Road to Avengers: Endgame – Ant-Man and the Wasp

Di Andrea "Geo" Peroni
13 Aprile 2019

In occasione dell’arrivo, il 24 aprile 2019, di Avengers: Endgame, riproponiamo la nostra retrospettiva del MCU. Ogni settimana ripercorreremo virtualmente uno dei film insieme a voi, svelandovi anche retroscena e curiosità che potrebbero esservi sfuggite nel corso della visione. I film verranno affrontati in ordine cronologico di uscita. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti potrete trovarli tutti sul nostro sito.

A luglio 2018 i fan del MCU sono ancora scossi: Thanos ha mietuto le sue vittime in Avengers: Infinity War, e l’universo intero è disperato. Ma c’è un eroe di cui bisogna parlare, che non ha trovato spazio nella guerra per le Gemme dell’Infinito. L’ex-ladro e ora supereroe per caso Scott Lang, alias Ant-Man.

Per il minuscolo supereroe, dopo Captain America: Civil War, è ora di tornare in azione. Lontano dai Vendicatori, lontano dal Wakanda, vicino solamente alle persone che ama. Anche se il pericolo più grande incombe ovviamente anche su di lui…

LA TRAMA IN PILLOLE

Scott Lang (Paul Rudd) è agli arresti domiciliari dopo aver combattuto a fianco del ricercato Captain America in Germania, due anni prima. L’uomo, chiuso nella sua casa di San Francisco, riesce così a stare vicino alla figlia Cassie, ma a pochi giorni dalla fine della sua condanna accade qualcosa: nella sua mente Scott inizia a sentire una strana voce, il che lo porta a contattare Hope Van Dyne (Evangeline Lilly) e suo padre Hank Pym (Michael Douglas), ideatore della tuta di Ant-Man.

Al laboratorio segreto di Pym, Scott scopre che quella voce è quella di Janet Van Dyne (Michelle Pfeiffer), che si riteneva essere morta molti anni prima durante una missione per lo SHIELD. Pym e la figlia stanno costruendo da tempo un tunnel per il Regno Quantico, e Scott Lang potrebbe essere l’unico modo per raggiungere Janet visto il loro particolare legame nato dal viaggio di Ant-Man nel Regno Quantico di alcuni anni prima.

L’ultimo pezzo per completare il tunnel è nelle mani di Sonny Burch (Walton Goggins), contrabbandiere mafioso che gestisce una grossa rete di componenti hi-tech sul mercato nero. La trattativa tra Hope e Sonny va però male a causa dell’arrivo di Ghost, che si allontana poi dopo aver tramortito Pym e rubato il laboratorio in miniatura. I tre, disperati, si mettono quindi alla ricerca del laboratorio, e per farlo fanno visita al vecchio collega di Hank, Bill Foster (Laurence Fishburne), che li indirizza in un’abitazione abbandonata grazie alla firma energetica emessa dal laboratorio. L’abitazione non è però deserta: qui si trova Ghost, che sorprende il trio e lì imprigiona, intenzionata a raggiungere il Regno Quantico e recuperare Janet per assorbirne l’energia. Ghost è infatti Ava Starr, ex-agente dello SHIELD che a causa di un incidente avvenuto anni prima è divenuta capace di rendersi intangibile. La ragazza è però a corto di tempo, poiché il suo corpo non riesce più a sopportare lo sforzo: l’unico modo per guarire è assorbire energia quantistica, e Janet ne è ovviamente ricolma.

Scott, Hank e Hope riescono a fuggire con il laboratorio, e si apprestano a utilizzare il tunnel, ma sia Ghost che Sonny li inseguono. Hank decide quindi di andare nel Regno Quantico da solo per cercare Janet, e affida il laboratorio a Scott e Hope che fuggono per le strade di San Francisco. Nel finale, quando i due eroi riescono a recuperare il laboratorio dalle mani di Sonny Burch, Hank torna insieme a Janet, che ha ritrovato grazie ad alcuni suoi nuovi poteri. Gli stessi poteri che permettono alla madre di Hope di curare Ava, che grazie all’energia del regno Quantico non avrà più bisogno della camera di protezione per restare in vita.

LE SCENE POST-CREDITI

Hank, Janet e Hope sono sul tetto di un edificio a San Francisco insieme al laboratorio in miniatura per raggiungere il Regno Quantico. Scott viene inviato nuovamente là per recuperare energia, la stessa che i Pym stanno usando per aiutare Ava. Nel momento però in cui Scott chiede di essere riportato indietro, le comunicazioni si interrompono improvvisamente. Inizialmente l’uomo pensa ad uno scherzo, ma nessuno dei tre risponde: tutti si sono infatti dissolti nel nulla, lasciando solo cumuli di cenere. La Decimazione di Thanos è avvenuta.

La seconda scena post-crediti è semplicemente una brevissima sequenza dove la formica gigante messa a casa di Scott per sostituirlo continua a vivere la “sua” vita, suonando la batteria nel silenzio più totale della città evidentemente appena decimata dallo schiocco di dita di Thanos.

CURIOSITÀ SUL FILM

Da Laurence Fishburne e il suo Bill Foster, che nei fumetti Marvel fu il primo Golia, ai nuovi richiami di Cassie Lang sulla sua voglia di divenire una supereroina (nei fumetti diventerà Stature), anche Ant-Man and the Wasp è ricco di easter egg e riferimenti alla controparte cartacea della Casa delle Idee. Ci limiteremo ai più succulenti, come sempre, a partire dal dr. Elihas Starr, padre di Ava che come apprendiamo nel film muore durante un incidente a causa dei suoi esperimenti. Per fortuna, aggiungiamo noi, perché l’alter ego cartaceo di Starr diventa un supercriminale col nome di Testa D’Uovo, uno dei più grandi rivali di Hank Pym. Altra chicca riguarda l’agente dell’FBI traditore Geoffrey Ballard, che lavora in realtà con Burch. Nei fumetti, Ballard è stato un grande nemico di Tony Stark con lo pseudonimo di Centurion. Insomma, cattivo nei fumetti e sicuramente non dalla parte dei buoni nel film. Infine, una piccola considerazione sulla società di sicurezza di Luis & Co., che viene chiamata ufficialmente X-Con. Che sia un riferimento all’arrivo degli X-Men nel MCU? Del resto proprio Luis, in Ant-Man, parlò di un “ragazzo che striscia sui muri” e tutto sembrava essere un riferimento a Spider-Man. Che, poco dopo, arrivò proprio nel MCU con Captain America: Civil War

UN COMMENTO SUL FILM

Poco da dire, su questo Ant-Man and the Wasp, se non che si tratta di un classico film di intermezzo tra le vicende ben più importanti che sconvolgono il MCU. Peyton Reed, libero dai concept iniziali di Edgar Wright che volle conservare per il primo film, si concede più scene d’azione e gioca sul continuo cambio di dimensione dei due protagonisti per vivacizzare il tutto, senza però che la trama o i personaggi di contorno riescano ad emergere (ad eccezione di Fishburne, sempre importante come presenza). Paul Rudd si conferma perfetto nella parte di Scott Lang, Evangeline Lilly fa la “so tutto io” anche troppo bene, ma nel complesso il film è gradevole e scorrevole. Il peggiore, però, se guardiamo ai film Marvel Studios nel 2018.

IL CAMEO DI STAN LEE

Ant-Man and the Wasp verrà ricordato per contenere l’ultimo cameo di Stan Lee quando questi era ancora in vita. Nei prossimi film Captain Marvel e Avengers: Endgame, Excelsior sarà presente grazie a sequenze registrate con largo anticipo, ma si tratterà di camei post-mortem. Comunque, nel film Stan Lee viene coinvolto nello scontro tra le vie di San Francisco, quando la sua macchina parcheggiata viene inavvertitamente colpita da un disco di Wasp e miniaturizzata. L’uomo affermerà:

Beh, negli anni ’60 mi sono divertito, ma ora ne pago le conseguenze

È un riferimento al passato dello stesso Stan Lee, che negli anni ’60 si disse profondamente contro l’utilizzo di droghe e sostanze stupefacenti denunciandole anche in una famosa storia di Spider-Man, nella quale Harry Osborn confidava di essere un tossicodipendente.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.