Statik: Insitute of Retention – Provato

Di Andrea "Geo" Peroni
15 aprile 2017

Se c’è una categoria particolare di giochi che PlayStation VR può offrire, oltre agli ormai classici FPS, horror e racing game, sono i puzzle game. In questo senso, il titolo che abbiamo potuto provare pochi giorni fa all’evento Sony dedicato proprio alle future proposte per realtà virtuale sembra davvero adattarsi alla perfezione al visore, e tramite le sue intuizioni potrebbe trattarsi di un progetto davvero interessante e da tenere sotto controllo.

Parliamo oggi di Statik: Insitute of Retention, sviluppato da Tarsier Studios. Indossato il visore, in occasione del suddetto evento, mi sono subito reso conto che questo gioco, come spiegato poco fa un basilare puzzle game nel quale l’obiettivo è risolvere gli enigmi proposti nei vari livelli, potrebbe farvi spremere le meningi all’inverosimile. Partiamo con lo specificare contesto e personaggi. Impersoneremo un anonimo umano, che si è offerto di fare da “cavia” ad alcuni esperimenti sulla logica e sulle capacità intuitive da parte dell’istituto Statik. L’enigmatico Dr. Ingen, che supervisionerà tutti i nostri test, rimarrà sempre impassibile, e anzi contribuirà a farci inbufalire quando, nel momento in cui la risoluzione dell’enigma sembra allontanarsi sempre di più da noi, il malefico essere si berrà una tazza di thé alla nostra salute. Ma vai a c*****, Ingen!

L’ignaro personaggio protagonista è dunque rinchiuso nell’istituto, e Ingen lo/ci sottopone a diversi enigmi che servono a testare le nostre capacità. A dire il vero, il primo impatto è stato abbastanza problematico, per una serie di fattori che ora vi spiegherò. Per giocare a Statik, oltre al VR, serve solamente il Dualshock 4 da impugnare rigorosamente con due mani: ciò servirà anche a dare una maggiore adesione al gioco, dove il povero protagonista ha le braccia inserite e bloccate all’interno di una scatola sulla quale si trovano diversi aggeggi. La riuscita dell’enigma farà sbloccare la scatola e rilasciare una sorta di ricevuta, che un robot vicino a noi leggerà e riconoscerà (forse anche con i tempi impiegati, per eventuali classifiche online). Armati di joypad, dunque, dobbiamo iniziare a risolvere gli enigmi. L’inizio, come detto, è stato a tratti traumatico (come per il resto della stampa specialistica presente all’evento, e questo mi ha risollevato il morale).

Nei due livelli della demo che ho avuto modo di provare, ho imparato una lezione fondamentale su Statik: l’ambiente è nostro amico. Dopo aver preso confidenza con le decine di comandi della scatola, sulla quale praticamente ogni tasto del Dualshock 4 ha un effetto differente e inerente all’enigma da risolvere, la parte realmente complicata è stata dare il via al puzzle da risolvere, percorso a dire il vero non proprio intuitivo e sul quale ho dovuto ricorrere ad un aiuto esterno da parte dell’assistente al gioco presente all’evento. Per nostra fortuna, ho potuto scambiare qualche parola a margine della prova con Dave Mervik, Narrative Designer di Statik, che mi ha rassicurato sulla solidità del gioco. I due livelli da provare erano abbastanza avanzati nella “storia”, e all’inizio di essa molte delle meccaniche del titolo come sfruttare l’ambiente circostante e cogliere gli aiuti esterni sono tra le prime nozioni che ci vengono indottrinate da Ingen e compagnia durante la nostra permanenza nell’istituto.

Il gioco, che a quanto spiegato da Mervik dovrebbe occupare circa 2/3 ore di tempo per essere terminato, sembra promettere bene. L’espediente della scatola funziona e si integra alla perfezione, costringendo il giocatore a restare seduto e composto per tutto il tempo dell’enigma ma senza sacrificare le funzionalità del visore, attraverso il quale dovremo scorgere e osservare con attenzione tutto ciò che la stanza nella quale ci troviamo ci può offrire. Per atmosfere e intenti, c’è già chi lo ha definito il possibile Portal di PlayStation VR. E perché no, potrebbe davvero essere così.

Statik: Insitute of Retention sarà disponibile dal 24 aprile, e le prenotazioni sono già aperte su PS Store. Tarsier sta anche studiando e perfezionando una speciale modalità cooperativa per il titolo, e se dobbiamo essere sinceri non vediamo l’ora di scoprire come il gioco è stato ampliato.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato “videogioco” alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.