In attesa di Spyro: A Realm Beyond, che irromperà su console e PC, ripercorriamo la storia del draghetto viola più famoso dei videogiochi!
Quella di Spyro è una delle serie platform adventure più iconiche degli anni ’90. Il protagonista è Spyro, un piccolo ma valoroso drago viola affiancato dalla fedele libellula Sparx.
La struttura di gioco classica si basa sull’esplorazione di mondi fantasy coloratissimi, il recupero di gemme luccicanti e il salvataggio di alleati, sconfiggendo i nemici a colpi di fiammate e caricate. Dopo la straordinaria trilogia originale su prima PlayStation (Spyro the Dragon, Ripto’s Rage! e Year of the Dragon), il franchise ha vissuto diverse fasi evolutive: dai capitoli per console portatili alla svolta più cupa e d’azione della trilogia The Legend of Spyro, fino ad arrivare al fenomeno commerciale Skylanders.
Spyro the Dragon
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Dopo Disruptor, Insomniac Games nel 1998 dà vita a quella che è una delle più iconiche mascotte della prima PlayStation, un giovane draghetto viola di nome Spyro. La sua avventura d’esordio è oggi un po’ acerba, e mostra chiaramente i segni del tempo in confronto ai suoi due sequel, ma il vero Spyro the Dragon nasceva proprio qui, da quelle premesse narrative tanto banali quanto funzionali: il perfido Nasty Norc ha cristallizzato tutti i draghi del mondo, e l’unico sopravvissuto, il giovane Spyro, si mette in cammino per liberare i suoi amici e fermare l’orco.
Dalle praterie del mondo degli artigiani alle incantate terre dei tessitori, Spyro the Dragon si proponeva come un platform 3D innovativo, con tanti e variegati livelli nei quali raccogliere soprattutto le immancabili gemme colorate. Dulcis in fundo, divertivano anche i vari Circuiti, speciali livelli di sfide contro il tempo per raccogliere preziosi tesori.
Spyro 2: Gateway to Glimmer
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Dopo aver battuto Nasty Norc, Spyro e Sparx vogliono partire per le meritate vacanze. Peccato solo che il loro viaggio venga dirottato dal Professore, Elora e Hunter verso Avalon, misteriosa terra magica finita sotto il dominio del malvagio Ripto. La vacanza deve quindi aspettare, ed ecco che inizia un nuovo viaggio per il draghetto viola, in un gioco notevolmente migliore, più grande e vario del suo predecessore.
Con Spyro 2: Gateway to Glimmer, anche noto come Spyro 2: Ripto’s Rage, aumentano i collezionabili, le caratterizzazioni dei mondi e anche dei personaggi, ampliando inoltre il gameplay del protagonista con nuove mosse. Alcuni livelli, poi, sono diventati davvero iconici, come Colossus e Desolazione Scheletrica: raccogliere tutte le sfere e i vari talismani era una splendida soddisfazione, per un’avventura sempre coloratissima e splendida da vivere.
Spyro 3: Year of the Dragon
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Ultimo capitolo della saga realizzato da Insomniac Games, che da quel momento passò a lavorare con Sony sulla serie di Ratchet & Clank, Spyro: Year of the Dragon è il compendio di tutto quello che la trilogia aveva saputo dare, il contenitore definitivo di tutto ciò che funzionava infarcito di ulteriori contenuti. Stavolta la storia porta Spyro nei Mondi Dimenticati, una terra lontana comandata dalla Maga che ha rubato tutte le uova dei draghi.
Il draghetto viola intraprende quindi una lunga avventura in mondi fantastici, insieme a vecchi e nuovi alleati: tra questi troviamo anche il canguro Sheila, il sergente Byrd, lo yeti Bentley e il letale Agente 9, ognuno dei quali aveva livelli e abilità dedicate. Anche Sparx, per la prima volta, diventava protagonista di un’avventura in miniatura tutta sua. In Spyro 3 c’erano mille cose da fare, mille cose da vedere e mille oggetti da trovare: il gioco definitivo della simpatica mascotte, l’ultimo barlume prima di un quasi ventennio tra il discreto e il disastroso.
Spyro: Season of Ice

Nel 2001, il draghetto viola sbarca su Game Boy Advance con Spyro: Season of Ice, quello che si rivela essere un apprezzato platform che, nonostante i limiti della piattaforma e la necessità di adottare una visuale assonometrica, riesce a replicare abbastanza fedelmente l’esperienza originale della serie. La storia ruota intorno a Grendor, rinoc che ha congelato tutte le fate del mondo dei draghi.
Spyro 2: Season of Flame
Appena un anno dopo ecco che arriva Spyro 2: Season of Flame, titolo dalle medesime qualità e molto simile al suo predecessore. Spyro e i suoi amici, di ritorno dalle vacanze, scoprono che il mondo dei draghi è stato misteriosamente congelato da Ripto, il quale ha anche rubato le lucciole che consentono ai draghi di sputare fuoco, sostituendo la loro abilità più nota con un soffio di gelo. Un altro capitolo generalmente ben apprezzato dalla critica.
Spyro: Enter the Dragonfly
Se i nostri incubi fossero reali, probabilmente avrebbero la forma di Spyro: Enter the Dragonfly. Un goffo tentativo di scimmiottare l’ottimo Year of the Dragon, naufragato di fronte alla palese inesperienza tecnica degli sviluppatori che, tra tempi di caricamento addirittura superiori a quelli di Crash Bandicoot: L’ira di Cortex e un framerate da far impallidire persino la versione vanilla di Cyberpunk 2077, confezionarono un disastro, condito da uno tra i peggiori doppiaggi italiani di sempre. Non ci credete? Ecco qui sopra la prova…
Spyro: Enter the Dragonfly ripeteva la formula del precedente titolo, introducendo anche i nuovi poteri del protagonista come il soffio-bolla e il soffio-elettrico, ma il gioco era tutto un problema. Mondi spogli e privi di vita, gameplay lento e movimenti macchinosi, cosa che Spyro non era mai stata. Un buco nell’acqua immenso.
Spyro Adventure

Nel 2003 il draghetto torna su Game Boy Advance con Spyro Adventure, gioco che riprende in tutto e per tutto i primi due capitoli portatili della serie oltre all’immancabile Ripto, sempre più nemesi assoluta del giovane protagonista. Un esperimento fallito del Professore porta alla creazione di un varco dimensionale che unisce il regno dei draghi e quello dei rinoc, dando quindi a Ripto una nuova via di accesso per tentare la conquista del potere.
Spyro Fusion

Fallito anche il tentativo precedente, Ripto ci riprova ancora una volta in Spyro Fusion: il rinoc e il dr. Neo Cortex, nemesi di Crash Bandicoot, uniscono le forze per fermare i propri nemici, e lo stesso faranno i due amatissimi protagonisti. Proprio come Crash Bandicoot Fusion, tuttavia, anche questo gioco non è certo passato alla storia, e anzi rappresenta il più debole tra tutti i capitoli portatili della storia del franchise, con livelli molto poco appassionanti e poco carisma.
Spyro: A Hero’s Tail

Per la prima volta nella sua storia, Spyro cambia formula: addio ai classici livelli, alle gemme collezionabili e alla struttura tradizionale, e benvenuto a un action adventure lineare fatto di aree connesse tra loro da esplorare, insieme a nuovi e vecchi amici del draghetto.
La storia ruota intorno all’attacco del drago Red, che con le sue gemme nere intrise di malvagità sta corrompendo il mondo e si prepara a conquistarlo. Tocca naturalmente a Spyro mettersi in cammino per fermare Red, incontrando sulla sua strada anche alcuni volti noti come il sergente Byrd e Hunter. Con i suoi tanti comprimari, Spyro: A Hero’s Tail si rivelò un notevole miglioramento rispetto a Enter the Dragonfly, senza però raggiungere i fasti di un tempo.
Spyro: Ripto Quest
Incredibile ma vero: Ripto ne ha combinata un’altra delle sue, e tocca nuovamente a Spyro e Sparx andare in missione per salvare il mondo dei draghi. Primo gioco della serie per telefoni cellulari, Spyro: Ripto Quest non è certo ricordato per i suoi ambienti spogli o i comandi pessimi, ma si trattava comunque di un buon platform se contestualizzato alla sua piattaforma di riferimento, sulla scia dei capitoli per Game Boy Advance.
Spyro: Shadow Legacy
Gioco dimenticato e forse fin troppo sottovalutato, ma è anche vero che non si tratta certo di un capolavoro. Primo gioco della serie per Nintendo DS, Spyro: Shadow Legacy porta il draghetto viola nel Regno delle Ombre, a quanto pare collegato all’Anziano Red che in A Hero’s Tail aveva cercato di conquistare il regno dei draghi. La principale novità del gioco era legata al passaggio tra dimensioni differenti, con Spyro che può compiere determinate azioni solo in una realtà oppure nell’altra.
The Legend of Spyro: A New Beginning

Sulla scia del movimento revisionista che coinvolgerà poi anche Crash Bandicoot, nel 2006 Krome Studios e Sierra tentano il tutto per tutto: un reboot dell’intero franchise di Spyro, riproposto come titolo avventuroso lineare e strutturato come una raccolta di tre videogiochi. Il primo di questi fu The Legend of Spyro: A New Beginning, nel quale veniva dato ampio respiro alla storia che in passato rappresentava solo un piccolo modo per dare il via agli eventi. Spyro è il drago prescelto di una profezia, cresciuto da una famiglia di libellule e dall’inseparabile amico Sparx. Desideroso di scoprire le proprie origini, Spyro parte per un’avventura nel suo magico mondo, che lo porterà a scontrarsi con le armate del Maestro delle Ombre.
Oltre a introdurre un personaggio abbastanza amato dai fan, la draghessa Cinerea, il gioco tentava in tutti i modi di cambiare l’ormai vecchia formula del franchise, sacrificando il platforming e rimuovendo le classiche gemme collezionabili che diventano invece un modo per migliorare le abilità del protagonista. Erano presenti una vasta gamma di attacchi, e il gioco era abbastanza vario nel suo insieme. La serie aveva inoltre un cast vocale d’eccezione: Elijah Wood era la voce di Spyro, mentre Gary Oldman interpretava Ignitus, vecchio e saggio drago.
The Legend of Spyro: The Eternal Night
C’è poco da dire su The Eternal Night, in quanto il gioco è sostanzialmente una copia carbone del suo predecessore con, ovviamente, un nuovo tassello della storia. Come secondo capitolo della trilogia The Legend of Spyro, il gioco ripartiva dagli eventi di A New Beginning, e portava il protagonista in una nuova avventura legata anche al sovrannaturale, con la misteriosa dimensione dei sogni che diventa un elemento fondamentale della narrazione.
Oltre ai poteri già esplorati in precedenza, poi, in The Eternal Night diventa capace di interrompere il flusso del tempo grazie a una nuova e strabiliante magia. Un gioco non particolarmente brillante, nonostante i tentativi di renderlo interessante, e non è un caso che Sierra fosse sollevata dal fatto che presto non sarebbe più stato un suo problema…
The Legend of Spyro: L’alba del drago

La trilogia reboot di Spyro si conclude con luci e ombre. L’alba del drago fu il primo gioco della serie a vendere più di 1 milione di copie dai tempi di Enter the Dragonfly, e fece ovviamente contenta Activision che aveva da poco assorbito Sierra. Di contro, L’alba del drago fu anche l’ennesimo mediocre gioco di Spyro, non sufficientemente curato e povero nell’anima.
La storia è ambientata tre anni dopo gli eventi del precedente titolo: Spyro, Cinerea e Hunter vengono liberati dalla loro prigione di cristallo, e scoprono che il perfido Malefor è tornato in vita grazie alla Notte dell’Oscurità Eterna e ora minaccia di conquistare l’intero mondo. Un titolo non eccezionale ma tutto sommato abbiamo visto ben di peggio nella serie. Molto carina inoltre la possibilità di giocare in coop, insieme a Cinerea.
Skylander’s: Spyro Adventure & sequel

Abbiamo deciso di racchiudere in un unico spazio tutti i giochi della serie Skylanders, nata con l’obiettivo di vendere tanti giocattoli e per la quale venne appunto sfruttato il nome di Spyro. Si tratta sostanzialmente del secondo reboot del personaggio, anche se stavolta aveva ben poco da spartire con il passato.
La serie è ambientata nell’universo delle Skylands, dove il malvagio Kaos ha distrutto il Cuore di Luce esiliando Spyro e gli altri abitanti di queste terre. La missione è ovviamente quella di sconfiggere Kaos, ma in tutti i capitoli Spyro non è altro che una semplice comparsa: se non ci fosse stato, non ce ne saremmo mai accorti.
Spyro: Reignited Trilogy

Quando ormai Skylanders aveva fatto il suo tempo, e vedendo l’incredibile quantità di copie venduta da Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy, Activision decide di riprovarci e affida a Toys for Bob il compito di sviluppare i remake completi dei primi tre storici capitoli della serie di Spyro, poi raccolti nella Spyro Reignited Trilogy.
Perfetti, semplicemente perfetti: dietro al sapiente lavoro del team c’è una cura maniacale per ogni singolo dettaglio dei tre giochi, riproposti senza alcuna sbavatura e conditi da un sublime comparto artistico. Il modo migliore per riportare alla luce la magica storia del draghetto viola amante delle gemme, nella speranza che questo possa essere l’inizio per un futuro migliore.
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