Recensione Nioh – Dal Giappone con furore

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
23 febbraio 2017

Negli ultimi mesi abbiamo assistito all’uscita di alcuni titoli ormai divenuti delle leggende metropolitane per quanto riguarda il loro sviluppo, Final Fantasy XV e The Last Guardian. Ad aggiungersi al gruppo vi è Nioh, gioco annunciato nel 2004 come esclusiva PlayStation 3, progetto avviato da Kou Shibusawa, odierno CEO di Koei Tecmo, rimasto in sospeso per anni, per via di molteplici incertezze sul proprio genere e un passaggio alla next gen che ne ha compresso il completamento.

Per sua, e nostra, fortuna la presa in carico da parte di Team Ninja si è dimostrata una scelta azzeccata, Hayashi e la sua squadra hanno saputo dare un’identità al gioco, utilizzando un genere che è riuscito a raccogliere molti estimatori negli ultimi anni, l’action RPG hardcore. Il capostipite ovviamente, come la maggior parte di voi saprà è Dark Souls, ma vogliamo mettere subito le cose in chiaro: Nioh non è stato creato per essere una copia dei Souls, ne prende alcuni aspetti ma se ne differenzia in molti altri, scoprite nelle nostra recensione quali sono le sue unicità e le sue nuove caratteristiche.

Versione provata: PlayStation 4

SAMURAI OCCIDENTALE

Nioh è ambientato in una versione dark-fantasy del Giappone del 1600, nel periodo di guerra civile che precede lo shogunato di Tokugawa e l’inizio del periodo Edo. Il protagonista è William Adams un marinaio britannico  che viene separato dal suo spirito dopo essere stato rinchiuso nelle prigioni della Torre di Londra. Il potere della “fata” a lui legato viene infatti ritenuto una risorsa molto importante da Edward Kelley, un oscuro alchimista che vuole appropriarsi delle pietre magiche Amrita, presenti in Giappone. Il nostro soldato dai capelli dorati partirà quindi alla volta della terra nipponica, per recuperare la sua compagna e sventare il piano di Kelley, divenendo a tutti gli effetti uno dei pochi samurai occidentali.

Il gioco seguirà le vicende legate a William, mescolando i personaggi storici alla mitologia della Terra del Sol Levante, tra questi i demoni chiamati yōkai

Nonostante lo spunto narrativo sia molto interessante, la trama non riesce a convincere del tutto, dando la sensazione che alcuni momenti non abbiano una connessione tra di loro, con il nostro samurai che viene sbalzato qua e là a liberare le regioni dagli yokai, nell’attesa che la sua nemesi faccia la sua apparizione. Tuttavia l’atmosfera dark-fantasy unita al folklore degli esseri demoniaci del Giappone feudale farà passare in secondo piano le lacune della trama, facendo cadere letteralmente il giocatore all’interno dell’ambientazione.

A CHI HAI DATO DEL SOULSLIKE?

Come già anticipato nelle righe precedenti, Nioh è in tutto e per tutto un action RPG hardcore, che ha alcune similitudini con la serie creata da From Software, spazi stretti, mostri che se presi alla leggera vi mandano all’altro mondo in un nano secondo e soprattutto il fattore morte come parte integrante del gameplay. Tutto questo può essere ricondotto al genere “soulslike”, ma l’esclusiva PS4 creata da Team Ninja offre qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo a livello tattico e di combat system.

Quest’ultimo prevede l’utilizzo di tre impugnatore (Alta, Intermerdia e Bassa) delle varie armi a disposizione: katana, doppia katana, lancia, ascia e kusarigama. Ognuna delle posizioni permette di eseguire movenze molto diverse per velocità, traiettorie e danno, che vanno ad adeguarsi con il tipo di nemico che si ha di fronte. In aggiunta vi sono i classici attacchi leggeri e pesanti, conditi con delle combo per affettare i nemici nel modo più brutale possibile. William in ogni momento avrà a sua disposizione nell’equipaggiamento due armi da mischia e due armi a distanza, tra cui archi, fucili e schioppi in grado di spazzare via i nemici dalla distanza, con un sistema di mira manuale ben preciso e calibrato.

Come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, ogni azione di combattimento, corsa o schivata richiede un consumo della stamina del protagonista, in questo caso Ki. Sarà molto importante non rimanerne a secco di Ki, onde evitare che la totale impotenza contro i nemici durante la pausa per il suo recupero. Viceversa anche gli avversari (boss inclusi) saranno provvisti di una barra del Ki visibile, che funzionerà come quella di William, il cui esaurimento permetterà di mettere eseguire combo ed esecuzioni finali. Per evitare di rimanere senza stamina mentre si sferra una serie di colpi, è stata aggiunta una feature tipicamente spirituale denominata Ritmo Ki, subito dopo aver sferrato un colpo, il nostro samurai verrà circondato per un momento da un’aura azzurra e, premendo il dorsale R1 con la giusta tempistica si potrà recuperare immediatamente una certa quantità di Ki, così da poter eseguire altre mosse oppure allontanarsi dal nemico prima che contrattacchi.
Eseguire correttamente questa tecnica permetterà inoltre di emettere un’energia purificante in grado di annullare gli effetti negativi emessi dall’aura degli yokai, che blocca temporaneamente la rigenerazione del Ki.

ARMI, BAGAGLI e LIVELLI

Un altro grande plauso al team di Hayashi va fatto sull’enorme quantità di armi, oggetti ed equipaggiamenti disponibili nel corso dell’avventura. Ognuno di questi avrà il proprio livello di qualità, statistiche peculiari, bonus extra e un peso che andrà ad incidere sulla mobilità di William. In aggiunta raggiungendo il fabbro nell’HUB principale avremo a disposizione una forgia per smontare, vendere e riforgiare con nuove abilità le armi e le corazze in nostro possesso.

Sconfiggendo i  nemici e completando le missioni guadagneremo Amrita, frammenti spirituali utilizzabili come valuta di potenziamento delle caratteristiche del protagonista: Cuore, Corpo, Energia, Forza, Destrezza, Abilità e Spirito. Da menzionare la possibilità di creare gadget ed incantesimi grazie all’abilità Ninja e Magia Onmyo e soprattutto la personalizzazione degli Spiriti Guardiani, animali mistici con ognuno il proprio bonus specifico e potere speciale.
Accumulando Amrita nei combattimenti, sarà possibile attivare la modalità Arma Vivente, una tecnica che infonde il potere dello Spirito Guardiano equipaggiato all’interno della propria arma e che permette di eseguire mosse uniche con danni aumentati.

Parlando di level design Nioh presente una struttura a missioni singole, a differenza della concatenazione delle ambientazioni dei Souls. Per proseguire la storia principale bisognerà quindi ripulire le aree dai nemici, aprire scorciatoie e annientare i boss, con la possibilità di fermarsi in determinati checkpoint chiamati Santuari. Tutto ciò si traduce in una maggiore diversificazione dei livelli in termini di design e ambientazioni. La stessa cosa non si può dire per le missioni secondarie o crepuscolari, trattandosi di riproposizioni alle volte parziali o invertite delle stesse aree già visitate, con richieste e mostri diversi.

Per quanto riguarda l’online vi sarà la possibilità di evocare un altro giocatore per completare una missione o unirsi ad altri utenti casuali. Da metà gioco in poi, inoltre, verrà sbloccata una funzionalità a fazioni che sarà sicuramente la base del PvP.

Infine sul lato tecnico gli sviluppatori hanno deciso di implementare tre modalità di visualizzazione: Azione, Cinema, Cinema a frame rate variabile. L’unica opzione che al momento non da problemi è la Action Mode, perché il frame rate del gioco in alcuni frangenti non rende e al massimo e quindi le altre due opzioni ne risentono maggiormente. Attendiamo una patch correttiva in futuro.

PUNTI DI FORZA

  • Combat system profondo e variegato
  • Molto longevo nella campagna
  • Ambientazione e demoni del Giappone feudale spettacolari

PUNTI DEBOLI

  • Comparto tecnico non eccelso
  • Trama a volte dislocata

Riuscire a creare un action RPG prendendo spunto da alcuni elementi della serie Dark Souls senza esagerare ed implementare delle vere proprie innovazioni al combat system, non è cosa da tutti. Team Ninja con Nioh getta le basi per una serie che avrà sicuramente la strada spianata, con ambientazioni suggestive del Giappone feudale del 1600 e una mitologia demoniaca che riesce a catturare il giocatore in tutto e per tutto. Qualche imperfezione tecnica e ripetitività delle missioni secondarie passano in secondo piano di fronte a questo titolo dalla grande personalità.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.