Il dominio di Unreal Engine 5 nel panorama videoludico moderno è ormai evidente. Al di fuori degli studi che continuano a utilizzare tecnologie proprietarie, una parte consistente dell’industria si affida al motore grafico di Epic Games. Negli ultimi anni, però, diversi titoli sviluppati con UE5 sono stati accompagnati da critiche legate alle prestazioni, con problemi di ottimizzazione diventati un tema ricorrente anche nelle produzioni più attese.
Alcuni team hanno già iniziato a ridurre o modificare l’uso delle principali funzionalità dell’engine per ottenere risultati più stabili. È il caso di progetti come Phantom Blade Zero e Arc Raiders, che sembrano puntare a un approccio più selettivo rispetto agli strumenti messi a disposizione da Epic. In questo contesto, l’arrivo di una nuova alternativa potrebbe rappresentare un elemento importante per il mercato.
A lavorare in questa direzione è Arjan Brussee, cofondatore di Guerrilla Games ed ex programmatore di Epic. In un’intervista concessa a De Tijd, Brussee ha rivelato di essere impegnato nello sviluppo di un nuovo motore grafico chiamato The Immense Engine, realizzato insieme a una startup olandese. L’obiettivo è offrire agli sviluppatori un’alternativa europea ai software dominati da realtà statunitensi e cinesi.
Il progetto nasce con una forte integrazione dell’intelligenza artificiale. Secondo Brussee, l’ascesa dell’AI impone di ripensare il modo in cui vengono costruiti strumenti complessi come i motori di gioco. The Immense Engine sarebbe infatti progettato fin dall’inizio attorno a un framework di agenti AI, invece di adattare tecnologie nate per flussi di lavoro tradizionali.
A differenza di Unreal Engine, concepito per sviluppatori abituati a processi manuali, il nuovo engine punta a integrare moduli basati su strumenti come Claude e ChatGPT, con la possibilità di aggiungere facilmente nuove funzioni legate ai modelli linguistici. Brussee sostiene che un uso intelligente degli agenti AI potrebbe consentire a piccoli team di svolgere il lavoro che normalmente richiederebbe dieci o quindici persone.
Un altro aspetto centrale del progetto è la sua identità europea. Brussee ha sottolineato come il continente non disponga oggi di un motore grafico nativo, sviluppato e ospitato interamente in Europa. Per questo, The Immense Engine non sarebbe pensato soltanto per i videogiochi, ma potrebbe trovare applicazione anche in settori strategici come difesa e logistica.
Per ora il progetto resta in fase di sviluppo, ma l’idea di un motore alternativo a Unreal Engine 5, costruito intorno all’intelligenza artificiale e con radici europee, potrebbe attirare l’attenzione di un’industria sempre più interessata a soluzioni flessibili, scalabili e meno dipendenti dai grandi player internazionali.
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