Recensione Gran Turismo Sport – Si sfreccia nella rete

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
2 novembre 2017

In occasione del suo ventesimo compleanno, Gran Turismo è tornato. Finalmente il racing di Polyphony Digital si mostra su PlayStation 4 con una nuova offerta video ludica. Yamauchi-san, ha deciso infatti di scegliere una strada diversa con questo capitolo. Il titolo magari ve lo farà intendere: Gran Turismo Sport.

Ebbene, il developer giapponese ha focalizzato l’esperienza di gioco di questo nuovo titolo sulla componente online ed in particolare sull’eSport.

Per questo vi anticipiamo che la recensione che andrete a leggere non sarà del tutto “completa”, poiché il gioco è stato progettato per essere una sorta di campionato online vero e proprio, con l’aggiunta di gare e auto nel corso dei mesi a venire. Inoltre dovreste tenere a mente che se la vostra PS4 non è costantemente collegata ad internet potreste perdere gran parte delle funzioni del gioco in quanto non accessibili. Se poi non vi piace gareggiare contro altri esseri in carne ed ossa in rete,  beh la vostra esperienza in GT Sport sarà abbastanza breve. Non fraintendeteci però, codesti non sono aspetti negativi ma “alternativi” di un titolo sim racing. Scopriteli insieme a noi all’interno della recensione di GT Sport.

Versione provata: PlayStation 4

BYE BYE CARRIERA

Accendiamo il gioco e dopo aver assistito alla classica intro da pelle d’oca in stile GT, il menù principale vi bombarderà di informazioni, mettendo sempre e comunque in evidenza una cosa: l’auto. Diciamo che un appassionato di veicoli a quattro ruote, come il sottoscritto, è rimasto circa un quarto d’ora ad ammirare le auto e le informazioni passare a schermo (eh si avevo già delle auto nel garage perché ho giocato tutti i giorni in cui la beta era disponibile).

Da qui però si può notare il cambio di direzione fatto dalla serie che è ancora da appurare se sia definitivo oppure transitorio, un po’ come è successo con l’episodio Prologue di GT5. Dalla canonica modalità Arcade da 38 gare sbloccabili progressivamente all’aumentare del livello pilota, si passa ad una modalità Campagna che di per sé ha eliminato in tutto e per tutto la carriera offline. Quest’ultima infatti non è presente ed è stata rimpiazzata da tre tipi di attività: Accademia di Guida, della Sfida Missioni e dall’Esperienza sul Circuito, che servono a prepararvi per la nuda e cruda competizione online.

L’ Accademia di Guida sostituisce le vecchie patenti, facendovi affrontare 48 diverse lezioni a bordo di altrettante differenti vetture. In Sfida Missioni invece potrete affrontare 64 sfide che vanno da gare complete e eventi monomarca, su sterrato, endurance su 15 o 30 giri con l’eventuale consumo di gomme e benzina. Nell’Esperienza sul Circuito infine si potrà imparare a padroneggiare il tracciato sfruttando i cordoli e le traiettorie più congeniali, con sezioni specifiche oppure giri completi. Questi, in sordina, sono i contenuti che saranno disponibili nel single player. Servono molto per imparare a “stare in pista” ma durano molto poco, rispetto ai precedenti GT. Saranno inoltre molto utili per salire livello, poiché la progressione personale del giocatore è affidata a crediti, punti miglia accumulati ed esperienza maturata in pista.

SI CORRE IN RETE

Il cuore pulsante del gioco è la modalità Sport, al suo interno troverete gare quotidiane e campionati in cui vi metteranno contro ad altri giocatori, e con il passare dei giorni verranno aggiunti sempre più contenuti. Infatti dal 4 novembre, avranno inizio le prime stagioni con i campionati Polyphony, monomarca e di livello avanzato, che faranno da apripista con i campionati ufficiali in collaborazione con la FIA. Questi ultimi, molto pubblicizzati nei mesi scorsi, sbloccheranno premi a livello locale e nazionale fino ad arrivare a quanto visto con GT Academy qualche anno fa, con vere e proprie gare dal vivo.
Inoltre la modalità Sport si basa su 2 parametri che poi andranno ad influire il sistema di matchmaking: velocità e sportività.
La Classificazione Pilota (CP) è legata alla sua velocità, cresce ottenendo risultati positivi e va dalla classe E alla classe S. Mentre la Classificazione Sportività (CS) monitora il comportamento del pilota: fare gli scorretti andrà a nostro sfavore in tutti sensi, sia durante la gara effettiva che nelle gare successive. Tuttavia questo sistema deve essere assolutamente perfezionato, perché è facile ritrovarsi in situazioni in cui non si ha colpa, ad esempio in mischie alla prima curva, si perdono punti anche se il tamponamento non l’abbiamo innescato noi.
Ciascuna gara avrà delle regole delineate, non si potrà quindi impostare il livello dei danni, l’usura delle gomme o il consumo del carburante.

DIMMI COME GUIDO 

Abbiamo provato Gran Turismo Sport con un Thrustmaster T300RS completo di pedaliera e cambio.

Il modello di guida rimane quello solido della serie, con alcuni ovvi cambiamenti. Il peso delle diverse auto si percepisce facilmente, soprattutto nelle frenate e negli inserimenti in curva; ogni vettura ha una propria guidabilità, specialmente se verranno tolti gli aiuti, con una risposta molto realistica in fase di sovrasterzo e controsterzo. Ovviamente non siamo di fronte ad una simulazione corsistica pura, il termine “Real Driving Simulator” è ormai associabile ai capitoli del passato, periodo in cui la serie non aveva tutta questa concorrenza. Possiamo definire GT Sport un “sim arcade” con una buona scalabilità, adatta a tutti.

Una grande mancanza è il sistema di danni: quelli estetici sono visibili solamente con qualche graffio o piccola ammaccatura, mentre i danni meccanici non vi costringeranno mai al ritiro, perderete potenza e controllo ma riuscirete comunque a tornare ai box. Inoltre i danni non sono disponibili nella Campagna single player e al momento in modalità Sport, presenti invece nelle partite personalizzate e si spera in eventi futuri. L’intelligenza artificiale delle altre auto rimane abbastanza immobile nel proseguimento delle gare, con piccoli errori qua e la. Le opzioni di personalizzazione delle vetture sono quelle tipiche della serie, con una messa a punto certosina per ogni auto. Purtroppo non è presente il modding, scordatevi di pompare le vostre auto con motori, scarichi o centraline più potenti.

Per quanto riguarda la modalità VR, Polyphony è riuscita a dare la sensazione di trovarsi proprio all’interno di un’auto riguardo ai dettagli e soprattutto a non far vomitare il sottoscritto. Infatti con Driveclub VR il motion sickness percepito è stato decisamente superiore, mentre con GT Sport anche dopo 3-4 giri tirati in pista, la sensazione di nausea è stata pressoché nulla. Peccato che la modalità VR sia limitata solo ad alcune auto e sfide con un’altra auto governata dalla CPU.

FATTI FARE UNA FOTO

La cura per le auto è sempre stata uno dei cavalli di battaglia della serie Gran Turismo e anche in questo titolo Kazunori Yamauchi non si è smentito. Tra l’altro lo sviluppatore giapponese il 17 ottobre è stato insignito della Laurea Magistrale Honoris Causa in Ingegneria del Veicolo, presso l’università di Modena. Questa è la prima volta che un developer di videogiochi riceve un riconoscimento del genere, il suo merito è stato di far appassionare alla guida virtuale oltre 70 milioni di utenti tramite il suo valore didattico.

Chiusa questa breve parentesi, parliamo della straordinaria definizione delle auto con una cura maniacale per gli esterni tanto quanto per gli interni. Il fotorealismo e l’illuminazione globale delle vetture vi lascerà a bocca aperta. Questa definizione viene sublimata nella modalità Panorami, con oltre 1000 foto catturate nei luoghi più belli de mondo, in cui si potrà inserire da una a tre macchine e scattare come se non ci fosse un domani. Quella che ci ha stupito è l’adattabilità delle auto a livello di illuminazione una volta inserite nella scena fotografica. Per non parlare dei vari filtri ed effetti con cui si potrà modificare lo scatto.

Un ottimo lavoro è stato fatto anche sul fronte del sonoro, cambiando visuale è possibile sentire la diversificazione del motore sulle auto, oltre che il tipo di trasmissione e altri piccoli particolari.

PUNTI DI FORZA 

  • Graficamente eccellente
  • Migliorato il modello di guida e la sua scalabilità
  • La modalità Sport è la strada giusta per il multiplayer online

PUNTI DEBOLI

  • Pochi contenuti single player
  • Sistema di danni quasi inesistente
  • Occorre bilanciare le penalità

Gran Turismo Sport è un cantiere aperto, un distaccamento dai canonici contenuti della serie che punta tutto sull’eSport online. Una scelta coraggiosa che verrà premiata solo dal tempo, visto che i contenuti verranno aggiunti di mese in mese. Il modello di guida risulta molto divertente, adattabile ad ogni persona che vuole affacciarsi per la prima volta alle corse oppure è un maniaco dell’asfalto virtuale. Di certo non è un simulatore di guida puro, ma riesce a tenere incollati allo schermo per migliorarsi sempre più ad ogni giro. Dispiace per il sistema di danni obsoleto e per il numero minore di auto (165) che a detta degli sviluppatori verranno inserite in futuro. GT Sport resta quindi un cantiere aperto, un cantiere però in cui vale la pena correre.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.