Max Payne – Poliziotto in cerca di vendetta

Di Marco "Bounty" Di Prospero
11 agosto 2014

Bentornati con la nostra rubrica mensile “TOP serie videoludiche: l’evoluzione nel tempo“. Oggi ripercorreremo insieme la serie di Max Payne, sparatutto-action in terza persona sviluppato da Rockstar Games e Remedy Entertainment.

LA TRILOGIA

Il primo Max Payne, fu rilasciato il 25 luglio 2001 in esclusiva PC. Solo dopo qualche tempo il gioco in questione approdò in diverse altre piattaforme come Playstation 2 e Xbox. Il gioco fu un gran successo grazie al suo gameplay innovativo, che poteva contare in un nuovo sistema chiamato “Bullet Time“, di cui parleremo approfonditamente più tardi, ma soprattutto grazie ad una trama longeva e avvincente tanto che, proprio nel 2001, lo fece eleggere miglior gioco sparatutto in terza persona dell’anno.max_payne_artwork_fan_art_men_1366x768_77469

Squadra che vince non si cambia; questo detto si rivela essere il più azzeccato possibile per parlare di Max Payne 2: La Caduta Di Max Payne. Il secondo capitolo della serie infatti, continuò a premere su ciò che aveva stupito videogiocatori e critica, cioè il gameplay e la trama, che risultarono all’altezza del predecessore e riuscirono ancora una volta, ad assicurarsi un’alta utenza. Il gioco in questione fu rilasciato nell’Ottobre 2003 su PC, ma nel Dicembre dello stesso anno, raggiunse anche PS2 e Xbox.

Dopo l’uscita del secondo capitolo però, la serie morì, in attesa che qualcuno potesse dargli nuova vita. Dopo molti anni di attesa, Rockstar Games iniziò lo sviluppo del terzo ed ultimo capitolo della saga, intitolato semplicemente Max Payne 3. Il gioco fu rilasciato il 18 Maggio 2012 su Playstation 3 e Xbox360 e, nel Giugno successivo, raggiunse anche il PC. Nonostante l’assenza di “Max” dalla scena videoludica per molti anni, egli si rivelò ancora una volta in splendida forma.

TRAMA

Come abbiamo ripetuto più volte poco sopra, ciò che contribuì a portare in alto la serie fu, senza ombra di dubbio la trama. Questa infatti, al contrario di molti altri giochi del genere, oltre ad essere ben realizzata e con molti colpi di scena, è anche longeva e ben spiegata, con l’ausilio di video fumettistici.

Il primo capitolo della serie si apre con Max Payne, uno dei tanti agenti di polizia di New York che, una volta tornato a casa, scopre che sua moglie e sua figlia sono state assassinate da alcune persone che erano sotto l’effetto di una nuova droga chiamata Valchiria. Proprio da questo punto inizia la metamorfosi di Max Payne, che cercherà in ogni modo di farsi vendetta da solo. Dopo tre anni di ricerche, una pista porta a Jack Lupino, un malavitoso della zona. Poco dopo, il nostro agente si imbatte in una sparatoria per salvare il suo amico Alex, che lo aveva aiutato durante le ricerche. Proprio quando Alex sta per rivelare a Max nuove informazioni, viene ucciso con un colpo alla testa da una persona di cui non si conosce l’identità. La polizia crede però che l’assassino sia proprio Max, che si ritrova suo malgrado a dover fuggire. L’agente tuttavia, riesce ad avvicinarsi ad alcuni esponenti del clan di Lupino, e in particolare a Gognitti, che gli indica di dirigersi 0f74a6a38685391f021453953f1b2a81verso un night club gestito proprio da Lupino. Max quindi si reca sul posto e riesce ad uccidere Lupino e i suoi scagnozzi. Sembra che il poliziotto sia riuscito finalmente a vendicarsi ma, Mona Sax, sorella gemella della moglie di un certo Angelo Pulcinello, gli rivela che in realtà dietro al traffico di droga si trova proprio suo cognato. Mona però, nonostante l’interessante informazione, decide di drogare Max che si risveglia legato ad una sedia con uno scagnozzo di Pulcinello, Frankie Niagara. Il poliziotto riesce però a liberarsi e ad uccidere Frankie. Una volta fatto ciò, Max si imbatte in Vladimir Lem, russo e principale avversario di Pulcinello, per quanto riguarda la gestione del traffico di droga. L’agente si allea così con il russo e riesce, grazie al suo aiuto, a raggiungere e ad impossessarsi di una barca carica di armi, necessarie per portare a termine il suo lavoro. Così Max si reca da Pulcinello ma, quando si ritrova faccia a faccia con l’uomo, appaiono tre killer che lo uccidono. I tre rapiscono anche l’agente e lo portano al cospetto di Horne, colei che gestisce realmente il traffico di droga. La donna inietta una dose di Valchiria su Max in modo che questo possa morire di overdose ma, tuttavia, riesce miracolosamente a sopravvivere. Una volta risvegliatosi il nostro agente si reca sulle tracce di Horne, dovendo vedersela con molti nemici e dovendo affrontare la morte di Mona, che si sacrifica per salvare il poliziotto. Tuttavia alla fine Max raggiunge e uccide definitivamente la Horne, che aveva ordinato l’esecuzione della moglie di Max, poiché la donna aveva scoperto del giro illegale della Valchiria, che si era rivelata essere una sostanza militare utilizzata per rafforzare i soldati ma che poi, è caduta nelle mani sbagliate. Max viene arrestato ma, grazie all’aiuto del senatore Wooden, torna ad essere un poliziotto a tutti gli effetti.

Il secondo capitolo della storia si apre due anni dopo con Payne che si ritrova all’ospedale. Per capire perché l’agente si trovi lì, viene in ss_649a56eff153bd1ffe46795f5f20775b3625f96f-1920x1080nostro aiuto un flashback. Max, dopo essere stato liberato da Wooden, si ritrova a dover combattere con un nuovo clan composto da persone chiamate “ripulitori” con a capo un certo Kaufman. Durante le sue ricerche inoltre, l’agente viene nuovamente a contatto con Vladimir Lem e Gognitti che era riuscito a sopravvivere al colpo di pistola, in un punto non vitale. Inoltre Max si ritrova a lavorare anche con Mona, anche lei inspiegabilmente sopravvissuta ad un colpo alla testa. Insieme i due raggiungono ed uccidono Kaufman, ma ancora una volta, Payne si ritrova a dover fuggire dalla polizia, poiché ha collaborato con Mona, anche lei ricercata da tempo per un omicidio. Purtroppo la ragazza viene arrestata mentre Max, viene ritenuto responsabile di favoreggiamento nei confronti della ragazza. Poiché i due hanno ucciso il loro capo, i ripulitori decidono di ucciderli ma, ancora una volta Max e Mona riescono a salvarsi raggiungendo il rifugio segreto della ragazza. Tuttavia l’agente Winterson, già sulle tracce della Sax riesce a rintracciarli ma, quando sta per premere il grilletto, Max la uccide anche se quest’ultima, poco prima di esalare l’ultimo respiro, riesce comunque a sparare all’ex agente che viene colpito. Payne si trova quindi all’ospedale ed ecco quindi spiegata la scena iniziale del gioco. La storia prosegue quindi da lì con Max che si ritrova costretto a dover fuggire dall’ospedale per poter scampare all’arresto. Una volta fatto ciò Wooden contatta l’ex gente e lo informa del fatto che Vladimir fa parte di un “Circolo interno” che gestisce armi e droga, (di cui anche lo stesso Wooden fa parte) e che vuole ucciderlo. Così Max si reca sulle tracce di Lem ma si ritrova di fronte a Gognitti, da sempre rivale di Vladimir, che si ritrova legato ad una sedia imbottito di esplosivo. Payne cerca di salvare il malavitoso ma Vladimir lo fa esplodere. Così, Vlad e Max, una volta alleati si ritrovano faccia a faccia. Prima dello scontro finale si scopre che a capo dei ripulitori si trovava proprio il russo e che, per diventare l’unica persona a capo del “Circolo interno”, egli è intenzionato a uccidere Woden. Inoltre si scopre che Mona era stata assoldata dallo stesso Woden per uccidere sia Vlad che Max ma, quest’ultima non riuscì mai ad uccidere l’ex agente poiché innamorata di lui. Dopo queste rivelazioni, Vlad uccide Mona e Woden, e si rivela il vero mandante dell’assassinio della moglie di Max. In seguito ad una lunga sparatoria, Payne riesce finalmente ad avere la meglio su Vlad, uccidendolo definitivamente.

Max Payne 3 si apre circa nove anni dopo il secondo capitolo. Max è andato in pensione e ha deciso di trasferirsi a San Paolo, in Brasile. Qui diventa la guardia del corpo della famiglia Branco, insieme a Raul Passos. Durante una festa, Fabiana e Rodrigo, appartenenti alla famiglia Branco, vengono rapiti dal clan dei “Commando Sombra” ma Max, proprio come i vecchi tempi, risulta avere ancora una buona mira e riesce a salvare i due. Qualche giorno dopo Max scorta Marcelo (altro membro della famiglia) Fabiana e sua sorella Giovanna in una discoteca e, ancora una volta, i Commando Sombra fanno irruzione rapendo Fabiana. Questa volta Payne non può niente ma, per rivedere la ragazza, i rapitori chiedono 3 milioni di real. Così con l’aiuto di Passos, l’ex agente si reca allo stadio dei Galatians in cui però, le cose non vanno come previsto. Durante lo scambio infatti, un cecchino inizia a sparare ai Commando Sombra e anche allo stesso Payne, ferito ad un braccio. Tuttavia le due guardie del corpo riescono a farsi strada e a salvarsi, scoprendo che un altro clan si era presentato durante lo scambio; i Crachá Preto che sono riusciti anche ad appropriarsi dei 3 milioni di real. Dopo questo avvenimento si ha un flashback in cui si capisce come Max e Passos siano diventati amici. Payne si trova in un bar in New Jersey a bere quando Tony De Marco, figlio del malavitoso Anthony De Marco entra con una pistola intento a colpire Max. Proprio a questo punto interviene Passos in suo aiuto che lo salva. Tuttavia in seguito Tony torna con i suoi scagnozzi e Max lo uccide. Così l’ex agente e Passos si ritrovano a dover fuggire dal clan mafioso. Tornati nuovamente in Brasile nel presente, Passos e Max continuano la loro missione per portare in salvo Fabiana. Secondo alcune indiscrezioni la ragazza è tenuta su una barca. Le due guardie del corpo iniziano quindi l’inseguimento ma, proprio quando stanno per raggiungere Fabiana, la loro barca si rompe. Ancora una volta i Commando Sombra hanno avuto la meglio. Mentre Max è tornato a riferire l’accaduto a Rodrigo Branco, l’edificio in cui si trovano viene attaccato dai  maxpayne3_008Crachá Preto. La guardia del corpo così, cerca di proteggere Rodrigo ma, mentre si trova in un’altra zona, egli viene assassinato nel suo ufficio. Tuttavia Max scopre che i Crachà Preto volevano uccidere proprio lui e non Rodrigo. Payne non ha tempo di pensare a ciò che è appena successo. Infatti, egli scopre che Fabiana è tenuta in ostaggio in una favela, controllata dai Commando Sombra. Una volta raggiunta la casa in cui si trova la ragazza, scopre che sono tenuti prigionieri anche Giovanna e Marcelo, insieme ad una borsa piena di soldi, il che fa presumere che probabilmente i due avevano cercato di salvare Fabiana pagando un nuovo riscatto. La situazione degenera e il capo dell’organizzazione criminale uccide Fabiana e Payne viene colpito e cade svenuto. Una volta risvegliatosi torna alla ricerca dei due sopravvissuti ma, quando si trova sul procinto di salvarli, Marcelo viene bruciato vivo. Max tuttavia riesce a portare in salvo Giovanna, che si scopre essere ragazza e futura moglie di Passos, nonché in attesa di un figlio. Durante la fuga i due si ritrovano a dover fare i conti anche con i mercenari dell’U.F.E. che stanno facendo piazza pulita dei Commando Sombre nella favela, lasciandone solo alcuni in vita come prigionieri. Dopo aver attraversato una stazione di autobus i due riescono finalmente a mettersi in salvo. A questo punto Max viene aiutato da un poliziotto brasiliano, Da Silvia, che informa l’ex agente che Passos era venuto appositamente in quel bar in New Jersey, proprio per incontrarlo e che aveva saputo l’indirizzo da Marcelo. Max è sempre più confuso ma Da Silva lo conduce in un grosso edificio in cui entrano persone che poi non escono più. Payne inizia ad indagare e scopre che all’interno si uccidono le persone per contrabbandarne gli organi. A capo dell’organizzazione si trova Victor Branco, fratello di Rodrigo, con l’aiuto dei Crachà Preto che ha ordinato l’uccisione degli altri componenti della famiglia, compreso lo stesso Rodrigo. Da Silva conduce a questo punto Max all’interno del distretto di polizia degli U.F.E., anch’esso in accordi con Victor. Qui uccide il sicario di Becker (a capo dell’U.F.E.), cioè colui che ha ucciso Rodrigo su comando di Victor. Infine l’ex agente si reca all’aeroporto dove uccide Becker e gambizza Victor, dopo aver fermato l’aereo su cui stava per fuggire.

GAMEPLAY E GRAFICA

Il gameplay di Max Payne rivoluzionò parte di quello che già si era visto in altri titoli dello stesso genere. La maggior innovazione che venne apportata fu senza dubbio il così detto “Bullet Time“, ovvero un sistema che permetteva a Max di sparare a rallentatore in modo da prendere più facilmente la mira e da schivare i proiettili nemici. Inoltre durante il Bullet Time, Max ha la possibilità di lanciarsi e sparare sia in avanti che indietro, ma anche lateralmente. Questa meccanica tuttavia non rende affatto il gioco più semplice in quanto le possibilità di essere colpiti sono comunque alte e in quanto la durata di tale effetto è limitato. In Max Payne 3 tuttavia, il Bullet Time è leggermente più duraturo rispetto ai capitoli precedenti ma questo non snatura affatto quanto visto precedentemente poiché al contrario degli altri due capitoli, in cui il Bullet Time si ricaricava automaticamente, qui si ricaricherà solo uccidendo i nemici o durante le d54amqcsparatorie. Inoltre, sempre nel terzo capitolo della serie, Max avrà la possibilità di salvarsi da un colpo critico che rischia di farlo morire; infatti, una volta colpiti si avrà una scena rallentata in cui dovremo uccidere il nemico che ci ha sparato e, così facendo, ci verrà somministrato automaticamente un antidolorifico, sempre che sia presente nel nostro inventario. Inoltre con Max Payne 3 sono state apportate diverse migliorie come l’introduzione di un sistema di copertura che ci consente di proseguire nel gioco anche senza l’utilizzo del sopra citato Bullet Time. Questo ci consentirà quindi di percorrere le varie sezioni di gioco a seconda del nostro stile di gioco; più ragionato e strategico o più diretto. Infine va aggiunto che gli sviluppatori hanno deciso di andare controcorrente rispetto ai tempi attuali decidendo di lasciare la barra di salute, proprio come i vecchi capitoli, rendendo il gioco più difficile e più godibile. La nostra salute infatti si ricaricherà solo con l’utilizzo di antidolorifici che non sempre saranno facili da trovare.

Per quanto riguarda le armi da fuoco disponibili, queste sono molte e varie. Sarà infatti possibile impugnare pistole, uzi, fucili a pompa, fucili d’assalto e fucili di precisione, oltre a granate e molotov.

Il motore grafico utilizzato per la realizzazione dei primi due capitoli è il MAX-FX, mentre quello utilizzato per Max Payne 3 è una rivisitazione di quelli utilizzati per GTA IV e Read Dead Redemption. Naturalmente Max Payne 1 e 2 non possono essere paragonati a livello grafico con Max Payne 3, che risulta essere nettamente superiore a causa dei quasi 10 anni di distanza tra le rispettive uscite. Tuttavia, al momento dell’uscita del primo Max Payne, questo risultava avere una grafica veramente ben fatta anche se probabilmente, rivedendola oggi, ci potrebbe scappare un sorriso, soprattutto per quanto riguarda il volto di Max. La grafica del terzo capitolo della serie invece, risulta essere tutt’ora una gioia per gli occhi, grazie ad un sistema di illuminazione ben congeniato e a delle ambientazioni dallo stile noir e dark che contribuiscono a farci immergere all’interno della storia.

CONCLUSIONI

Abbiamo ripercorso la storia di Max Payne, una delle migliori serie del genere sparatutto in terza persona. La serie è riuscita ad affermarsi grazie ad una trama coinvolgente e longeva e grazie ad un gameplay innovativo che ha visto per la prima volta in assoluto l’introduzione del Bullet Time, meccanica che è poi stata ripresa e modificata da altri giochi del genere come ad esempio Stranglehold. Un altro aspetto che ha reso celebre la serie è senza dubbio il personaggio stesso, Max, un uomo carismatico che da semplice poliziotto, rinnega tutta la sua esistenza per vendicarsi dell’uccisione della sua famiglia, lasciandosi andare nell’alcool senza tuttavia perdere lucidità, e tenendo sempre in mente il suo obiettivo primario, la vendetta.

 

 

 

 

 

 



Sono uno studente di economia e commercio che ama passare parte del tempo libero davanti ad una console. Considero il videogioco come una forma d'arte, in grado di trasmettere valori e emozioni, che permette di "mettere in pausa" la vita stressante di tutti i giorni. Spero di poter condividere con tutti voi questa mia passione e di farvi conoscere il mondo del gaming.