete, la meccanica più importante da padroneggiare per portare a termine la missione nella quale siete coinvolti. Per tornare sull’esempio precedente, nel momento in cui abbiamo aperto a sufficienza la porta tramite lo scagnozzo corrotto, ecco che l’unico modo per avanzare è quello di riavvolgere la “pellicola” fino al momento in cui possiamo riprendere il controllo di Thomas e oltrepassare la barriera in precedenza chiusa. È come se stessimo riscrivendo la storia, per così dire, ma possiamo interpretarlo, in fondo, come lo svolgimento del perfetto piano di Shelby che prima di agire ha pensato tutto attentamente nella propria mente.

La meccanica di rewind salva la vita anche in particolari e spinose situazioni, come quando finiamo per errore nel campo visivo di un nemico: se ciò accade, ecco che la via giusta è quella di un bel riavvolgimento temporale e si torna in pochi istanti al momento immediatamente precedente al nostro smascheramento, pronti a riscrivere l’andamento della missione come se nulla fosse successo e consci ora di ciò che ci aspetta. All’abilità “mentale” di Tommy, poi, si uniscono ben presto anche altri personaggi che iniziano a scendere in campo in prima linea, e a quel punto dobbiamo essere tanto preparati quanto bravi a far combaciare alla perfezione movimenti e azioni dei vari co-protagonisti per riuscire a terminare con successo la missione. Un’impresa non certo facile, specialmente per chi è alle prime armi, ma che è molto soddisfacente una volta completata.

Con alcuni personaggi di supporto che mettono in evidenza, nei momenti adatti, le proprie abilità, Peaky Blinders: Mastermind, in questi primi livelli di gioco, ci ha particolarmente sorpreso per la ragionata complessità in cui ha deciso di mettere in scena un concept così particolare. Forse queste nostre parole e impressioni sono dettate anche da un generale scetticismo, che non possiamo fare a meno di avere nei confronti di tie-in dalla TV o dal cinema dopo decenni di disastri. Per il momento, però, il titolo di FuturLab sembra essere davvero interessante e riuscito nei suoi intenti, ed è per questo che seguiremo molto da vicino la release per capire se la produzione riuscirà a mantenere la giusta qualità in tutta la sua durata.

Peaky Blinders: Mastermind sarà disponibile dal 20 agosto su PS4, Xbox One, PC e Switch.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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