Voldemort: Origins of the Heir – Una produzione italiana da 10 e lode

Di Marco "Chuck" Zanolini
17 gennaio 2018

Voldemort: Origins of the Heir è il film fan-made prodotto da una giovane casa di produzione italiana, la Tryangle Films, ispiratasi ai libri di J.K. Rowling per ricreare gli avvenimenti chiave che hanno portato il giovane studente di Hogwarts Tom Riddle a diventare il più temuto mago oscuro della storia di tutti i tempi.

Dopo diversi mesi di attesa, seguiti da teaser e trailer, finalmente il film è disponibile su YouTube. In meno di quarantotto ore il film vanta più di 6 milioni di visualizzazioni e un piazzamento ai primi posti tra le tendenze. Scritto e diretto da Gianmaria Pizzato, prodotto da Stefano Prestia, con un budget di soli 15.000 euro, Voldemort: Origins of the Heir ha riscontrato tantissimi commenti positivi in tutta la community di fan e non solo.

“L’idea era quella di trasmettere attraverso le location quella stessa epicità che Peter Jackson ci ha donato con il Signore degli Anelli. Per gli attori invece, ci siamo appoggiati a due accademie teatrali di Trento, EstroTeatro ed Emitflesti, nostre collaboratrici di lunga data.”

Fin da subito, durante la campagna di crowdfunding rivolta alla raccolta fondi, il film era già un progetto ambizioso, tanto che, durante il luglio 2016, il tutto fu sospeso momentaneamente per via di una telefonata privata con la Warner Bros. La casa di produzione cinematografica statunitense ha dato il via libera al team di Pizzato, ovviamente senza scopo di lucro.

Il film ci teletrasporta subito in un conflitto che riguarda la giovane Auror Grisha McLaggen (Maddalena Orcali), intrufolatasi in un deposito Auror del dipartimento sovietico, intenta a trovare e ottenere il cimelio forse più importante tra tutti quelli che già conosciamo, ovvero il diario di Tom Riddle, ritrovato da una squadra di ricognizione durante una spedizione.

Grisha viene presa in ostaggio dal generale Makarov (Alessio Dalla Costa), il quale provvede subito a iniettargli una grossa quantità di Veritaserum, così da ottenere quante più informazioni possibili riguardanti il suo obiettivo. Di li a poco, la giovane Auror, nonchè erede di Grifondoro, inizierà a svelare tutto il suo passato, sulla forte amicizia stretta con Lazarus Smith (Andrea Bonfanti), erede di Tassorosso, Wiglaf Sigurdsson (Andrea Baglio), erede di Corvonero e, ovviamente Tom Marvolo Riddle (Stefano Rossi), erede di Serpeverde. Le vicende narrate in questo film fan-made riguarderanno principalmente la ricerca dei cimeli appartenenti alle 4 famiglie fondatrici di Hogwarts, che ormai tutti noi conosciamo come Horcrux, passando per l’omicidio di Lazarus per mani dello stesso Tom e di quello della signora Hepzibah Smith, discendente diretta della famiglia Tassorosso, nonchè ultima posseditrice della coppa di famiglia e del tanto desiderato amuleto di Serpeverde.

“Nel film di Harry Potter e il Principe Mezzosangue tutto questo è stato in gran parte tralasciato, negando a molti fan il piacere di vedere trasposte per il cinema alcune delle scene più peculiari della saga, una tra tutte l’incontro tra Tom Riddle ed Hepzibah Smith.“

In questi cinquanta minuti di film circa, veniamo letteralmente catapultati all’interno di questo fantastico mondo. Scene studiate nei minimi dettagli, incorniciate da un clima cupo e a tratti sinistro (come deve essere), location che riprendono perfettamente lo stile a cui J.K. Rowling ci ha abituato in tutti questi anni, effetti speciali di tutto rispetto e recitazione mai sottotono. Tenendo conto del budget a disposione, questo film è senza ombra di dubbio un capolavoro, reso tale anche dall’enorme fanbase di tutto il mondo che ha apprezzato il grandissimo lavoro fatto da questa casa produttrice che, ricordiamo, è tutta italiana.



Ha studiato Architettura e Grafica Pubblicitaria. Appassionato accanito di videogame, ma anche di arte, disegno, anime, manga, viaggio, tecnologia, fotografia, calcio, palestra e chi più ne ha più ne metta. Adora quasi tutte le tipologie di gioco ma predilige gli FPS e i giochi di guida. Non ha un titolo preferito, ma a colpirlo è stato fin da subito "Metal Gear Solid". Da lì Hideo Kojima è diventato il suo idolo.