Spyro | L’intera serie dal peggiore al migliore

Di Andrea "Geo" Peroni
2 Novembre 2018

Mancano pochissimi giorni al ritorno in pompa magna di una delle più grandi icone della storia PlayStation e non solo. Spyro, il piccolo draghetto viola nato dalle mani di Insomniac Games, farà presto ritorno su PS4 e Xbox One con la Reignited Trilogy, un remake di tutto punto realizzato da Toys for Bob della prima, storica ed indimenticabile trilogia classica.

La storia del draghetto viola è stata costellata di enormi successi, ma anche di clamorosi tonfi e flop. Abbiamo deciso di cogliere la palla al balzo, in occasione della Spyro Reignited Trilogy, e di proporre una classifica dell’intera storia di Spyro, elencando dal peggiore al migliore tutti i titoli del suo franchise.

Abbiamo però anche deciso di escludere, da questa classifica, il franchise di Skylanders. Spyro è un ospite fisso della serie Activision sin dal suo esordio, ma non si tratta di un vero e proprio protagonista quanto invece di “uno dei tanti”, situazione che sicuramente non si confà ad un personaggio del suo calibro.

Ma ora, bando alle ciance: diamo il via alle danze!

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TUTTI I GIOCHI PER GAMEBOY DELLA SERIE

Spesso i franchise popolari tentano la via delle console portatili, con esperimenti che vanno dall’orrido al magnifico. Metal Gear Solid: Peace Walker su PSP ne è un esempio, come anche Kingdom Hearts: Birth by Sleep. I giochi per GameBoy della serie di Spyro, al contrario, rientrano nel campo dell’orrido. Dal 2001 in poi, Spyro approda in diverse occasioni sulla piccola console Nintendo, con risultati scandalosi. A nostro avviso, tutti i titoli per GameBoy con il draghetto viola sono i peggiori della sua intera storia, giochi lontani dalla sua ideologia primaria e con molta poca cura dietro. Ecco la lista completa (e disonorevole) dei giochi di Spyro su GameBoy:

  • Spyro: Season of Ice (2001)
  • Spyro 2: Season of Flame (2002)
  • Spyro: Attack of the Rhynocs (2003)
  • Spyro Adventure (2003)
  • Spyro Fusion (2004), gioco tra l’altro in “collaborazione” con Crash Bandicoot

SPYRO: ENTER THE DRAGONFLY (2002)

Spyro era un’icona del mondo videoludico, e il nuovo millennio si preparava ad accogliere PlayStation 2. I fan, a gran voce, chiedevano un nuovo capitolo della serie dopo la sfavillante trilogia sulla prima console Sony, ma alcuni indizi facevano storcere il naso ben prima del lancio del quarto capitolo della serie classica. Prima di tutto, Spyro non era più una esclusiva Sony, e i precedenti dicevano che quando una mascotte smette di essere un’esclusiva della sua precedente piattaforma di riferimento spesso accadevano danni. In secondo luogo, Insomniac Games si era alienata da Spyro, ed era invece andata a dedicarsi interamente alla sua nuova IP Ratchet & Clank. I diritti di Spyro finiscono quindi nelle mani della Universal, che commissiona a Equinox Digital Entertainment Spyro: Enter the Dragonfly, primo capitolo next-gen del draghetto viola. Il risultato? Un disastro totale. Nessuna innovazione rispetto alla trilogia classica se non l’introduzione di nuovi soffi elementali, struttura di gioco invariata e un mare di problemi. Un comparto grafico, innanzitutto, “gommoso” e arretrato già dal lancio, tempi di caricamento dei livelli fuori dal normale, poca cura nel level design, mondi dimenticabilissimi. Enter the Dragonfly, tralasciando i giochi per console portatili, è senza ombra di dubbio il peggior Spyro di sempre, e quello anche che ne affossò la popolarità.

SPYRO: SHADOW LEGACY (2005)

Si tratta dell’ultima apparizione dello Spyro originale, l’ultimo capitolo della serie iniziata nel 1998 con Spyro the Dragon. Non tutti, però, ne hanno sentito parlare, e a ben vedere. Il gioco fu una esclusiva Nintendo DS, una console portatile e che quindi, come già accaduto in precedenza con i titoli GameBoy, non si dimostrò affatto adatta ad una trasposizione delle avventure di Spyro. Il ritorno di Red, apprezzato villain di A Hero’s Tail, non bastò: il gioco puzzava di incuria lontano un miglio, e furono in pochi a dare una chance al vecchio Spyro. Il reboot, ormai, era d’obbligo.

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THE LEGEND OF SPYRO: THE ETERNAL NIGHT (2007)

La seconda incarnazione di Spyro, che iniziò con A New Beginning (di qualche posizione sopra, lo vedremo tra poco, continuò nel 2007 con The Eternal Night, un sequel molto tradizionale che non introdusse niente di particolarmente innovativo. La formula era la stessa di A New Beginning, la storia era quella di un’opera su tre capitoli che deve fare da ponte tra l’inizio e la conclusione, e Spyro era già cambiato. Sarà per questo che The Eternal Night è il capitolo più debole della trilogia The Legend of Spyro, un gioco che non ha mai decollato alle vendite e tra i fan. Fortunatamente con il suo sequel, L’alba del Drago, le cose cambiarono notevolmente.

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SPYRO: A HERO’S TAIL (2004)

Dopo il clamoroso fallimento di Enter the Dragonfly, c’era bisogno di qualcosa di diverso. Il modello Insomniac, con i vari mondi, i portali, i collezionabili e così via, aveva (forse) stufato il pubblico, e dunque Eurocom rimescolò le carte in tavola. Rivisitata la formula di base, addio alle gemme viste come collezionabili, apertura verso un mondo interconnesso e aperto alla libertà molto più che in precedenza, una (folle) rimappatura dei comandi, e un restyling grafico per alcuni personaggi. A Hero’s Tail, seppur passato fortemente in sordina a causa proprio del suo predecessore, fu nonostante questo un buon platform da ricordare e da giocare. L’approdo anche su Xbox, però, non salvò minimamente le speranze di questo Spyro di continuare a vivere. Il gioco fu un grosso insuccesso commerciale, e per il draghetto viola si aprirono le porte di una strada che nessuna mascotte vorrebbe incrociare: il reboot.

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THE LEGEND OF SPYRO: A NEW BEGINNING (2006)

Ci sono Spyro, Sparx, la mitologia dell’Anno del Drago e molti altri riferimenti alla versione classica del draghetto che conoscevamo. Ma è tutto un altro Spyro, tutto un altro un universo narrativo. The Legend of Spyro esordisce nel 2006 con A New Beginning, e si pone come obiettivo quello di rilanciare, tramite una trilogia a cadenza annuale, il nome e la figura di Spyro pur cambiandone i connotati. L’inizio fu certamente interessante. Spyro era una sorta di drago della profezia, l’unico a salvarsi della sua covata che avrebbe, secondo le previsioni, salvato un giorno il mondo dalla minaccia del Maestro delle Ombre. Un giorno il giovane drago decide di partire alla scoperta del suo destino, e questo lo condurrà in un epico viaggio durante il quale farà anche la conoscenza di Cinerea, una giovane dragonessa della quale si innamorerà. Notevolmente più vicino ad un titolo action piuttosto che ad un platform, A New Beginning fu un inizio promettente per la trilogia, un gioco che puntava fortemente sulla narrazione di un’epica storia, qualcosa di innovativo per la serie di Spyro.

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THE LEGEND OF SPYRO: L’ALBA DEL DRAGO (2008)

L’epica conclusione della trilogia The Legend of Spyro fu un gioco certamente ricco di difetti come del resto i suoi due predecessori, ma è anche il migliore tra questi: un capitolo che sì rappresentò l’addio a questa nuova incarnazione di Spyro ma che fu anche capace di donargli una conclusione degna di nota. Per L’Alba del Drago, gioco che approderà nel 2008 anche sulle neoarrivate PS3 e Xbox 360 con alcune feature esclusive, i ragazzi di Etranges Libellules danno sfogo alla loro creatività per dar vita ad una storia ricca di colpi di scena, dalla liberazione di Spyro e Cinerea dopo i fatti di The Eternal Night ad opera di Hunter (torna anche Avalar per la grande conclusione) fino alla grande battaglia finale contro Malefor, quella cioè che restituirà la pace al mondo e permetterà ai due draghi di vivere per sempre felici e contenti. L’alba del Drago fu però un flop a tanti livelli, specialmente quello economico. Activision decretò chiusa l’avventura del nuovo Spyro, che finirà poi con l’essere riciclato per la serie Skylanders.

SPYRO THE DRAGON (1998)

Nel 1998 la prima PlayStation accoglie la nuova creatura di Insomniac Games, un giovane draghetto viola di nome Spyro che deve salvare i draghi imprigionati dal tanto pericoloso quanto stupido Gnasty Gnorc. Ha inizio così, in una verde landa con gemme sparse ovunque e portali magici che conducono ad altri mondi, la storia di Spyro e del suo esordio, Spyro the Dragon, che meritatamente si piazza sul gradino più basso del podio di questa speciale classifica. Il gioco, studiato come un platform 3D con grandi mondi aperti da visitare, era rivoluzionario per la sua epoca, e seppe toccare le corde giuste nel cuore dei giocatori, che elessero il draghetto viola come nuova icona del mondo dei videogiochi. Inferiore solamente ai suoi due successori, ancora oggi Spyro the Dragon è un gioco che fa storia, e tra i migliori platform 3D mai realizzati.

SPYRO: YEAR OF THE DRAGON (2000)

Se Gateway to Glimmer aveva sorpreso (e vedremo tra poco il perché, al primo posto…), il suo successore Spyro: Year of the Dragon aveva affinato la tecnica, ampliato le possibilità e le cose da fare. Con un comparto grafico davvero impressionante per l’epoca e una serie di mondi a dir poco incredibili per vastità e varietà, il terzo capitolo della trilogia classica è sicuramente quello più completo di tutti. Spyro è impegnato a fronteggiare la potente Maga, che ha rapito tutte le uova dei cuccioli di drago, ma non sarà da solo: alla sua avventura si uniscono infatti alcuni nuovi alleati, come il canguro femmina Sheila e il sergente Byrd, un pinguino armato di tutto punto. Un gioco immenso, un esempio tangibile della grande esperienza e delle infinite capacità di Insomniac Games. Per poco, non conquista la vetta della classifica. Ma al primo posto, non ce ne voglia Year of the Dragon, c’è qualcosa di ancora meglio…

SPYRO 2: GATEWAY TO GLIMMER (1999)

Un capolavoro. Difficile non attribuire questo aggettivo a tutti i tre titoli della trilogia classica di Insomniac Games, ma Spyro 2: Gateway to Glimmer, anche conosciuto come Ripto’s Rage, rappresentava una perfetta evoluzione del primo capitolo della serie al quale aggiungeva nuove meccaniche e splendidi personaggi, oltre che tantissimi nuovi mondi da esplorare tra cui l’indimenticabile Avalar di Hunter ed Elora, e oggetti da recuperare come i Talismani e le Sfere. Tra livelli subacquei, enormi castelli, vere e proprie boss fight, Spyro e Sparx diedero vita a quella che, secondo la mia personalissima opinione, è il miglior gioco della serie classica e dell’intera storia editoriale del draghetto viola. Un gioco che chiunque, prima o poi, dovrebbe provare: divertente, colorato, variegato, immenso. In una parola, capolavoro.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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