[Recensione] MLB The Show 19 – Un dominio incontrastato

Di Markconnor
31 Marzo 2019

“Qual’è il miglior gioco sportivo?”, una domanda che mette in subbuglio gran parte dei videogiocatori, almeno quelli vicini a questo tipo di titoli.
Spesso inoltre vi è il luogo comune che i giochi a cadenza annuale rimangano sempre gli stessi: ciò non accade con MLB The Show 19, pietra miliare dei videogiochi di baseball.

La saga che ha visto la sua nascita nel lontano 2006, ingrana come non mai la marcia aggiungendo importanti innovazioni in ambito grafico e di giocabilità, sebbene qualche piccola pecca. In questa recensione andremo a vedere tutti gli aspetti principali del gioco e ciò che lo caratterizza.

 

LE MODALITÀ

Quest’anno MLB porta con sé una ventata di aria fresca, introducendo modalità apprezzatissime quali “Moments” (In cui ci si immedesimerà nei momenti più importanti e che hanno fatto la storia di questo sport tramite un menù a categorie, il tutto suddiviso in base al campionato) e March to October” (Una scalata alla vittoria di stagione del nostro team, simile ad una normalissima carriera tipica dei giochi EA quali Fifa ed NBA per esempio).

Oltre alle novità ritornano anche le modalità classiche come Gioca ora”, una classica partita contro l’IA o un amico in Locale; “Diamond Dynasty”, qui sarà possibile creare da zero una squadra che poi andremo a personalizzare anche attraverso pacchetti e ottenendo crediti dalle singole partite (vi sono anche modalità competitive volte allo scalare le classifiche, ottenendo perciò sempre premi maggiori); la “Modalità retrò”, dove ritroveremo il vecchio ma buono stile di gioco dei titoli passati per riscoprire comandi che hanno segnato e ispirato ciò vediamo oggi e tante altre.

 

GAMEPLAY FLUIDO MA…

Il gameplay di MLB presenta uno stile praticamente uguale a quello dei predecessori, con meccaniche pressoché inalterate e ciò è sia un punto a favore, in quanto il gioco è fluido e senza quasi sbavature (cali di frame assenti, scene di intermezzo non invasive, tempi abbastanza brevi), ma anche a sfavore vista la ripetitività dei comandi per i più esperti e la poca familiarità iniziale con i neofiti, anche se questo si risolve nelle fasi più avanzate e con l’esperienza.
L’approccio ai tasti è piacevole ed è facilmente immagazzinabile col tempo, lasciando quindi un feeling che spinge a voler apprendere al meglio le meccaniche nella loro interezza.

Inoltre in una partita si alternano le 4 classiche fasi che richiamano il baseball quali la battuta, la quale richiede molta precisione e talvolta risulta quasi imprecisa (visto l’input-lag piuttosto evidente in alcuni momenti); la presa delle basi, in cui bisogna correre dopo aver battuto per conquistare punti a favore della squadra; il lancio, di cui si può scegliere il tipo e la posizione dove lanciare la palla (comprensivo tra l’altro di stamina del lanciatore in uso, per gestire meglio i cambi) e la presa, in cui ci si deve posizionare al meglio per ricevere la palla stando dietro al battitore.
Per tutte queste fasi, ci sarà permessa una personalizzazione dello stile di comandi preferito, dal classico con i pulsanti alle levette fino a quelli leggermente avanzati e per le ultime 3 di queste vi sarà la possibilità di far lavorare il computer in automatico (una scelta decisamente poco sportiva).
Su queste non ci sono problemi, anzi, il cambio tra una fase e la successiva sembra veloce e senza rallentamenti che uccidono il gameplay, impostazione che si può anche cambiare nei menù volendo.

 

GRAFICA MOLTO CONVINCENTE

Uno dei punti che ci ha lasciati più soddisfatti è stato il comparto grafico che non presenta bug evidenti e significativi, in più in questo capito vi è stata una cura per i dettagli magistrale (in particolare nella modalità “Moments”) che regala diverse soddisfazioni ed una immersività suggestiva.
Il motore grafico perciò è spinto, anche se si nota maggiormente nelle principali modalità, lasciando un pò dubbiosi su alcune come Dyamond Dynasty, Play Now, ecc. Su queste infatti si nota una minore cura dei dettagli per compensare la fluidità di gioco, anche se il tutto è ovviamente dato dai ritmi differenti di quest’ultime.
Tuttavia è un grande difetto che i titoli di questo genere si portano dietro da sempre, una bella grafica dev’essere anche ben distribuita in un gioco.
Così come per i giocatori: essi sono ben definiti in base alla loro importanza nel brand, il resto è fatto bene ma non curato nei particolari ed è un fattore che può far storcere il naso ai più esigenti.

 

Parlando invece degli ultimi aspetti, ci vogliamo focalizzare leggermente sui diritti, qui infatti troviamo tutte le maggiori squadre di baseball conosciute e senza nomi variati per mancanza di accordi con esse (cosa già vista in passato per altri titoli del genere). Ciò lascia intendere quanto la casa produttrice sia riconosciuta e apprezzata dagli sponsor di questo sport.

PUNTI DI FORZA

  • Modalità ricche di novità
  • Gameplay davvero immersivo
  • Grafica buona
  • Ottima gamma di personalizzazione
  • Fluidità delle scene in gioco e scorrimento rapido

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Comandi macchinosi per i neofiti
  • Grafica non curata per modalità secondarie

 

Per chiudere il tutto, possiamo dire di essere rimasti molto colpiti da questo titolo che si è rivelato una sorpresa niente male, che ci ha intrattenuto diverse ore e senza quasi mai annoiare.
Per i fan della saga o dello sport in generale può essere considerato, seppur alla luce di leggeri errori evidenziati, un titolo da avere nel proprio comparto giochi e assolutamente da provare!

Ringraziamo Sony PlayStation Italia per il codice review di MLB The Show 19.



Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.