Recensione Mirror’s Edge Catalyst – Specchi non perfetti

Di Diego "Lanzia" Savoia
13 giugno 2016

Chi è Faith? Quali tragiche vicende l’hanno accompagnata fino ad ora? Perché agisce in questo modo? Sono alcuni dei numerosi interrogativi che spontaneamente ci passano per la testa al primo approccio con Mirror’s Edge Catalyst, il nuovo capitolo di DICE ed Electronic Arts, e che troveranno risposta solamente proseguendo nel gioco. Come potrete capire attraverso questa recensione, infatti, non sono soltanto lo stile di gioco e la grafica a trascinarci all’interno degli episodi della campagna singleplayer, ma anche la trama gioca un ruolo fondamentale.

Nota – Versione provata: PlayStation 4

FUORI DI PRIGIONE

La prima parte del gioco ci ha permesso di ripassare ciò che avevamo già appreso grazie alla beta di qualche settimana fa, con la nostra Faith che finalmente può uscire di prigione e incontrare di nuovo la “famiglia” di Runners, ossia i corrieri di informazioni che vivono e si muovono esclusivamente sui tetti della città di Glass, ormai sottomessa al regime spietato del Conglomerato e pattugliata dalle guardie della Kruger-Sec. Ma la versione di prova era un semplice assaggio della vera potenzialità di Mirror’s Edge Catalyst, soprattutto in termini di trama: i numerosi flashback, diluiti attraverso le varie missioni principali e uniti agli episodi del presente, ci catapultano all’interno delle vicende che hanno segnato la vita della protagonista, permettendoci così di eliminare quella patina che offusca alcuni aspetti della vita di Faith.[inline_related_posts]

Attraverso l’intera città, infatti, troviamo fin da subito numerosi personaggi che, al nostro passaggio, ci parlano citando personaggi conosciuti da Faith ma non da noi giocatori: un esempio che subito mi salta alla mente è la frase “Dogen aspetta che gli saldi il debito, Faith” pronunciata da una sconosciuta donna appena fuori dal nostro rifugio sui tetti. Ma sul momento non sappiamo chi sia Dogen, e tutto verrà chiarito solo più avanti (o leggendo il fumetto “Mirror’s Edge Exordium”, come ci consiglia il gioco). In ogni caso, la trama viene pian piano ricomposta, e tutte le parti del puzzle vengono avvicinate e fatte combaciare in modo da farci comprendere la vita della ragazza protagonista.

Mirror's Edge Catalyst

MODI ALTERNATIVI PER MUOVERSI IN CITTÀ

Un ulteriore aspetto già anticipato nell’anteprima ma consolidato poi nella versione finale del gioco riguarda la città di Glass. Se nella beta ci sembrava già abbastanza estesa, ci sbagliavamo di grosso: in Mirror’s Edge Catalyst possiamo muoverci sui tetti di una città veramente enorme fino a spaziare nei sotterranei, a mio avviso più intriganti in quanto ricchi di marchingegni movibili che dovranno essere utilizzati necessariamente per spostarsi da una parte all’altra.

Il sistema di movimento attraverso l’intera mappa è ora completamente accessibile: oltre al classico stile “parkour”, potremo sbloccare alcuni strumenti indispensabili per esplorare determinate zone della città e per ottenere certi collezionabili, altrimenti irraggiungibili. In primis, tra questi, troviamo un rampino che ci permetterà sia di dondolarci nel vuoto aggrappati a dei saldi appigli (o almeno si spera!) sia di elevarci a piani superiori della mappa utilizzando la corda come ascensore. Inoltre, è presente una funzione di “viaggio rapido” che, vedrete, tornerà davvero utile proseguendo la storia ed esplorando nuove parti della città: invece di saltare e correre per cinque minuti al fine di arrivare dall’altro capo della mappa, potremo selezionare il rifugio più vicino al punto da raggiungere e teletrasportarci lì in pochi secondi.

Continua nella prossima pagina…

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Appassionato di tutto ciò che riguarda la tecnologia, il suo interesse spazia in particolare nel mondo dei videogiochi e dell'informatica. Ama ogni genere videoludico, ma predilige i giochi d'azione e le avventure grafiche.