[Recensione] Mutant Year Zero: Road to Eden – Fallout e strategie?

Di Ruggiero
12 Febbraio 2019

Mutant Year Zero: Road to Eden è uno di quei titoli che si fanno notare da subito per la propria originalità. Sviluppato da The Bearded Ladies Consulting per PlayStation 4, Xbox One e PC, ed edito da Funcom, questo titolo ci mette nei panni di un duo mutante dalle fattezze animali (a cui poi si aggiungeranno altri comprimari) in un’esperienza di gioco variegata, che unisce combattimenti a turnazione, esplorazione, stealth ed elementi RPG, accompagnandoli con un’atmosfera scanzonata, ma non troppo, da rissa al bar. Nonostante alcune riserve iniziali, Mutant Year Zero: Road to Eden ci ha lasciato qualcosa, sia in positivo che in negativo. Perciò non ci resta che scoprire cosa fanno un papero e un cinghiale in un mondo quasi totalmente distrutto.

Versione testata: PlayStation 4

Residui postbellici

Il gioco è ambientato in un mondo post-apocalittico in cui conflitti e cataclismi hanno portato il genere umano sull’orlo dell’estinzione. Alcuni sopravvissuti si sono organizzati in una comunità chiamata Arca, capeggiati dal saggio “anziano”. Purtroppo procacciare viveri non è un compito facile e a nessuno è concesso esplorare l’esterno, quindi l’anziano si è rivolto ai persecutori, figure in possesso di un vasto arsenale bellico il cui compito è quello di esplorare l’ignoto, cercare razioni e… sopravvivere, o perlomeno provarci. Qui entrano in gioco i nostri due protagonisti, Bormin e Dux, un cinghiale e un papero che partono all’avventura dopo la scomparsa dell’ingegnere Hammon, figura importantissima all’interno dell’Arca.

Nei fatti, la scomparsa di Hammon funge da pretesto per sviluppare anche altri spunti narrativi, ma soprattutto mette subito in chiaro quanto la dinamicità sia importante in questo titolo. Gran parte del tempo lo impiegheremo nelle massicce fasi di perlustrazione, alla ricerca di ricche ricompense o nuovi segreti da scoprire. Tuttavia il vero “tesoro” per i nostri protagonisti è costituito dai rottami, la moneta in-game che potremo utilizzare per acquistare nuove attrezzature con cui sfondare i crani in battaglia. Durante l’esplorazione potremo scegliere se camminare oppure spostarci più velocemente, facendo però attenzione al campo visivo dei nemici, evidenziato come una sorta di radar di colore rosso. Per quanto riguarda gli elementi a schermo, Mutant Year Zero: Road to Eden sfoggia un’interfaccia di gioco alla mano di tutti, che presenta i dati di interesse del personaggio, con in più l’ausilio di una bussola a indicarci la direzioni da seguire per i singoli obiettivi.

Lo stealth non è mai troppo

Il mondo di gioco di Mutant Year Zero: Road to Eden è stato sviluppato come un insieme di zone interconnesse, raggiungibili liberamente in ogni momento del gioco. Ovviamente i bassifondi di un mondo post-apocalittico non sono i luoghi più ospitali in assoluto, perciò aspettatevi di incontrare nemici a ogni singolo passo che farete. Tra l’altro la massiccia presenza di nemici abbastanza ostici è stata studiata ad hoc dal team di sviluppo per mettere il giocatore alle strette; saremo infatti portati a valutare attentamente l’approccio alle situazioni in base alle abilità dei nemici e alla loro distanza dal resto del gruppo, sfruttando lo stealth e, quando possibile, la presenza di eventuali coperture per tendere delle imboscate di fortuna ai malcapitati (in tal senso il posizionamento dei nostri protagonisti è fondamentale poiché, a seconda del punto di protezione scelto, vengono conferiti bonus alla difesa differenti).

Le battaglie sfruttano il sistema a turni già visto in titoli strategici come X-COM e simili: ogni personaggio ha quindi due punti-azione a disposizione per ciascun turno e può utilizzarli per attaccare, ricaricare, spostarsi o curarsi, in base alle necessità. La durata del turno del giocatore, inoltre, non è scandita da timer di sorta, il che aiuta molto in fase di elaborazione della strategia, dal momento che abbiamo tutto il tempo del mondo per decidere cosa fare; ma non è tutto in mano al giocatore. I nemici reagiscono ai suoni, colpiscono a vista appena possibile e sono maledettamente aggressivi con le loro strategie di accerchiamento. In poche parole sono attivi, presenti.

Mutagene e altre diavolerie

Passiamo alla componente gestionale e di sviluppo di questo titolo strategico. Mutant Year Zero: Road To Even propone un menù di gestione molto minimale in cui poter selezionare le armi e relativi potenziamenti, tutti acquistabili nell’Arca. La scelta varia tra armi di grosso calibro e altre più versatili, mentre le modifiche possono intervenire sulla potenza di fuoco, sul rumore prodotto dall’arma o altri aspetti essenziali nell’economia generale del gioco.

Parlando invece dei personaggi, gli sviluppatori hanno implementato un sistema di sviluppo in stile RPG, in cui all’avanzare di livello del personaggio corrisponde la scoperta di nuove abilità (attive o passive). Sono le cosiddette “mutazioni”, un aspetto che tuttavia è stato sfruttato male rispetto alle proprie potenzialità. Visto il tema ricorrente delle trasformazioni genetiche e la presenza di elementi di ruolo, ci saremmo aspettati mutazioni più spettacolari, magari trasformazioni estetiche complete con annessi benefici, e un albero delle abilità meglio stratificato, magari più adatto alle caratteristiche dei protagonisti.

Difficoltà e difficoltà

Se c’è una cosa che vi rimarrà sicuramente impressa di Mutant Year Zero: Road to Eden, quella è la difficoltà. Anche ai livelli più bassi il giocatore non ha mai vita facile, soprattutto all’inizio, quando andare avanti diventa quasi un gioco di fortuna fin troppo frustrante. Ciò dipende anche dalla severissima impostazione di questo titolo in materia di libertà di scelte. Il più delle volte, a causa del gran numero di nemici presenti, saremo praticamente costretti a evitare l’attacco frontale, rinunciando a quel pizzico di imprevedibilità che avrebbe reso meno ripetitivi gli scontri. Bisogna anche aggiungere, poi, che gli incontri non sono casuali, quindi in caso di nuova partita troveremo gli stessi nemici nello stesso esatto punto dove li abbiamo già incontrati.

Nelle 15-20 ore circa necessarie al completamento del gioco, la trama non ci ha mai sorpreso fino in fondo. L’intero arco narrativo sembra fungere da supporto per il gameplay, trovando la sua concretizzazione in brevi cutscenes disegnate e nei frammenti di diario sparsi in giro per la mappa.

Un sound niente male

Sin da subito siamo stati colpiti dall’ottima resa grafica di Mutant Year Zero: Road to Eden. Il mondo di gioco è decisamente ben realizzato e dettagliato, grazie anche a un Unreal Engine 4 in ottima forma, al pari delle ottime texture dei protagonisti e degli effetti particellari. Buono anche il sonoro, fatto di tracce di synth in stile anni ’80 che ben si sposano all’atmosfera cyberpunk della produzione, forse l’aspetto più piacevole in assoluto.

Pro

  • Impegnativo e stimolante…
  • Originale nel concept…
  • Grafica e sonoro ben realizzati

Contro

  • …ma a tratti frustrante
  • …ma carente nella realizzazione
  • Troppo ambizioso

Mutant Year Zero: Road to Eden è un prodotto difficile da definire. C’è tanto carattere in questo progetto, ma soprattutto tanta (forse troppa?) ambizione, come dimostrato dalla volontà degli sviluppatori di mettere insieme elementi di gioco così differenti. Purtroppo la grande quantità di materiale a disposizione non è stata sfruttata a dovere, di conseguenza conferiamo a questo titolo un voto nella media, nonostante la buona qualità generale.



Gamer sin dalla tenera età, è impegnato nel tentativo di trasformare la sua passione in lavoro. Scrive di videogiochi con lo stesso entusiasmo che Carlos Matos ha per la vita.