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ShantyTown | Recensione

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Immaginate di ricevere una scatola piena di casette giocattolo, lampioni, insegne con caratteri kanji e un paio di dozzine di bidoni della spazzatura, con un’unica indicazione: fate quello che volete, non esistono regole. Ecco, ShantyTown è esattamente questo.

Si tratta di un simulatore di costruzione di diorami realizzato dallo sviluppatore indipendente Erit Rempen, già noto per il gestionale strategico Kainga. Pubblicato da Kino Phantom Games, il progetto ha richiesto quattro anni di sviluppo e si presenta come un gioco dedicato alla ricerca della bellezza nel caos della quotidianità. Scopriamolo nella nostra recensione!

Creatività e modellismo

L’idea di base è molto semplice. Vestiamo i panni di un rilevatore incaricato di visitare 20 diverse ambientazioni, costruirle e fotografarle per il nostro dossier personale.

Le meccaniche di ShantyTown sembrano estremamente elementari a un primo sguardo: prendiamo un oggetto e lo posizioniamo. Tuttavia, dietro questa apparente semplicità si nasconde una certa profondità, che riesce a catturare il giocatore quasi senza che se ne accorga.

Ognuna delle 20 ambientazioni è una scena dotata di una propria identità. Si passa da un quartiere scavato in un tunnel a un porto brulicante di attività, da un faro isolato a un caldo casinò illuminato chiamato Hot Pot Casino.

Ogni luogo possiede un’atmosfera unica, una diversa selezione di oggetti e una geometria degli spazi tutta sua. Alcune mappe sono ampie e consentono di espandersi liberamente, mentre altre sono strette e richiedono una notevole precisione nel posizionamento degli elementi.

Gli oggetti vengono forniti seguendo un ordine prestabilito e il set disponibile per ogni mappa è sostanzialmente fisso. Questo significa che ogni scenario può sempre essere completato, ma il modo in cui lo farete dipenderà esclusivamente dalla vostra creatività.

Le strutture principali, come abitazioni, negozi e portali, dispongono inoltre di un sistema di potenziamento. Per svilupparle è necessario aggiungere illuminazione, servizi e decorazioni. Quando un edificio raggiunge il suo livello massimo, vengono sbloccati nuovi elementi decorativi e nuovi oggetti da utilizzare.

Anche gli obiettivi sono completamente facoltativi. Possiamo completarli oppure ignorarli senza alcuna conseguenza.

L’unico requisito necessario per concludere una mappa consiste nell’aver posizionato un numero sufficiente di oggetti. A quel punto scatterà una sessione fotografica e potrete passare alla location successiva.

L’aspetto fotografico è stato realizzato con una cura. La modalità fotocamera integrata offre impostazioni avanzate che permettono di scegliere prospettiva, angolazione e inquadratura per immortalare ogni creazione all’interno del vostro dossier personale di otto pagine.

Merita una menzione anche la modalità Creativa, che concede accesso senza restrizioni a tutti gli edifici e agli elementi decorativi precedentemente sbloccati. Da qui è possibile tornare su qualsiasi scenario completato oppure costruire liberamente in una modalità sandbox.

C’è poi un piccolo dettaglio particolarmente interessante: ogni ambientazione è collegata alle altre. Al termine di un livello, la telecamera effettua un sorvolo durante il quale è possibile intravedere sia la mappa appena completata sia quella successiva. È un modo discreto ma efficace per ricordare che tutto ciò che abbiamo costruito continua a far parte di un unico mondo.

Questo approccio presenta però anche un rovescio della medaglia.

Il gioco evita deliberatamente qualsiasi forma di pressione e, per una parte del pubblico, questo potrebbe rappresentare un problema. In assenza di obiettivi stringenti, minacce o elementi competitivi, il processo rischia di trasformarsi in un passatempo piacevole ma privo di uno scopo preciso.

Poco, ma buono

ShantyTown è un titolo relativamente breve. Non perché sia incompleto, ma perché è stato progettato intenzionalmente in questo modo. La campagna principale può essere completata nell’arco di poche ore. Naturalmente, chi preferisce dedicare maggiore attenzione a ogni singola ambientazione potrà trascorrere molto più tempo all’interno del gioco.

Le 20 location disponibili, ciascuna con il proprio tema e i propri oggetti, potrebbero sembrare poche rispetto agli standard dei tradizionali city builder, ma ogni scenario possiede una forte personalità.

Hot Pot Casino, ad esempio, trasmette sensazioni completamente diverse rispetto alla cupa Marshlands Pipe, che a sua volta non ha nulla in comune con il tranquillo faro isolato.

La varietà degli elementi decorativi, che spaziano dai food truck alle insegne al neon fino alle grandi tubature industriali, impedisce al gameplay di diventare ripetitivo.

Ogni ambientazione nasconde inoltre alcuni oggetti segreti, che rappresentano un piccolo incentivo all’esplorazione e possono essere utilizzati successivamente nella modalità Creativa. Non si tratta di un vero sistema di enigmi, ma di un gradito extra per chi ama osservare ogni angolo della mappa.

Nessuna competizione

Se cercate una vera sfida, probabilmente è meglio guardare altrove. In ShantyTown non esistono meccaniche pensate per ostacolare il giocatore. Non ci sono condizioni di sconfitta, classifiche o competizione.

Se desiderate un sistema che vi proponga sfide complesse e vi ricompensi in maniera evidente per averle superate, questo titolo difficilmente riuscirà a soddisfarvi. E non si tratta di un difetto del gioco, bensì di una precisa scelta progettuale.

Anche chi cerca un’esperienza molto longeva dovrebbe moderare le aspettative. Le 20 ambientazioni rappresentano il limite della campagna principale. La modalità Creativa prolunga la durata complessiva, ma non introduce contenuti realmente nuovi.

Se siete abituati a valutare un gioco esclusivamente in base al numero di ore offerte, ShantyTown potrebbe non impressionarvi.

Pace e tranquillità

ShantyTown funziona come una forma di meditazione accompagnata da una certa dose di perfezionismo. Non richiede riflessi pronti né particolari capacità strategiche, ma premia l’attenzione per i dettagli.

Il momento in cui riuscite a portare un edificio al suo livello massimo grazie all’illuminazione e alle decorazioni, per poi immortalarlo con una fotografia, rappresenta una ricompensa piccola ma autenticamente gratificante.

Nel complesso, ShantyTown non è un capolavoro destinato a rivoluzionare il panorama videoludico, ma una piccola esperienza realizzata con estrema cura da uno sviluppatore solitario che ha dedicato quattro anni a trasformare in realtà la propria visione.

Con 20 ambientazioni dal carattere unico, oltre 150 elementi decorativi, una modalità fotografica molto approfondita, una modalità Creativa priva di limitazioni e perfino la possibilità di lasciare il proprio segno nel mondo di gioco attraverso i concorsi della community, offre tutto ciò che serve per soddisfare il pubblico a cui si rivolge.

È difficile definirlo un acquisto imprescindibile per chiunque, perché si tratta di un’opera destinata a una nicchia ben precisa. Ma per chi appartiene a quella nicchia, ShantyTown è esattamente il tipo di gioco che regala il piacere della scoperta.

Il codice di gioco è stato fornito dal publisher a scopo di recensione.

7.8
Riassunto
Riassunto

ShantyTown offre uno spunto diverso sui city builder, più tranquillo e rilassante. In effetti, ciò che costruiamo nelle sue mappe sono dei veri e propri diorami, ognuno con un'ambientazione specifica e quanto mai originale. Non impiegherete molto tempo per completare la campagna, ed effettivamente manca un certo senso di sfida e di difficoltà con la quale confrontarci. ShantyTown in effetti è forse più vicino ad un cozy game piuttosto che a un gioco come Cities Skylines. Ma se cercate un passatempo che vi permetta di rilassarvi per qualche ora dallo stress quotidiano, ShantyTown potrebbe fare al caso vostro.

Pro
Stile grafico molto piacevole Estremamente rilassante Location molto varie
Contro
Non offre nessuna sfida Campagna molto breve
  • Giudizio complessivo7.8
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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