Hell Clock è un hack and slash davvero particolare: oltre a massacrare orde di mostri infernali, ci mette infatti alle prese con meccaniche tipiche dei roguelite. E, pensate un po’, questa combinazione funziona davvero bene. Se in altri hack and slash passiamo comunque il tempo a ripetere gli stessi dungeon all’infinito, perché non racchiudere tutto in una formula più consapevole, compatta e costruita attorno a un ciclo di gioco ancora più serrato? Ad un anno dalla sua uscita, Hell Clock si prepara a ricevere la sua prima espansione e si arricchirà del suo aggiornamento più grande di sempre. Prepariamoci alla Cursed War, leggendo la nostra recensione!
Dal Brasile con orrore

La storia di Hell Clock è una cupa fantasia che affonda le proprie radici in eventi realmente accaduti. Alla fine del XIX secolo, in Brasile, il villaggio di Canudos venne distrutto dall’esercito della neonata Repubblica durante uno dei massacri più tragici della storia del Paese. Vestiamo i panni di Pajeú, deciso a ritrovare lo spirito del proprio maestro e guida spirituale della comunità ormai annientata. Nel frattempo, però, forze divine e demoniache si sono intrecciate al destino del protagonista, trascinandolo in uno scontro contro creature infernali e versioni deformate dei leader della Repubblica responsabili dell’eccidio. Grazie alla sua incrollabile fede, Pajeú possiede il potere necessario per affrontare queste minacce. La morte, tuttavia, non rappresenta la fine: anche dopo aver subito ferite mortali, il protagonista continua a combattere per alcuni minuti prima di soccombere, per poi rinascere e riprovare. È proprio qui che entra in gioco la struttura roguelite.
La narrazione di Hell Clock è capace di catturare il giocatore, soprattutto grazie al doppiaggio. Al primo avvio il gioco imposta automaticamente il portoghese brasiliano come lingua parlata, scelta perfettamente coerente con l’ambientazione. È presente anche un doppiaggio in inglese, ma abbiamo preferito mantenere l’opzione predefinita dagli sviluppatori. La trama procede in maniera lineare, senza missioni secondarie: ogni boss sconfitto apre un nuovo capitolo della storia.
Corsa contro il tempo

Sul fronte del gameplay, Hell Clock propone una struttura classica per gli hack and slash. La visuale è isometrica, si eliminano orde di demoni e si potenzia continuamente il proprio personaggio. Il sistema dell’equipaggiamento è piuttosto essenziale: si migliorano gli oggetti posseduti, li si sostituisce con versioni più potenti e ci si dimentica rapidamente di quelli precedenti. Il cuore della progressione ruota invece attorno a una quantità impressionante di moltiplicatori statistici. A ogni nuova partita si parte con equipaggiamenti migliori, che rendono questi bonus sempre più efficaci.
A tutto questo si aggiungono gli artefatti, capaci di modificare profondamente le abilità del protagonista. Poiché è possibile equipaggiarne solo un numero limitato, il gioco invita a costruire build focalizzate su una o due capacità specifiche, cercando di sfruttarle al massimo. Chi ha trascorso centinaia di ore su Diablo capirà immediatamente il concetto. Completa il quadro un albero delle abilità, che permette di specializzare ulteriormente il personaggio attraverso bonus permanenti. Una volta individuata l’abilità preferita o una combinazione particolarmente efficace, diventa intuitivo capire come sviluppare il proprio personaggio.
L’aspetto chiave di Hell Clock è il tempo limite. Come lascia intuire il titolo, tutto ruota attorno a un controllo costante del proprio danno al secondo: se è sufficientemente elevato si supera il livello, altrimenti bisogna ricominciare più forti. L’unico modo per evitare la sconfitta è superare il cosiddetto “DPS check”, infliggendo così tanti danni da abbattere i nemici, e i boss in particolare, prima che le loro meccaniche diventino davvero pericolose.
Dal punto di vista tecnico, invece, il titolo si difende molto bene. I modelli ricordano vagamente l’estetica di Darkest Dungeon, e sono realizzati con cura, le animazioni sono fluide e gli effetti particellari regalano spettacolo, soprattutto quando le abilità si combinano con artefatti particolarmente efficaci. È estremamente soddisfacente vedere un’intera folla di demoni sparire in una gigantesca reazione a catena, con ogni nemico che esplode trascinando con sé quelli vicini. In pochi istanti si cancellano intere armate.
Peccato soltanto che gli scenari risultino poco vari. Nella maggior parte dei casi si percorrono lunghi corridoi lineari immersi in ambientazioni monotone, intervallati da qualche deviazione laterale che costringe a scegliere se perdere tempo per esplorarla oppure correre direttamente verso l’obiettivo. All’inizio si tende a curiosare in ogni angolo, ma con l’avanzare del gioco il tempo a disposizione diventa sempre più prezioso e si finisce inevitabilmente per ignorare quasi tutto pur di arrivare in tempo al boss e superare il fatidico DPS check. Una scelta strategica, sì, ma piuttosto limitata.
La guerra maledetta

L’espansione Cursed War introduce un atto completamente inedito della storia, che rielabora la cupa vicenda della Guerra del Paraguay. Ci aspettano nuove ambientazioni, nuovi mostri, boss inediti e personaggi mai visti prima. Insieme ai nuovi contenuti arriveranno anche sei abilità completamente nuove.
Holy Fire è una classica sfera di fuoco capace di ridurre in cenere tutto ciò che incontra sul suo cammino. Jaguar Spear permette di trafiggere più nemici con un attacco corpo a corpo a lunga gittata. Tupan’s Wrath scatena una pioggia di scariche elettriche che si propagano in ogni direzione.
Lad’s Sermon spara proiettili elettrici che rimbalzano tra i nemici, ma richiede di essere ricaricata. Silada è un’abilità basata sulle trappole, che immobilizza gli avversari e ne riduce le capacità offensive. Infine, con Kakara Dive possiamo lanciarci sui nemici con un balzo devastante, sfruttando tutta la potenza del Kakara.
La nuova modalità Journey of Nightmares aggiunge dei portali da incubo durante le nostre run, trasportandoci in versioni alterate dei dungeon, popolate da nuovi nemici e ricompense esclusive. È inoltre possibile monitorare i nostri progressi lungo il viaggio e ottenere obiettivi che sbloccano una ricompensa estetica unica per il villaggio.
La patch 2.0 introduce anche un endgame completamente nuovo chiamato Endless Nightmares. Si tratta di dungeon in continua evoluzione che possiamo personalizzare scegliendo specifici Nightmare Shards. Possiamo selezionare una delle dodici nuove aree endgame, decidere quali ricompense ottenere e aggiungere sfide supplementari per aumentare la difficoltà.
Ogni sette piani abbiamo poi l’opportunità di modificare il percorso del dungeon, scegliendo nuove ricompense e nuovi ostacoli. Grazie al sistema Ascension, è possibile iniziare ogni partita scegliendo un equipaggiamento iniziale composto da una reliquia e un pezzo di equipaggiamento, affrontando le nuove aree endgame all’interno di un sistema completamente riequilibrato, pensato per rendere le run più rapide, meno basate sul grinding e più ricche di decisioni significative.
L’obiettivo finale è raggiungere il livello Hell Tier 100, sfruttando il Penance Tree per decidere in che modo il gioco dovrà mettervi alla prova.
A proposito di varietà, gli sviluppatori puntano a espandere notevolmente le possibilità di personalizzazione introducendo 83 nuovi oggetti unici. Si tratta di reliquie in grado di modificare radicalmente lo stile di gioco e definire intere build, e il team non vede l’ora di scoprire le combinazioni più folli che i giocatori riusciranno a creare.
Infine, l’aggiornamento include anche numerosi miglioramenti alla qualità della vita. Tra quelli più richiesti dalla community troviamo la possibilità di redistribuire punto per punto tutti i talenti degli alberi delle abilità, oltre a un supporto per i controller notevolmente migliorato, che comprende anche nuove opzioni di mirino automatico.
Le lancette ticchettano…

La nuova espansione Cursed War va a migliorare in tutto e per tutto le solide basi erette un anno fa all’uscita di Hell Clock. Finalmente avremo un end game significativo, e le nuove abilità ci permettono di variare adeguatamente le nostre build. Il tempo stringe, è ora di cominciare la nostra battaglia contro le forze del male che infestano il Brasile.
Il codice review per la recensione è stato fornito dal publisher.

Riassunto
Riassunto
A distanza di un anno dalla sua uscita Hell Clock si espande con l’arrivo del DLC Cursed War, e le novità non mancano. Abbiamo sei abilità completamente nuove, reliquie potentissime e un nuovo endgame che si distingue per le molteplici attività da svolgere. Insomma, Cursed War è un’ottima occasione per tornare a fronteggiare le orde demoniache nei panni di Pajeú!
Pro
Endgame variegato Nuove spettacolari abilità Gran stile grafico Narrazione originale e coinvolgenteContro
Livelli molto ripetitivi La sopravvivenza sembra legata esclusivamente al DPS- Giudizio complessivo8
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