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007 First Light | Recensione

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Chi l’avrebbe mai detto che il primo James Bond della gestione Amazon sarebbe stato quello di un videogioco? È innegabile che, assieme alla curiosità e l’entusiasmo, l’annuncio e il conseguente arrivo sul mercato di 007 First Light, l’action sviluppato da IO Interactive e dedicato all’agente segreto più famoso di sempre, si sia portato appresso anche un po’ di dubbi e conseguente scetticismo. Almeno per quanto mi riguarda, la scelta dello sviluppatore danese di allontanarsi dall’immaginario di Hitman per lanciarsi in questo volo pindarico nell’universo bondiano mi ha sempre fatto nutrire basse aspettative.

Nel corso dei mesi, poi, la campagna di marketing e comunicazione non ha sicuramente contribuito a migliorare la situazione: trailer secondo me non troppo incisivi e filmati di gameplay un po’ vaghi hanno alimentato questo sentimento di incertezza. Insomma, nel momento in cui stavo per schiacciare “avvia” ero piuttosto sicuro di cosa stavo per giocare. D’altronde, però, la storia ci insegna che la certezze sono fatte per essere smentite.

007 First Light non solo è un ottimo videogioco action come non se ne vedevano da tempo; al tempo stesso è anche una rappresentazione fedele, convincente ma soprattutto originale di un nuovo James Bond.

Versione provata: PlayStation 5

Licenza di scrivere

Perdonate il gioco di parole con il titolo (ahimè non sarà l’ultimo), ma la prima cosa di cui sento subito la necessità di parlare e che sono convinto debba essere discussa, è di come Io Interactive (sostenuto e sicuramente affiancato da Amazon) abbia tratteggiato il protagonista di questa storia assieme a quest’ultima.

Dopo l’addio di Daniel Craig, erano in molti a chiedersi quale sarebbe stato il nuovo corso del franchise. Con i casting per il ruolo cinematografico che sono ancora in corso, è appunto IO Interactive ad esordire con del materiale originale, quello che ha fatto con l’IP di 007, indubbiamente una delle proprietà intellettuali più complesse e delicate da gestire, non è affatto da sottovalutare.

In primis bisogna specificare che 007 First Light è una storia di origini: il Bond che impersoniamo non è ancora 007 e tutta la storia verterà proprio su questo, ovvero il concetto di “guadagnarsi il numero”. Se lo svolgimento e le premesse della trama non sono così originali, salvo un elemento di cui parlerò però alla fine di questo paragrafo, quello che colpisce nel segno è senza ombra di dubbio la caratterizzazione e l’anima di questo James Bond videoludico.

Lontano dal classico machismo che caratterizza il personaggio, in First Light l’agente dell’M16 è un giovane che si ritrova per caso invischiato in qualcosa più grande di lui e, grazie alle persone che lo accompagneranno, riuscirà a far emergere il suo talento. Uno 007 quasi incidentale ma straordinariamente calzante; un diamante grezzo dello spionaggio che costruisce se stesso passo dopo passo e cresce assieme al tempo che noi giocatori gli dedichiamo. La storia di origini è sicuramente stata un escamotage furbo ma assolutamente vincente, capace di dare un po’ di licenza poetica al team e permettergli di allentare un po’ la pressione sul risultato finale.

Questa, per quanto mi riguarda, è la colonna portante dell’esperienza: un James Bond che funziona benissimo e che interagisce con un universo narrativo familiare ma in qualche modo nuovo; classico ma comunque calato nel presente. E qui mi collego a quanto anticipato e lasciato in sospeso in precedenza: se da una parte gli stilemi classici del genere sono tutti lì presenti, dall’altra IO e Amazon si sono giocati in modo molto intelligente e consapevole anche la carta “intelligenza artificiale”, usata qui in modo matura e senza troppe iperboli – che arrivano forse un po’ solo sul finale della campagna, che dura fra le 15 e le 20 ore a seconda del vostro passo.

Agitato, non mescolato

007 First Light è un action, se vogliamo classico, che attinge a piene mani dal franchise di Hitman e quello di Uncharted, partorendo una mescola che mannaggia se funziona bene. Due le peculiarità secondo me assolute e riuscitissime.

La prima è il continuo cambio di registro: si passa dall’azione allo stealth al momento cinematografico senza soluzione di continuità; questo aiuta a tenere altissima l’attenzione del giocatore e a rendere più digeribili le varie missioni che sono impegnative – in termini di durata. Inoltre, e questo è un tocco di classe di design, nasconde anche delle magagne alquanto evidenti che purtroppo non permettono secondo me al gioco di ambire ad una valutazione ancora più alta. Parlo del comportamento dei nemici (spesso distratti e facili da aggirare) e le parti stealth e shooting, entrambe divertenti ma facilmente “rompibili” una volta che avrete assorbito in modo adeguato controlli e, appunto, design del gioco.

Ultima, grande menzione di merito al gameplay e che, nonostante la totale assenza di un sistema di progressione del personaggio, il gioco riesce a tenerti tranquillamente incollato al gioco per tutta la durata dell’avventura – questo grazie alla buona varietà di approccio che ogni situazione offre e, come detto in precedenza, a questi continui cambi di registro.

GoldenEye

Anche l’occhio vuole la sua parte, e dunque come si comporta a livello tecnico 007 First Light? Ho scritto questa recensione giocando su Playstation 5 base e con i settaggi impostati perlopiù sulla modalità prestazioni. Sotto questo punto di vista, il frame rate si dimostra solido e senza grandi inciampi; in modalità qualità invece forse emerge qualche nota stonata. Più in generale la qualità media di 007 First Light, seppur più che buona, non raggiunge mai l’eccellenza – soprattutto, dal mio punto di vista, per quanto riguarda modelli dei personaggi e animazioni facciali.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

8.5
Riassunto
Riassunto

007 First Light parte in salita: l'addio di IO Interactive all'immaginario di Hitman e una campagna marketing poco incisiva avevano alimentato basse aspettative, puntualmente smentite. Il gioco si rivela un ottimo action e, soprattutto, il ritratto fedele ma originale di un James Bond inedito - giovane, in costruzione e calato perfettamente nel presente. Sul fronte puramente ludico, la mescola tra Hitman e Uncharted funziona, retta da un ritmo che alterna azione, stealth e regia cinematografica senza pause. A frenare lo slancio restano alcune ingenuità - nemici poco reattivi, meccaniche aggirabili - e un comparto tecnico solido nel frame rate ma non all'altezza dell'eccellenza su modelli e animazioni. Il risultato è un titolo molto riuscito e pienamente consigliato, a cui manca solo l'ultima rifinitura per fare il salto definitivo.

Pro
La caratterizzazione del nuovo Bond Il continuo cambio di registro nel gameplay L'origin story e il world building
Contro
L'IA dei nemici Meccaniche stealth e shooting facili da aggirare dopo poche ore di gioco Comparto tecnico con qualche incertezza
  • Valutazione8.5
Scritto da
Yuri Polverino

Gioco dal 1998 e lo racconto dal 2014. Millennial convinto e quindi nostalgico: Metal Gear Solid mi ha cambiato la vita.

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