[Games Week 2015] Five Minutes Rage – Intervista agli sviluppatori

5 Minutes Rage
Di Marco "Bounty" Di Prospero
24 ottobre 2015

Durante la nostra esperienza al Games Week 2015 di Milano, abbiamo avuto la possibilità di intervistare molti sviluppatori di titoli indie, tra cui Mattia Ferrari, sviluppatore di Five Minutes Rage, un party shooter.

UAGNAChe cosa dovrebbe spingere un ragazzo di oggi ad acquistare, ma soprattutto giocare, un gioco indie piuttosto che un mainstream?

M.F: Innanzitutto gli indie cercano di fare sempre qualcosa di nuovo. Le grandi aziende tendenzialmente non rischiano, mentre gli indie per farsi notare devono creare qualcosa di nuovo e di mai visto. 

UAGNA: Che cosa spinge uno sviluppatore o designer a lavorare nel settore indie piuttosto che in grande realtà? 

M.F: Dipende dagli obiettivi che ognuno ha; alcuni sono contenti di farsi notare da grandi aziede, altri sono indie per scelta mentre altri ancora si sono staccati da una grande sfotware house per creare un proprio team ed avere più libertà. Una grande società ti costringe a fare una piccola cosa relativa a qualcosa di già fatto.

UAGNA: Le grandi aziende puntano, di fatto ad avere un profitto e quindi a standardizzare e omogeneizzare lo sviluppo per avere minor costi. Come funziona per un indie invece?

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M.F: Un indie, soprattutto se parte da zero, ha meno paura di sbagliare e si pone meno limiti; questo di fatto permette agli sviluppatori indie di creare qualcosa di mai visto prima.

UAGNA: Potresti parlarci di Five Minutes Rage?

M.F: Certo, Five Minutes rage è un party shooter game, in cui appaiono anche elementi platform. Si ha la possibilità di sparare e di utilizzare uno scudo per proteggersi. Saranno presenti molte modalità come deathmatch o rage ball, in cui avremo lo scopo di segnare nella porta avversaria. Stiamo pensando inoltre se inserire o meno l’editor, che permetterà ai giocatori di creare nuove arene di combattimento.



Sono uno studente di economia e commercio che ama passare parte del tempo libero davanti ad una console. Considero il videogioco come una forma d'arte, in grado di trasmettere valori e emozioni, che permette di "mettere in pausa" la vita stressante di tutti i giorni. Spero di poter condividere con tutti voi questa mia passione e di farvi conoscere il mondo del gaming.