Crimson Desert è un titolo che non è passato inosservato: nel giro di poco tempo è riuscito a catalizzare l’interesse di pubblico e critica, complice una presentazione d’impatto e una campagna marketing abbastanza aggressiva. Allo stesso tempo, però, resta quella classica incertezza che accompagna produzioni di questo tipo: sarà davvero all’altezza delle aspettative?
Con questo progetto, Pearl Abyss si cimenta seriamente per la prima volta con un’esperienza single player incentrata sulla narrazione, e il risultato lascia intendere che lo studio coreano abbia ben chiaro cosa serve per affrontare una sfida del genere.
Qui vi trovate davanti a un enorme open world pieno di attività, luoghi affascinanti e storie da vivere. Ovunque decidiate di andare, troverete sempre qualcosa di interessante da fare: missioni secondarie ben costruite o eventi che catturano la curiosità.
Sebbene all’inizio questo gigantesco titolo sembrerà sopraffarvi con la mole di contenuti, comandi e pop-up, non scoraggiatevi. Il nostro consiglio spassionato è di giocarlo con calma e di goderne ogni singolo attimo all’interno di questo mondo virtuale. Nel frattempo, vi invitiamo ad avventurarvi dentro a Crimson Desert attraverso la nostra recensione.
Versione provata: PlayStation 5
LUPI ED ORSI
L’ambientazione fantasy medievale di Crimson Desert mescola elementi di diverse epoche creando un mondo originale che non si limita a copiare i classici alla Tolkien. Il risultato è un ottimo gioco sotto molti aspetti, anche se soffre per una certa mancanza di rifinitura, equilibrio e miglioramenti alla qualità della vita, fattori che possono rendere l’esperienza meno fluida… senza però rovinarla davvero.
L’avventura si svolge a Pywel, un continente medievale dove il livello tecnologico varia enormemente: si passa da tribù primitive fino a società vicine all’Età delle Esplorazioni, con armi antiche e moderne che convivono senza problemi.
Vestirete principalmente i panni di Kliff, un guerriero di alto rango appartenente a una tribù di Pailune. Una notte il vostro gruppo viene attaccato dal clan degli Orsi Neri, che massacrano gran parte del vostro popolo, lo disperdono o schiavizzano i superstiti e vi lasciano in fin di vita. Tra vita e morte, entrate in contatto con un’entità misteriosa che vi trascina nell’Abisso, una dimensione sospesa tra le nuvole e invisibile agli occhi comuni.
Riportato in vita e con nuovi alleati oltre la morte, Kliff torna a Pywel deciso a ritrovare i suoi compagni e liberare Pailune dalla tirannia dagli Orsi Neri. La storia però si sviluppa anche attraverso altri personaggi (tra cui potrete passare liberamente); ad esempio potrete controllare Oongka, un enorme orco amante del combattimento, oppure passare a Damiane, un’abile guerriera, e seguirla nelle sue attività in giro per il mondo. Potreste preferire restare su Kliff per mantenere coerenza narrativa, ma in alcune situazioni il cambio è obbligatorio, senza però compromettere la storia.

Potrete anche gestire la vostra banda, i Mantogrigio, inviandoli in missione. Fin dall’inizio avrete un accampamento che potrete espandere e migliorare, trasformandolo in una vera e propria base operativa. Coltivazione, allevamento, commercio: tutte queste attività contribuiscono a farvi sentire davvero una figura importante, impegnata a ricostruire il proprio popolo.
La qualità generale della trama è buona. All’inizio però si percepisce una certa confusione tra le missioni e capire cosa stia succedendo non è sempre immediato. Il continuo passaggio tra elementi sci-fi e fantasy medievale non aiuta a mantenere coerenza. Dopo le prime ore, però, quando Kliff inizia a ricostruire i Mantogrigio, tutto diventa più chiaro e la narrazione acquista solidità. Anche i personaggi, inizialmente un po’ superficiali, col tempo prendono forma e diventano più credibili, riuscendo a suscitare simpatia o antipatia in modo naturale.
Dove si percepisce qualche limite è nella scrittura. Essendo uno studio coreano, è probabile che il gioco sia stato scritto in lingua originale e poi tradotto, ma la resa non è sempre impeccabile. Ci sono momenti molto riusciti e altri in cui dialoghi e testi risultano un po’ goffi. Non aspettatevi un’esperienza narrativa alla The Witcher, con personaggi memorabili e affascinanti.
UN VASTO MONDO ESPLORABILE
In Crimson Desert avrete la possibilità di esplorare l’intera mappa di Pywel, suddivisa in cinque regioni principali: Hernand, Demeniss, Delesyia, Pailune e la stessa Crimson Desert. Tuttavia, il vero elemento che spicca più di tutti è l’Abisso.
Gli ambienti sono incredibilmente vari: foreste, deserti, montagne, coste, campi coltivati. Ogni zona ha la sua identità e ospita popolazioni diverse, con culture plasmate da ambiente e condizioni di vita. Ci sono regni, ducati e tribù, ognuno con le proprie dinamiche politiche. Alcuni governanti si dimostrano attenti al proprio popolo, altri invece sono freddi e assetati di potere. Questo rende l’esplorazione ancora più coinvolgente, perché ogni luogo racconta qualcosa. Ed è proprio l’esplorazione il cuore del gioco. Sarete voi a decidere dove andare e cosa scoprire. Capiterà spesso di salire su una montagna, guardare l’orizzonte e chiedervi: “Posso arrivarci?”. E la risposta è quasi sempre sì.
Ogni struttura che vedete, come ad esempio una torre, un castello oppure un tempio, è realmente raggiungibile. E spesso nasconde nuove storie o missioni che vi porteranno ancora più lontano. Il tutto senza caricamenti, escludendo solo l’utilizzo del viaggio rapido, che comunque è molto veloce grazie all’ottimizzazione effettuata del team di sviluppo.
Per esplorare avete a disposizione diversi strumenti. Il cavallo, ad esempio, è gestito in modo eccellente: fluido, preciso, affidabile. Oltre a questo, potrete planare tramite abilità speciali legate all’Abisso e persino scalare quasi tutte le superfici. Fate però attenzione alla stamina: scalando o planando si consumerà abbastanza velocemente.
I comandi complessi rappresentano il primo vero ostacolo del gioco. Quando imparerete una nuova abilità, il titolo farà un buon lavoro nel guidarvi con tutorial chiari e nel farvi prendere confidenza poco alla volta…Il problema è che continuerete a sbloccare nuove combinazioni di tasti molto rapidamente e, quando sarete davanti all’enigma successivo, il gioco non vi offrirà nessun promemoria utile, lasciandovi spesso spaesati su cosa fare.
Questa mancanza di supporto durante il gameplay potrebbe dividere parecchio i giocatori: alcuni la vedranno come una sfida stimolante, altri come una fonte di frustrazione.
COMBATTIMENTO PROFONDO
In Crimson Desert il combattimento è davvero soddisfacente, ma per farlo scattare davvero dovrete investire molte ore, raccogliere numerosi Nuclei dell’Abisso e sbloccare una serie di abilità. Una volta che tutto inizia a combinarsi, la fusione tra le meccaniche tipiche degli action-RPG e le spettacolari mosse aeree, spinte di forza e combo, diventa unica e potente. Più avanti nel gioco vi troverete a combattere draghi volanti e ad usare jet pack e braccia a forma di trivella.
La varietà dei nemici è fantastica, anche se, ovviamente, ogni regione ha un roster ricorrente di avversari. Ci sono numerosissimi boss, che possono risultare estremamente ostici ed impegnativi, soprattutto nelle prime fasi di gioco, quando Kliff non è ancora abbastanza potente o non avrà ancora sbloccata l’abilità giusta per sconfiggerli. Anche se successivamente potrete controllare due altri personaggi giocabili, generalmente gli scontri con i boss principali sono sempre uno contro uno (mettendo in conto i vari scagnozzi). Un recente aggiornamento permette comunque di evocare uno dei due personaggi secondari per accompagnarvi nell’esplorazione e fornirvi un aiuto nei combattimenti più sovraffollati.

Anche qui, uno dei difetti più evidenti e persistenti di Crimson Desert riguarda i comandi: molti input servono a doppio scopo, sia dentro che fuori dal combattimento. Anche dopo ore di gioco e tanta memoria muscolare, la disposizione dei tasti continua a risultare scomoda. Al momento, purtroppo, non è possibile rimappare il controller.
Il sistema di progressione delle abilità può essere descritto come un ecosistema a sé stante, piuttosto che il classico albero di competenze da action‑RPG. Infatti la crescita del personaggio è volta all’esplorazione, alla scoperta e alla ricompensa di oggetti rari chiamati Artefatti dell’Abisso: reliquie disseminate per Pywel che si comportano come risorse da spendere per sbloccare nuove mosse e potenziamenti sui rispettivi alberi delle abilità.
Questa struttura elimina la gratificazione derivante dal semplice “livellare uccidendo mostri” e spinge piuttosto il giocatore a farsi strada nelle profondità di dungeon. Ad impreziosire il tutto c’è un tocco di originalità: alcune abilità non si comprano con punti esperienza ma si apprendono osservando NPC, combattimenti o espressioni del mondo di gioco stesso, un espediente che incentiva l’esplorazione curiosa oltre alla mera progressione numerica.
Anche il cibo è un elemento fondamentale. Forse niente è più importante che trovare un falò su cui cucinare, dato che è attraverso queste ricette che recupererete salute e spirito. Carne, pesce, verdura, frutta… potete cucinare praticamente qualsiasi cosa commestibile, e per ogni alimento esistono delle varianti che influenzano la quantità di HP recuperati. E per ogni boss fight che affronterete, l’apporto di prodotti cucinati vi potrà aiutare molto durante gli scontri.

Per quanto riguarda le prestazioni, la versione base di PS5 fa girare il gioco a 60 fps in modalità Prestazioni. Sono presenti anche una modalità Bilanciata e una Qualità, ma non ve le consigliamo. In modalità Qualità il gioco gira a 30 fps ed è così scattoso che potrebbe farvi venire subito il mal di testa. La differenza grafica tra Qualità e Prestazioni non è particolarmente evidente, quindi vi conviene puntare sul framerate più alto. La resa visiva è paragonabile a impostazioni medio-alte su PC.

Riassunto
Riassunto
Crimson Desert rappresenta un traguardo impressionante nel genere open world, offrendo una quantità praticamente infinita di cose da esplorare, attività da svolgere e nemici da affrontare. Tuttavia non è un gioco perfetto: ci sono momenti in cui la chiarezza delle meccaniche e l'aspetto user friendly di un titolo di questa portata, scompaiono. Molti giochi promettono troppo e poi deludono. Crimson Desert non è uno di questi.
Pro
Mondo immenso e impressionante Enorme quantità di contenuti di qualità Combat system che si distingue per la sua varietàContro
La mole di contenuti potrà sopraffare molti giocatori che hanno fretta di "finire il gioco" La trama non è memorabile come in altre produzioni I comandi sono troppi e a volte scomodi- Giudizio Complessivo8.5

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