Giochi a caccia di sequel – Draghi, Jedi e un piede di porco

Di Andrea "Geo" Peroni
5 Marzo 2017

Tra nuove IP, cambi di rotta, cancellazioni, reboot, remake, fallimenti e cambi di proprietà, spesso molti giochi sono costretti a subire un crudele destino: scomparire dalla circolazione. C’è chi riesce a sopravvivere, magari in una forma completamente differente da quella a cui eravamo abituati. C’è chi invece, soccombendo al fato, si ritrova costretto a finire nel dimenticatoio, non tanto da parte dei fan quanto da quella di coloro che hanno in mano un potenziale successo che non viene però sfruttato. Giochi a caccia di sequel nasce proprio con questo intento, dare voce a quei giochi che per vari motivi non hanno ancora trovato una loro nuova incarnazione. Dopo un primo episodio dove, tra gli altri, abbiamo citato The Order: 1886 e Alan Wake, ecco dunque che continuiamo nella nostra personalissima lista di giochi che meritano un sequel. Anche se parlare del secondo gioco di oggi, in effetti, è fin troppo superfluo…

SPYRO: A HERO’S TAIL

Il draghetto nato dalle mani di Insomniac Games non è scomparso. Certamente però il suo destino dopo l’indimenticabile trilogia originale su PlayStation non è stato dei migliori. Spyro: Enter the Dragonfly fu un disastro su tutta la linea, il successivo A Hero’s Tail non ottenne alcun riconoscimento a livello di vendite nonostante una buona realizzazione e rivoluzione. Ciò che accadde a Spyro, dopo quel quinto capitolo, lo sappiamo tutti: dopo la deludente trilogia reboot The Legend of Spyro, l’ex icona PlayStation finisce tra i marchi di Activision e viene sfruttato per lanciare il franchise di Skylanders, del quale sarà protagonista del primo gioco e una sorta di comprimario in quelli successivi, con il numero dei personaggi che cresce esponenzialmente ad ogni uscita. Eppure, la voglia di vivere ancora una volta una grande avventura con il mitico draghetto è tanta, forse alla pari di quel forte desiderio di rivedere Crash Bandicoot sui nostri schermi che la stessa Activision sta sfruttando a dovere con la N. Sane Trilogy prevista per giugno. A Hero’s Tail stava traghettando Spyro in una nuova concezione, più moderna, del videogioco, mantenendo la tradizione ma allo stesso tempo cercando di innovare puntando ad una sorta di piccolo open world, un’operazione simile accaduta al cugino Crash nel capitolo Twinsanity. Tra reboot e cambiamenti radicali, però, non abbiamo più avuto modo di salvare le Terre del Drago. E questo nonostante un genere, quello dei platform 3D, che negli ultimi anni sta vivendo una nuova giovinezza.

half life gordon freeman

HALF LIFE 2

Ero molto indeciso sull’inserire questo gioco nella nostra rubrica, perché parliamoci chiaro: Half Life 2 è il principe assoluto dei giochi a caccia di sequel. Gabe Newell non ha mai nascosto, neppure in tempi recenti, di essere interessato alla sua Valve a tornare a lavorare su vecchie glorie come Portal e, appunto, Half Life. Dopo la sparizione di Half Life 2: Episode 3, che avrebbe dovuto concludere gli avvenimenti del secondo capitolo, Valve si è completamente dedicata ad altro abbandonando Gordon Freeman al suo destino. Mancanza di idee, altri progetti, forse anche la paura di fallire dopo due giochi che sono entrati nell’immaginario collettivo come alcuni dei migliori prodotti videoludici di sempre, e sicuramente tra gli FPS più significativi della storia, quando ad un perfetto gameplay veniva legata una predominante narrazione. Negli anni le voci di un possibile, clamoroso ritorno si sono rincorse più volte, tra indizi sparsi qua e là e troll a dir poco geniali anche alle fiere, come nel corso dell’ultima GamesCom di Colonia. Addirittura, sembra che Half Life 3 sia stato più volte sul punto di entrare in produzione, salvo poi ritornare nel sottoscala degli uffici Valve ed essere accantonato di nuovo. Ad oggi, però, nessuna notizia certa, e sono passati ormai quasi 10 anni dalla release di Half Life 2: Episode 2. L’ultima apparizione di Gordon sui nostri schermi.

RAYMAN LEGENDS

Quella simpatica melanzana di Rayman fatica a farsi rivedere. Proprio in questi giorni sto riassaporando le straordinarie atmosfere di Rayman Origins, con i suoi fondali disegnati e color pastello e con un gameplay praticamente senza alcun difetto. Il suo sequel, Rayman Legends, che verrà anche riproposto a breve su Nintendo Switch, pur brillando per la stessa straordinaria realizzazione tecnica e artistica non ha replicato il successo del precedente gioco. Il motivo della “sparizione” di Rayman dai radar è ancora poco chiaro, anche se potrebbe essere attribuito a vari fattori. In primis, come detto, le vendite di Legends, che non hanno soddisfatto Ubisoft e che si è decisa a concentrarsi su altri franchise come Watch Dogs, For Honor e i vari sparatutto tattici e multiplayer. Occorre poi considerare il fattore Michel Ancel. Il creatore di Rayman, che ha sempre curato in prima persona i giochi della sua creatura, è attualmente impegnato su un progetto che lo terrà occupato per almeno altri due anni, il sequel di Beyond Good & Evil (o prequel, o reboot, o remake, è ancora poco chiara la natura di questo gioco), e dunque un nuovo episodio di Rayman sembra abbastanza lontano. L’icona Ubisoft è tornata qualche tempo dopo Legends con un’app esclusiva per dispositivi mobile, Rayman Adventures, il cui mancato approdo su PC e console è francamente ancora incomprensibile vista l’assenza di nuovi progetti per l’omino senza braccia e gambe. Restiamo in attesa, speranzosi che qualcosa possa muoversi sul fronte Ubisoft.

STAR WARS: KNIGHTS OF THE OLD REPUBLIC II

Dopo un primo capitolo decisamente spaziale, termine appropriato in questo caso, LucasArts nel 2004 lancia uno dei suoi action RPG più apprezzati di sempre e legato al suo brand di punta, Star Wars: Knights of the Old Republic II – The Sith Lords. Prima di procedere oltre, vi ricordo che la continuity originale della mitologia di Star Wars è stata stravolta e azzerata nel momento in cui, pochi anni fa, Disney si ritrovò ad acquistare l’intero franchise e a dare il via a nuove storie. Questo per farvi capire che forse uno Star Wars KotOR 3 potrebbe non essere così fattibile al giorno d’oggi, anche per problemi di licenze e di intenzioni nelle menti dei digirenti Disney. Tralasciando per un momento questo discorso, il gioco sviluppato da Obsidian Entertainment, che raccolse l’eredità di una BioWare già al lavoro su un certo Mass Effect, è una grande perla per i videogiocatori appassionati e non dell’universo nato dalle idee di George Lucas. Ambientato millenni prima degli avvenimenti raccontati nei vari film, Knights of the Old Republic II riprendeva lì dove il primo gioco terminava, lasciando al giocatore la possibilità di scegliere tra i vari finali disponibili ma mantenendo una idea chiave: i Sith hanno trionfato sui Jedi e li hanno praticamente sterminati, esperienza simile a quella intravista in Episodio III: La  Vendetta dei Sith. Con nuovi personaggi e pianeti visitabili, il gioco presentava una profonda componente GDR con tanto di classi, di combattimenti intensi e di variegati equipaggiamenti, e con rinnovate abilità che permettevano nuove combinazioni e possibilità di interazione con il gruppo. Un terzo capitolo sembra davvero utopia, considerando che altri attesissimi giochi come Star Wars 1313 hanno subito brusche cancellazioni in seguito al cambio di proprietà. Ma come sempre diciamo in questi casi, mai dire mai.

AGE OF EMPIRES III

Mentre Age of Empires II HD Edition continua a macinare numeri e denaro su Steam, con tanto di nuove espansioni a quasi 20 anni dal lancio dell’originale gioco, la serie sviluppata originariamente da Ensemble Studios sembra letteralmente scomparsa dai radar dopo un a dir poco deludente terzo capitolo. Age of Empires III cercò di rivoluzionare molti degli aspetti chiave e dei perni sui quali la serie si era sempre basata, prendendo elementi da altri RTS in voga all’epoca e proseguendo nella rivisitazione della storia dell’Uomo, passando stavolta alle epoche coloniali e industriali. Peccato solo che questa rivisitazione, che prima consisteva in una narrazione realistica di ciò che la Storia ci ha lasciato, lasciò parecchio amaro in bocca sin dalla campagna principale del gioco, nella quale i vari protagonisti, l’immaginaria famiglia Black, partivano alla ricerca di leggendari luoghi come la Fonte della Giovinezza. Il fallimento di Age of Empires III, che a conti fatti ha ben poco di fallimento avendo piazzato un elevatissimo numero di copie, non fu da imputare tanto alla critica, che anzi premiò con notevoli voti il gioco di Ensemble Studios, quanto all’utenza, mai capace di affezionarsi al titolo nello stesso modo dei suoi predecessori. Il cammino di Age of Empires, quindi, si interruppe bruscamente per volere di Microsoft, e i già pianificati capitoli IV e V (il primo dalle Guerre Mondiali ad oggi, il secondo spinto nella fantascienza del futuro) non sono mai più stati avvistati. Chissà però che il grande successo di AOE2, che ancora oggi continua e risulta ogni anno tra i più acquistati su Steam, non decida di far cambiare idea a Microsoft.

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