Giornalista de La Stampa si scaglia contro i videogiochi e i videogiocatori

uagna videogame
Di Andrea "Geo" Peroni
24 marzo 2018

Sta facendo molto discutere in queste ore l’intervento di una giornalista del quotidiano La Stampa che si è a dir poco scagliata contro il nostro medium preferito: i videogiochi. Agli attacchi contro il prodotto ludico per eccezione di chi bazzica da queste parti, siamo ormai abituati: ricordiamo recentemente il TG 4 che accusò Assassin’s Creed: Unity di essere un simulatore di attentati al Louvre, o ancora il Presidente degli USA Donald Trump che ha attribuito a film e videogiochi la dilagante violenza nel Paese degli ultimi mesi.

La giornalista Maria Corbi, nella rubrica La risposta del cuore, si dedica a rispondere a lettrici e lettori con problemi, come avrete potuto capire, sentimentali. Cuori affranti, amori finiti, ma anche situazioni non facili, nelle quali appunto le persone vanno in cerca di suggerimenti e aiuti da parte di qualcuno. Nella giornata di giovedì, la lettrice Amaranta ha esposto alla Corbi la sua difficile situazione: l’uomo di cui è (anzi, era) innamorata, di circa 40 anni, non aveva un lavoro, si impegnava molto poco e passava molto del suo tempo a leggere fumetti e a giocare con la playstation (rigorosamente senza maiuscole, perché siamo ancora nel 1995 e la playstation è un concetto, non un marchio, ndr.). Amaranta si chiede quindi se il suo sia un bisogno di andare alla ricerca di uomini più maturi, almeno dal suo punto di vista.

E al termine della lettera della lettrice, inizia la risposta – o delirio, come hanno scritto alcune testate – della Corbi. Stando alle sue parole, infatti, un uomo vero, fatto e finito è colui che non ha più tempo per la playstation (rigorosamente senza maiuscole, ancora una volta), che preferisce l’amore al joystick (si chiamerebbe joypad, in quanto il joystick è un altro tipo di device oppure un piccolo componente del joypad, ma sorvoliamo) e che sa quali sono le cose importanti nella vita. Per citare testualmente la risposta, ecco un estratto abbastanza significativo del pensiero della Corbi:

“[…] Il problema come sempre è trovare quello giusto. E direi che hai ragione, un ragazzo che passa tutto il suo tempo alla playstation o davanti ad altre realtà virtuali va evitato e inserito nella categoria «c…» (componi tu la parola come credi). Ma ne esistono di «normali» per fortuna, uomini giovani che preferiscono la presenza fisica a quella social e che invece di intasarti il telefono di WhatsApp scelgono la rivoluzionaria strada del telefono per comunicare con te. […]”

Non finisce qui, perché a quanto pare la risposta della Corbi era ben più totalitaria nella sua prima pubblicazione. Il sito PlayStation Bit afferma infatti che prima delle varie revisioni che si sono susseguite nelle ore, la giornalista aveva addirittura proposto di mettere fuori legge la playstation (rigorosamente senza maiuscole).

Con la speranza che il nostro commento possa far riflettere chi ancora non ha ben compreso i meccanismi di un medium così importante come i videogiochi, e chi ancora crede che questi siano solo il male del mondo, ci limitiamo ad un: complimenti per la risposta matura. Sono proprio queste le opinioni di cui il mondo ha bisogno al giorno d’oggi: i videogiochi sono il nuovo Satana.

Fonte



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.