D-topia | Recensione

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Da quando è stato rilasciato ChatGPT, ormai non facciamo altro che sentire parlare di intelligenza artificiale, ovunque. Questa tecnologia, frutto di decenni e decenni di esperimenti e ricerca, è finalmente giunta al punto in cui risulta effettivamente utile per numerose attività, lavorative e non. In linea generale, il grado di competenza e conoscenza di questi strumenti sta piano piano raggiungendo quello dei massimi esperti delle varie discipline legate alla storia umana. E da qui la domanda: se un giorno la società fosse interamente guidata dall’AI?

D-topia, sviluppato da Marumittu Games e pubblicato da Annapurna Interactive, ci trascina all’interno di un universo in cui tutto ciò che concerne la vita e le attività un tempo appartenenti all’uomo, vengono delegate interamente all’intelligenza artificiale. Lo fa mettendoci nei panni di Shiro, il quale si ritrova all’interno di un distretto che ha come obiettivo quello di far sentire gli uomini in paradiso. Regole ben definite, standard piatti e una vita che come fine ultimo ha quello di… boh? Vivere?

Il setting è naturalmente suggestivo: D-topia prende uno dei temi più accattivanti e caldi del momento nel tentativo di costruirne una storia non banale, accompagnata da un comparto ludico che, naturalmente, non deve annoiare. Nel corso di questa recensione diamo un’occhiata a tutto ciò che riguarda D-topia.

https://www.youtube.com/watch?v=up28VDHtDgU

D-topia è disponibile dal 14 luglio su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC.

Un paradiso fatto di illusioni

In D-topia vestiamo i panni di Shiro, un ragazzo di 18 anni che viene catapultato in uno dei quartieri più ambiti tra quelli presenti nell’universo di gioco. In tale luogo, chiamato proprio D-topia, viene messo in atto l’ambizioso Progetto Utopia, che ha come obiettivo quello di massimizzare la felicità dei propri cittadini. Come raggiungere il benessere? Semplice, mettendo tutto in mano a delle macchine che per forza di cose, a causa della loro natura razionale, saranno certamente in grado di gestire meglio la vita degli esseri umani, rispetto agli uomini stessi.

Il nostro Shiro assume il ruolo di adiuvante, e ha quindi il compito di aiutare tutti gli altri abitanti di D-topia a risolvere i vari problemi che possono capitare nella vita di tutti i giorni. Il problema è che qui si vive in una sorta di paradiso digitale, e quindi difficilmente le questioni rognose riguardano servizi che non funzionano o problemi nella gestione della società: si parla di sentimenti, arte, ragione di vivere. Insomma, si parla di umanità. E mica è roba banale.

E quindi, nei panni di Shiro, ci ritroviamo a fare da supporto pratico e morale all’intero quartiere di D-topia, mentre scopriamo i segreti e i lati oscuri della storia. Staccandoci un attimo da quella che è l’esperienza interna al titolo, vale a prescindere la pena concedersi un momento per farsi due domande su come sarebbe la vita umana se fosse realmente governata da sistemi intelligenti. Anche perché, a giudicare dagli sviluppi degli ultimi anni, quella sembrerebbe la direzione.

In D-topia la componente narrativa è più che mai fondamentale: quasi l’intera esperienza ludica gira intorno a dialoghi e interazioni con i cittadini, che a volte diventano amici e a volte, invece, fastidiose comparse con le quali bisogna per forza avere a che fare. Proseguendo all’interno della storia e sfruttando i momenti liberi della giornata, avremo la possibilità di conoscere meglio determinati personaggi, dei quali potremo arrivare a conoscere i pensieri più intimi. Aiutando i ben caratterizzati abitanti di D-topia si può migliorare il rapporto con ognuno di loro, così da sbloccare premi (che quasi sempre corrispondono a decorazioni per la propria dimora o monete) e riuscire a scoprire qualcosa di più della loro storia.

In D-topia vi sono diversi momenti della storia in cui si entra in modalità Ponderazione, durante la quale, attraverso un albero con diverse scelte, possiamo pilotare il susseguirsi degli eventi. Vi è la possibilità di aiutare determinati cittadini oppure punirli, scegliere di adottare un eccentrico gatto dal pelo blu oppure abbandonarlo a un triste destino, e così via. Per quanto riguarda il lato ludico di D-topia, forse questa è la parte più interessante, poiché permette di plasmare una storia che rispecchia effettivamente quelle che sono le idee e le tendenze del giocatore.

Durante l’avventura, inoltre, ci troveremo spesso a dover risolvere dei puzzle che bene o male seguono uno schema comune ma che si differenziano per le modalità. A partire dalla giornata lavorativa, nella quale dovremo svolgere diversi di questi indovinelli logici per guadagnare dell’ottimo danaro, fino ad arrivare alle attività utili per risolvere i guasti nei robot che girano per le strade di D-topia.

Gli indovinelli non sono quasi mai particolarmente complicati ma a volte richiedono un po’ di ragionamento, permettendo al giocatore di immergersi in quello che è il vero ruolo di Shiro: un ragazzo che deve sia risolvere problemi legati al pensiero degli altri abitanti, che questioni più pragmatiche e che quindi richiedono un certo ingegno pratico.

Nelle varie zone di D-topia sono poi presenti dei macchinari che permettono al nostro protagonista di passare a una visione parallela del mondo, come se fosse una sorta di modalità di debug. In questo “universo parallelo”, Shiro può accedere alle impostazioni interne dei robot, così da risolvere quei problemi che non permetterebbero ai cittadini di godersi il loro paradiso. Oppure, si possono incontrare dei simpatici topi. Che se ne escono con delle massime da pelle d’oca. Eh già.

Insomma, per quanto riguarda narrazione e componente ludica, D-topia soddisfa appieno quelle che sono le aspettative di un titolo di questo tipo, il quale ha per forza di cose un focus su dialoghi e interazioni con gli NPC. Nel corso della storia, la cosa che forse assume più valore, come accennato in precedenza, è lo spunto che si viene a creare nella mente del giocatore nel momento in cui ci si immagina, per davvero, un futuro di questo tipo.

Colori e parole, per rilassarsi e riflettere

D-topia è certamente un titolo pensato per vivere qualche ora di relax e spensieratezza, in un mondo fatto di colori morbidi che aiutano la mente a staccare dalla vita di tutti i giorni. Ma se si affronta l’esperienza da un punto di vista più profondo e si pone attenzione ai dialoghi con i personaggi, ci si rende conto che in quest’opera sono presenti una quantità immensa di spunti su quella che sarebbe la vita dell’uomo in una società governata dall’intelligenza artificiale.

L’arte viene standardizzata, i sentimenti vengono impostati per far sì che una persona sia in grado di trovare la metà biologicamente più adatta a sé, le decisioni si trasformano in sensazione di controllo che alla fine nient’altro è che un’illusione. Tutto è stabilito e ognuno, semplicemente, segue la strada maggiormente ottimizzata. Ma è questa vita? Per l’uomo intendo.

D-topia ci ricorda che una società governata esclusivamente dall’intelligenza potrebbe portarci a perdere completamente quella che è forse una delle caratteristiche più splendidamente umane: l’imperfezione.

8.5
Riassunto
Riassunto

D-topia è un'avventura che, attraverso le parole dei personaggi e i colori di un mondo poi non così tanto distante, permette al giocatore di ragionare su numerosi argomenti legati al controllo della società da parte di un'entità più intelligente. Oltre a ciò, rappresenta anche un ottimo titolo per passare qualche ora di relax.

Pro
Dialoghi ben scritti Continua evoluzione dei personaggi Storia che cambia realmente in base alle scelte
Contro
Puzzle ripetitivi e banali Monotonia negli spostamenti
    Scritto da
    Gianluca Rossi

    Nei momenti in cui i miei pensieri riescono ad avere un senso logico può capitare che io scriva cose.

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