Le due campagne avevano l’obiettivo di spingere Sony a rivedere il proprio approccio al mercato dei videogiochi, invitando gli utenti a modificare le proprie abitudini di acquisto o a sospendere temporaneamente l’utilizzo delle piattaforme PlayStation.
Tuttavia, i dati diffusi dall’azienda non permettono di stabilire con precisione quante persone abbiano effettivamente aderito alle proteste, né quale sia stato il loro impatto economico.
PlayStation continua a crescere nonostante le proteste: 127 milioni di utenti attivi
Secondo quanto evidenziato, le campagne di boicottaggio non avrebbero prodotto conseguenze visibili sull’andamento generale dell’ecosistema PlayStation. I risultati trimestrali di Sony mostrano infatti numeri positivi, anche se non rappresentano una misurazione diretta dell’efficacia delle proteste.
Nel settembre 2026, PlayStation ha registrato 127 milioni di utenti attivi mensili, con un incremento di otto milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e di due milioni rispetto al trimestre precedente.
Si tratta di dati che confermano la crescita della piattaforma, ma che non consentono di sapere quanti giocatori abbiano partecipato al PS5 Blackout o se la mobilitazione abbia influito sulle abitudini di una parte dell’utenza.
Inoltre, l’aumento dell’attività online non risolve necessariamente le preoccupazioni espresse dai consumatori sulla disponibilità delle edizioni fisiche e sulla proprietà dei videogiochi acquistati in formato digitale.
Un altro elemento da considerare è la differenza tra il numero di utenti attivi e le vendite: un giocatore può infatti continuare a utilizzare la propria console pur decidendo di non acquistare nuovi titoli.
Le vendite digitali dominano su PS5, ma cresce anche il mercato fisico
I risultati finanziari di Sony offrono inoltre uno spaccato interessante delle abitudini di acquisto degli utenti PlayStation.
Nel trimestre preso in esame, i download digitali hanno rappresentato il 78% delle unità vendute di giochi completi, con una crescita di sei punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato conferma la crescente importanza della distribuzione digitale per il business PlayStation. Allo stesso tempo, però, anche i ricavi derivanti dai videogiochi fisici hanno registrato un aumento su base annua, dimostrando che questo segmento conserva una propria rilevanza commerciale.
Va inoltre precisato che i risultati trimestrali di Sony comprendono diverse divisioni aziendali e non soltanto PlayStation. Un eventuale aumento degli utili complessivi del gruppo, quindi, non può essere utilizzato come prova diretta del fallimento delle campagne di boicottaggio.
Al momento, l’effettivo impatto di PS5 Blackout e No Disc, No Buy rimane impossibile da quantificare con i dati pubblicamente disponibili. Sony non ha comunicato il numero di utenti coinvolti nelle proteste né fornito indicazioni su quanto queste abbiano influenzato le proprie decisioni interne.
I risultati mostrano dunque un ecosistema PlayStation ancora in crescita, ma non cancellano le critiche di quella parte della community che continua a chiedere maggiore attenzione alla distribuzione fisica e alla proprietà dei contenuti digitali.
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