Dopo aver trascorso decine di ore in Crimson Desert, esplorando Pywel, affrontando nemici e sviluppando il proprio personaggio, trovare nuovi motivi per continuare a giocare a Crimson Desert non è sempre semplice. Con la nuova espansione Charting the Unknown, Pearl Abyss prova a rinnovare l’esperienza attraverso un contenuto aggiuntivo a pagamento che introduce nuove storie, un’enorme area marittima, esplorazione subacquea, boss inediti e ulteriori attività gestionali.
Disponibile al prezzo di 24,99 euro, il DLC punta soprattutto ad ampliare le possibilità offerte dal mondo di gioco, senza stravolgerne la struttura. La novità più importante è sicuramente il Grande Oceano, che permette di navigare tra isole e arcipelaghi, affrontare imbarcazioni nemiche e scoprire tesori nascosti sotto la superficie. Non mancano tre brevi campagne dedicate ai protagonisti e nuove attività pensate per chi ha già completato l’avventura principale.
Le premesse sono interessanti, quindi seguiteci all’interno della nostra recensione, per capire se ma tutta questa abbondanza è riuscita produrre contenuti memorabili o meno.
TRE PROTAGONISTI, TRE NUOVE STORIE
Una delle aggiunte principali riguarda le campagne individuali di Kliff, Damiane e Oongka, brevi epiloghi ambientati dopo gli eventi della storia principale.
La vicenda di Kliff ruota attorno a una violenta tempesta di sabbia che sta mettendo in difficoltà diversi villaggi nel nord di Pywel. Il protagonista dovrà aiutare gli abitanti e indagare sulla setta degli Antumbra, responsabile della situazione. L’idea di esplorare una regione caratterizzata da condizioni ambientali differenti è interessante, ma la realizzazione lascia a desiderare. La scarsa visibilità compromette l’utilizzo della minimappa e rende frustranti alcune missioni di salvataggio e scorta. Anche la componente narrativa non riesce a coinvolgere particolarmente, lasciando troppo spazio a personaggi secondari poco memorabili.

Più interessante la storia di Damiane, coinvolta in un’indagine che rischia di far precipitare Demeniss nuovamente nel caos politico. Tra proteste, scontri nelle strade e complotti contro la nazione, la sua campagna offre anche l’occasione per approfondire un personaggio rimasto piuttosto in secondo piano nel gioco originale. La componente narrativa funziona, anche se i combattimenti e i boss non sono altrettanto convincenti.
La sorpresa migliore arriva però con Oongka. La sua storia approfondisce il rapporto con Kliff e il senso di inferiorità che il guerriero prova nei confronti del protagonista. Consapevole che la sola forza fisica non sia sufficiente, Oongka decide di avvicinarsi alla tecnologia e alla conoscenza, arrivando persino a frequentare l’università per sviluppare le proprie invenzioni. È un cambiamento interessante, che permette finalmente di conoscere meglio il personaggio e introduce anche il concetto di viaggio nel tempo nell’universo di Pywel. Nonostante sia la campagna più breve, è probabilmente quella meglio riuscita.
IL GRANDE OCEANO
Il contenuto più interessante del DLC Charting the Unknown è senza dubbio il Grande Oceano, una vasta regione marittima che amplia sensibilmente le possibilità di esplorazione. Per affrontarla bisogna procurarsi un’imbarcazione, che può essere costruita raccogliendo risorse e utilizzando i fondi dell’accampamento oppure acquistata direttamente. Sarà inoltre possibile reclutare un equipaggio e gestire le riparazioni delle navi danneggiate o affondate.
Durante le traversate ci si imbatterà in pirati, imbarcazioni ostili e numerosi punti d’interesse, laddove i combattimenti navali aggiungono una piacevole varietà al gameplay, anche se non raggiungono una profondità particolarmente elevata. Il vero valore di questa nuova area emerge soprattutto durante l’esplorazione, grazie alle numerose isole e alle attività disponibili.

Ancora più interessante è la possibilità di immergersi sott’acqua con tutti e tre i protagonisti, con la possibilità di imbattersi in relitti, rovine sommerse, tesori e nuove creature; il fondale marino nasconde parecchie sorprese. Le immersioni introducono anche una gestione dell’ossigeno, che obbliga a individuare sacche d’aria e correnti di bolle per recuperare il necessario prima di proseguire. Non manca un nuovo fucile arpione, utilizzabile per cacciare pesci e raccogliere risorse.
Quest’ultima combinazione, tra navigazione ed esplorazione subacquea rende a nostro avviso il Grande Oceano un’aggiunta riuscita. Non si tratta semplicemente di una nuova porzione di mappa, ma di un ambiente con meccaniche e attività specifiche, capace di offrire una prospettiva diversa sul mondo di Crimson Desert.
NUOVI BOSS ED ATTIVITA’
L’espansione introduce anche diversi nuovi boss, tra cui enormi creature meccaniche e macchinari da guerra che contribuiscono a rendere gli scontri particolarmente spettacolari. Dal punto di vista visivo, Pearl Abyss continua a dimostrare tutto il proprio potenziale, ma le meccaniche non sempre riescono a mantenere lo stesso livello. Alcuni avversari presentano attacchi poco leggibili e pattern non particolarmente elaborati.
Tra le novità troviamo anche il Giardino delle Prove, una modalità Boss Rush che propone una serie di combattimenti consecutivi contro avversari già incontrati. L’idea è interessante, ma l’impossibilità di curarsi liberamente durante le prove rende alcuni scontri artificialmente difficili, considerando quanto il sistema di combattimento originale sia costruito attorno alla gestione della salute e delle risorse.
Non mancano poi nuove possibilità gestionali. Dopo aver completato le missioni necessarie sarà possibile conquistare tre castelli, personalizzarne gli ambienti e mettere alcune strutture in affitto per generare entrate. Anche il sistema delle relazioni viene ampliato, permettendo di sviluppare rapporti sentimentali con alcuni abitanti, fino ad arrivare al matrimonio e alla convivenza. Aggiunte interessanti, soprattutto per chi apprezza la componente sandbox, ma che non cambiano radicalmente le meccaniche già conosciute.
IL PROBLEMA DELL’ENDGAME
Il limite più evidente di Charting the Unknown è che non riesce a risolvere uno dei problemi principali del gioco originale: la progressiva perdita di motivazioni una volta raggiunto l’endgame.
Nelle prime decine di ore, esplorare Pywel significa scoprire continuamente nuove abilità, equipaggiamenti e segreti. Quando però si dispone già di una build particolarmente potente e si sono sbloccate gran parte delle possibilità offerte dal gioco, diventa più difficile trovare qualcosa che giustifichi ulteriori esplorazioni. L’espansione aggiunge nuove regioni e attività, ma non sempre riesce a rendere nuovamente stimolante la progressione per chi ha già completato praticamente tutto.

Sul fronte tecnico, il comparto artistico rimane uno dei punti di forza della produzione. Il Grande Oceano offre ambientazioni suggestive e fondali ricchi di dettagli, mentre le battaglie navali regalano alcuni momenti particolarmente spettacolari. Tuttavia, diverse recensioni internazionali segnalano crash improvvisi, texture sfocate e problemi di sfarfallio, difetti che possono compromettere l’esperienza. La situazione può variare a seconda della piattaforma, ma resta evidente la necessità di ulteriori interventi di ottimizzazione.

Riassunto
Riassunto
Crimson Desert: Charting the Unknown amplia l'esperienza originale con una buona quantità di contenuti inediti, tra nuove storie dedicate ai protagonisti, boss, attività gestionali e soprattutto il Grande Oceano. La possibilità di navigare, affrontare imbarcazioni nemiche ed esplorare fondali ricchi di segreti rappresenta l'aggiunta più riuscita dell'espansione, capace di offrire nuove prospettive sul mondo di Pywel. Non tutte le novità convincono allo stesso modo: alcune campagne risultano meno coinvolgenti, il bilanciamento del Giardino delle Prove presenta delle criticità e l'endgame continua a mostrare i limiti già evidenziati nel gioco originale. Nonostante qualche problema tecnico, Pearl Abyss confeziona un'espansione ricca e interessante, consigliata soprattutto a chi desidera tornare a esplorare il suo affascinante universo.
Pro
Il Grande Oceano amplia le possibilità di esplorazione. Le immersioni introducono nuove meccaniche e segreti. La campagna di Oongka approfondisce il personaggio.Contro
Alcune missioni di Kliff sono frustranti e poco coinvolgenti. Il Giardino delle Prove ha una difficoltà eccessiva. L'endgame offre pochi stimoli per continuare a giocare.- Giudizio Complessivo8
Scrivi un commento