Road to Avengers: Infinity War – Segreti e curiosità di Guardiani della Galassia

Di Andrea "Geo" Peroni
24 febbraio 2018

[PREMESSA] Road to Avengers: Infinity War è una iniziativa che andrà avanti ogni sabato da qui fino al 25 aprile 2018, data in cui uscirà il più atteso blockbuster della storia dei Marvel Studios. Ogni settimana ripercorreremo virtualmente uno dei film insieme a voi, svelandovi anche retroscena e curiosità che potrebbero esservi sfuggite nel corso della visione. I film verranno affrontati in ordine cronologico di uscita. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti potrete trovarli tutti sul nostro sito.

Insieme ai canonici personaggi introdotti negli anni precedenti, Disney e Marvel Studios cercavano naturalmente vie per espandere sempre di più l’universo cinematografico. E il modo più rapido e forse indolore, per riuscire ad assicurarsi altre centinaia di potenziali storyline da affrontare in futuro, era quello di toccare ancora di più la sfera cosmica dei fumetti della Casa delle Idee, che già Thor nei suoi film aveva accarezzato restando però più adeso al contesto terrestre.

È così che nel 2012, dopo lo straordinario successo di The Avengers, la Marvel annuncia tutti i film della Fase 2 compreso una curiosa novità (oltre all’Ant-Man di Edgar Wright): Guardians of the Galaxy, un film sceneggiato e diretto da James Gunn. Una sorpresa per chiunque, ma che aveva senso considerando il bisogno di espandersi, viste le mire di Thanos e la sua  grande storyline, nello Spazio profondo verso nuove storie. Niente Inumani, dunque, che probabilmente non rivedremo mai più dopo il flop mostruoso della serie TV del 2017, e spazio a questo nuovo e scapestrato gruppo di eroi, un mix di fuorilegge, attaccabrighe, esperimenti genetici e improbabili personaggi. In un clima di tiepida accoglienza, nell’estate del 2014 (e in autunno in Italia, Dio solo sa perché) arriva al cinema la novità assoluta dei Marvel Studios, destinata incredibilmente a fare la storia.

LA TRAMA IN PILLOLE

Pianeta Terra, 1988. Il giovanissimo Peter Quill ha appena perso la propria madre Meredith (Laura Haddock), morta di un male incurabile. Fuggito per poter restare da solo con il suo dolore, viene improvvisamente rapito da un’astronave aliena che compare sulla sua testa.

Oggi. Peter Quill a.k.a. Star-Lord (Chris Pratt) è sul pianeta Morag per recuperare un misterioso manufatto, l’Orb, del quale però ignora il contenuto. Anche alcuni soldati Kree, guidati da Korath (Djimon Hounsou), sono però interessati all’oggetto, e ingaggiano una breve battaglia con Quill dalla quale il ragazzo riesce a fuggire grazie alla sua astronave Milano. Quill, avidamente interessato al denaro, decide di mentire al suo mentore Yondu Udonta (Michael Rooker), per il quale ha recuperato l’Orb, e si dirige su Xandar dove potrà vendere l’oggetto e assicurarsi una grossa somma. Come detto però l’Orb non è d’interesse solo per Quill e Yondu, ma anche per una fazione separatista dei Kree guidati da Ronan l’Accusatore (Lee Pace), che vuole vendicarsi degli Xandariani per la lunghissima guerra che ha coinvolto le due razze e che ora tutti vogliono dimenticare grazie all’armistizio. Ronan è in realtà in combutta con Thanos (Josh Brolin), perfido titano galattico che promette di aiutarlo nella sua vendetta a patto che gli consegni l’Orb, e per far sì che questo avvenga manda in aiuto del leader Kree le sue figlie adottive Nebula (Karen Gillan) e Gamora (Zoe Saldana), abilissime guerriere che non falliscono mai.

Su Xandar si incontrano proprio Quill, respinto dal compratore che credeva affidabile, e Gamora, tutti interessati all’Orb e che ingaggiano battaglia; in tutto questo irrompono anche la coppia di cacciatori di taglie Rocket Raccoon (Bradley Cooper) e Groot (Vin Diesel), che iniziano a dare loro la caccia. I Nova Corps, la forza di polizia di Xandar, arrestano tutti i combattenti, e Irani Rael, la Nova Prime (Glenn Close), li spedisce nella prigione galattica di Kyln. Qui Star-Lord si renderà conto della pericolosità di Gamora, che negli anni si è fatta centinaia di nemici tra cui anche Drax (Dave Bautista), un muscoloso umanoide che vuole uccidere Ronan per vendicare la sua famiglia rimasta uccisa tempo prima a causa sua. Grazie a Rocket e al suo (quasi) infallibile piano, tutti e 5 riescono a fuggire dal Kyln a bordo della Milano, dietro alla promessa di Gamora di aver trovato un uomo molto interessato all’Orb che può garantire una cifra incredibilmente alta e che può bastare per accontentare tutti. Si dirigono quindi tutti insieme a Knowhere, una stazione costruita nella testa di un Celestiale morto, dove fanno visita al famigerato compratore, Taneleer Tivan (Benicio del Toro), meglio conosciuto come il Collezionista. Qui finalmente scoprono il perché di tanto interesse dietro all’Orb: l’artefatto contiene infatti una delle sei Gemme dell’Infinito, quella del Potere. L’assistente di Tivan, Carina (Ophelia Lucy Lovibond) vede nella Gemma un modo per riuscire a conquistare la sua libertà, ma senza aver dato retta alle parole del suo padrone (solo particolari esseri viventi sono in grado di impugnare le Gemme senza rimanere uccisi) tocca la pietra viola e scatena il panico a Knowhere, dove nel frattempo era arrivato Ronan per intercettare il gruppo.

uagna guardiani

Il comandante Kree riesce a recuperare l’Orb con all’interno la gemma e Quill riesce a salvare all’ultimo istante Gamora lasciata a morire da Nebula nel cosmo, grazie all’aiuto di Yondu e dei Ravagers. Convinto il suo mentore e padre adottivo della pericolosità di Ronan e della Gemma, Peter prima contatta Xandar e i Nova Corps per metterli in guardia e poi riunisce i suoi più recenti compagni di avventure Rocket, Gamora, Groot e Drax, per dare vita al nuovo e affiatato gruppo dei Guardiani della Galassia, pronti a tutto per proteggerla. Nei cieli di Xandar, intanto, inizia la battaglia: l’astronave Dark Aster di Ronan, che nel frattempo ha tradito Thanos e ha deciso di tenere per sé la Gemma, arriva sopra al pianeta e inizia a devastarlo grazie al suo esercito, ma i Nova Corps si oppongono tempestivamente grazie alla segnalazione di Star-Lord, facendo finire per precipitare al suolo l’imponente nave madre sulla quale si trovavano i Guardiani che vengono protetti dal sacrificio di Groot. Sulla superficie di Xandar Ronan si prepara ad utilizzare il potere della Gemma per distruggere la vita sul pianeta, ma Quill e i Guardiani della Galassia riescono a fermarlo rubando la pietra dalle sue stesse mani. Per qualche strano motivo, infatti, Peter è riuscito a impugnare la Gemma del Potere senza riportare danni, e tutto sembra legato alla strana natura del suo ignoto padre…

Nel finale, Peter Quill e gli altri Guardiani della Galassia vengono ringraziati dai Nova Corps che decidono di dimenticare i loro crimini e lasciarli liberi a patto che vivano ora nella legalità. Rocket ritrova inoltre il suo amico di lunga data Groot, il quale sta lentamente rinascendo all’interno di un vaso proprio come se fosse una normale pianta. L’Orb, che Yondu credeva di essersi finalmente fatto consegnare da Star-Lord, viene invece conservata insieme alla Gemma su Xandar.

LA SCENA POST-CREDITI

L’antro del Collezionista a Knowhere è completamente devastato dopo i danni fatti da Carina e dalla Gemma del Potere. Buona parte della sua immensa collezione è andata distrutta o danneggiata, e alcuni esseri come il cane Cosmo si sono liberati. Concedendosi un drink per dimenticare, Tivan viene guardato da lontano da Howard the Duck (Seth Green), che si scandalizza di come il Collezionista si faccia leccare tutto il viso dal cane telepate.

CURIOSITÀ

Kevin Feige aveva bisogno di un film che espandesse il già grande universo cinematografico della Casa delle Idee, un piano extra da alternare ai Vendicatori per proporre un nuovo gruppo di supereroi frizzante e accattivante. Gli X-Men, ovviamente, erano fuori discussione (in mano alla Fox), così come i Fantastici 4, mentre per gli Inumani non era ancora giunto il momento. Arriva dunque l’intuizione di lanciare sul grande schermo i Guardiani della Galassia, un longevo fumetto Marvel ma che non ha a che fare con la storia originale del gruppo. La prima apparizione dei Guardiani è infatti datata 1969, e di questo gruppo facevano parte umanoidi ed esseri alieni provenienti dal futuro: Yondu Udonta, Stakar Ogord, Nikki, Star Astro ed altri ancora. Nel 2008 però, a seguito dell’evento cosmico Annihilation: Conquest, la Marvel decise di rilanciare completamente il gruppo inserendo personaggi dimenticati come Groot o da altre saghe come Gamora, storicamente legata ad Adam Warlock e ai suoi Guardiani dell’Infinito. Quelli che abbiamo visto al cinema, come avrete capito, sono proprio la nuova versione dei Guardiani della Galassia con alcune piccole aggiunte e differenze, come il cambiamento di Drax. Il personaggio, inizialmente, era molto differente da quello visto al cinema, e sicuramente meno divertente.

Per gli amanti delle curiosità e degli easter egg, Guardiani della Galassia ne è naturalmene farcito. James Gunn, regista che mette grande amore e passione in tutti i suoi lavori, si è divertito a inserire moltissimi riferimenti, o piccoli cameo (Nathan Fillon, ad esempio, interpreta uno degli alieni del Kyln) davvero gustosi. L’occasione di questo film fu ghiotta per iniziare a sapere qualcosa di più sulle Gemme dell’Infinito e sulle loro origini, che ci vengono narrate dallo stesso Tivan nel suo antro, ma anche per vedere da vicino finalmente Thanos, mente dietro a Loki in The Avengers, e alcuni esseri cosmici dal potere inimmaginabile come i Celestiali, un tempo portatori della Gemma del Potere. Carina Walters, assistente di Tivan, è molto differente rispetto ai fumetti: la sua controparte cartacea è infatti la figlia del Collezionista, e nella famosissima Saga di Korvac diventerà la fidanzata dell’essere che minaccerà l’intero universo. Abbiamo poi una lunghissima serie di riferimenti agli Anni ’80, come il registratore di Quill e i vari pupazzetti troll che possiede, così come anche le musiche, parte centrale del film, le parole stesse del ragazzo che si rifà a classici del cinema come Indiana Jones e i predatori dell’Arca perduta. Infine, a Knowhere, nella base di Tivan, troviamo numerosi riferimenti ai film precedenti e all’universo dei fumetti: oltre al già citato cane Cosmo, possiamo riconoscere anche i bozzoli di rigenerazione dei Sovereign, vari esseri viventi appartenenti alle razze degli Elfi Oscuri e dei Chitauri, e addirittura i vermoni spaziali di Slither, un altro film diretto da Gunn che si è voluto auto-omaggiare.

UN GIUDIZIO SUL FILM

Colorato, estremamente divertente, frenetico e di tanto in tanto davvero pazzo, Guardiani della Galassia fu una vera sorpresa perché riuscì a lanciare al cinema personaggi con un background narrativo molto povero e la cui popolarità per il pubblico dei fumetti era molto bassa. Con un incasso di oltre 770 milioni di dollari in tutto il mondo, i Marvel Studios furono talmente soddisfatti da affidare a Gunn i sequel del franchise e un controllo creatori pressocché totale sui suoi personaggi, tanto da portarlo a collaborare con i fratelli Russo per Avengers: Infinity War e il suo sequel, film in cui compariranno appunto anche i Guardiani della Galassia. Prendendo una grossa fetta d’ispirazione a grandi cult del cinema come Star Wars e Indiana Jones, tanto che il personaggio di Quill risulta indirettamente ispirato al celebre eroe interpretato da Harrison Ford, Gunn riuscì a confezionare un film grandioso in cui c’era tutto: una bella storia, l’evoluzione dei personaggi, comicità e anche momenti drammatici, dovendo però sacrificare uno degli elementi da sempre deboli per i film Marvel ossia l’antagonista principale. Mentre Thanos rimane una sorta di Palpatine degli Episodi IV e V, dove restava dietro le quinte mostrando solamente il suo volto per pochi istanti, Ronan è quello che avrebbe dovuto rappresentare la reale contrapposizione ai Guardiani e a Xandar, risultando però banale e inferiore addirittura a Nebula, altra comprimaria della quale scopriremo meglio il background nel sequel di 3 anni dopo. Poco tempo a disposizione di Pace per esprimersi al meglio, e ben poca originalità e carisma per quello che risulta essere uno dei villain cosmici migliori dell’universo fumettistico.

IL CAMEO DI STAN LEE

Stan Lee interpreta in Guardiani della Galassia un abitante di Xandar, inquadrato per pochi istanti dal binocolo di Rocket mentre è occupato a chiacchierare con una fascinorosa ragazza, venendo definito anche come un uomo dall’aspetto molto poco rassicurante dallo stesso Rocket. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio!



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.