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Total War: WARHAMMER III – Lords of the End Times | Recensione

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La Fine dei Tempi è arrivata in Total War: WARHAMMER III. E nessuno potrà sentirsi al sicuro. Con Lords of the End Times, Creative Assembly porta sul campo quattro nuovi Lord Leggendari chiamati a rappresentare altrettante anime dell’apocalisse di Warhammer: Nagash, i Glottkin, Thanquol e Boris Todbringer.

Il nuovo pacchetto punta soprattutto sulla differenziazione delle campagne, costruendo intorno ai quattro protagonisti meccaniche specifiche che cercano di rifletterne personalità, lore e modo di combattere. Per questa ragione, siamo di fronte a un’espansione che guarda tanto alla quantità quanto a stili di gameplay totalmente diversi, a seconda della fazione che sceglieremo di utilizzare. Ma scopriamo qualcosa di più nel dettaglio nella nostra recensione!

Quattro apocalissi diverse

Il contenuto del DLC è piuttosto corposo: 4 Lord Leggendari, 8 Eroi Leggendari, 5 Lord ed Eroi, 23 unità di battaglia, 12 Reggimenti della Fama, oltre alle nuove meccaniche, funzioni e condizioni di vittoria legate ai quattro protagonisti. Vediamo di chi si tratta!

Nagash incarna essenzialmente la Fine dei Tempi. Il Signore della Nonmorte torna con un obiettivo che rispecchia in tutto e per tutto il suo essere: porre fine a tutti gli esseri viventi, risvegliare i morti e raggiungere la divinità. Per farlo può costruire necropoli in grado di prosciugare la vita delle terre circostanti e utilizzare la Piramide Nera ottenendo potenziamenti consistenti.

Anche il sistema di reclutamento riflette la sua natura trascendente. In battaglia Nagash utilizza il Sapere della Nonmorte e può schierare unità provenienti dai diversi eserciti dei Nonmorti, costruendo così un’armata che sembra rappresentare concretamente la riunificazione delle forze della morte.

Se Nagash punta sulla conquista attraverso la necromanzia, i Glottkin adottano un approccio che potremmo definire pestilenziale: i tre fratelli Glott, campioni di Nurgle, possono seminare il Caos e raccogliere anime per ottenere benedizioni sempre più potenti. La loro campagna ruota inoltre intorno ai Giardini della Corruzione, strutture che permettono di creare dei centri di reclutamento per le unità demoniache.

Ma è con Thanquol e Boris Todbringer che Creative Assembly sembra avere osato maggiormente.

Thanquol, il maestro della pianificazione

Era uno dei personaggi più richiesti dai fan di Total War: WARHAMMER e difatti Thanquol sembra aver ricevuto un trattamento all’altezza delle aspettative. La campagna del Gran Veggente Grigio ruota completamente intorno alla sua capacità di manipolare gli eventi, delegare i propri compiti e trasformare ogni possibile disastro in un successo da attribuire esclusivamente a sé stesso.

La meccanica principale prende il nome di piani supremi. Thanquol può scegliere un obiettivo e assegnare a uno dei suoi sottoposti il compito di portare avanti una determinata operazione. Il piano può essere militare, economico oppure legato ad attività più particolari, ma in ogni caso si sviluppa nel corso dei turni, generando progressivamente ricompense, imprevisti e possibili complicazioni. Turno dopo turno iniziano ad arrivare unità, ma non sempre tutto va secondo programma. Possono comparire rinforzi inattesi, problemi improvvisi oppure elementi che fanno capire che qualcuno sta iniziando a scoprire cosa sta succedendo.

La progressione permette inoltre di collaborare con gli altri clan Skaven per ottenere unità più potenti, come gli Ogri Ratto, mentre alcuni piani speciali possono arrivare fino all’evocazione dei Signori Vermin. C’è sempre un rischio: aspettare più a lungo può garantire una ricompensa maggiore, ma aumenta la possibilità che qualcosa di completamente diverso venga evocato al suo posto.

Boris Todbringer, una battaglia dopo l’altra

Boris Todbringer, il Conte Elettore di Middenland, debutta nel DLC con una campagna costruita attorno a due elementi: Ulric e Khazrak il Monocolo. Boris, che era attesissimo dalla community, guadagna una risorsa eliminando i nemici dell’Impero e la utilizza per ricostruire la fede nella Corte di Ulric e potenziare il Grande Tempio di Ulric, ottenendo così una serie di benefici per la propria fazione.

Dato che Boris è un comandante aggressivo che deve sfruttare ogni vittoria per rafforzare la propria fazione e prepararsi al conflitto successivo, scegliere lui come protagonista della campagna è decisamente sconsigliato a chi vuole chiudersi in difesa, adottando un approccio conservativo.

La sua campagna è inoltre caratterizzata dalla rivalità con Khazrak. I due iniziano abbastanza vicini da permettere lo sviluppo della loro faida e la battaglia conclusiva di Boris sarà proprio contro il Monocolo.

Boris deve inoltre fare i conti con il nuovo sistema di devastazione introdotto dall’espansione. Le fazioni dell’Ordine dispongono di diversi strumenti per limitarne gli effetti: possono riconquistare territori, distruggere le necropoli di Nagash e attendere che alcune conseguenze negative scompaiano progressivamente.

Un altro passo importante per Immortal Empires

Total War: WARHAMMER III – Lords of the End Times arriva in un momento particolare per la serie. Il gioco base dispone ormai di una quantità impressionante di contenuti e, proprio per questo, ogni nuovo DLC deve trovare un modo per distinguersi.

Creative Assembly sembra aver trovato la risposta nella caratterizzazione dei suoi protagonisti. Nagash, Glottkin, Thanquol e Boris Todbringer portano con sé una filosofia di gioco differente e ben distinta: necromanzia e conquista, corruzione e pestilenza, intrighi e rischio, guerra e fede.

Tra tutti, Thanquol è probabilmente il personaggio che beneficia maggiormente della nuova impostazione. I piani supremi sembrano una delle meccaniche più originali introdotte dal pacchetto e si sposano perfettamente con il carattere del Gran Veggente.

Boris, invece, rappresenta finalmente una delle aggiunte che i fan dell’Impero aspettavano da anni, con una campagna costruita attorno a Ulric e alla vendetta nei confronti di Khazrak.

Ciò che ne deriva è un DLC che punta meno sulla semplice quantità e più sulla capacità di far vivere quattro storie differenti all’interno dello stesso immenso mondo.

La Fine dei Tempi è quindi arrivata in Total War: WARHAMMER III. E non si tratta di una mera aggiunta, ma di un profondo cambiamento per l’ultimo capitolo della trilogia di Creative Assembly.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

9
Riassunto
Riassunto

Lords of the End Times è un espansione tutta incentrata sui suoi protagonisti, che sono stati senz'altro ben caratterizzati. Thanquol è forse il più intrigante grazie ai piani supremi e alla gestione del rischio, mentre Boris Todbringer risponde alle pressanti richieste della community. Nagash e i Glottkin completano un quartetto che sembra perfettamente all'altezza di questa ambientazione apocalittica. Il valore del DLC, in ultima analisi, risiede proprio nell'enorme mole di contenuti che Creative Assembly ci ha preparato. E quando un'espansione riesce a farci guardare Immortal Empires con la sensazione che ci sia ancora qualcosa di nuovo da scoprire, significa che Total War: WARHAMMER III ha senza dubbio ancora qualche carta (e turno) da giocare.

Pro
Quattro Lord Leggendari con identità e meccaniche profondamente differenti Thanquol e il sistema dei piani supremi sono particolarmente interessanti Boris Todbringer e la rivalità con Khazrak aggiungono una forte componente narrativa 23 nuove unità e 12 Reggimenti della Fama ampliano ulteriormente il sandbox La devastazione e gli eventi apocalittici rendono più dinamica la mappa
Contro
La bontà delle nuove meccaniche dipenderà molto dal loro equilibrio e dalla varietà degli eventi durante le campagne
  • Giudizio complessivo9
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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