Recensione LEGO Dimensions – Multiverso is the way

lego dimensions recensione
Di Andrea "Geo" Peroni
17 settembre 2016

A poco più di due mesi, ci ritroviamo a scrivere una nuova recensione dedicata ai mattoncini più famosi del mondo. Dopo LEGO Star Wars: Il risveglio della Forza, infatti, Traveller Tales decide di non abbassare la guardia e di non concedersi un momento di pausa, rilasciando il toys-to-life LEGO Dimensions. Piccola precisazione: il gioco arriva da noi, in Italia, con grandissimo ritardo. Disponibile da circa un anno in gran parte del mondo, LEGO Dimensions disertò infatti l’appuntamento con il Bel Paese, lasciando l’amaro in bocca a tutti i giovani (ma anche a quelli più cresciuti) fan che scorgevano nell’inedito titolo una possibilità mai esplorata fino a quel momento: un unico, grande universo narrativo nel quale vengono convogliati i più disparati franchise, da Il Signore degli Anelli a Ghostbusters, passando per decine e decine di prodotti di intrattenimento. Esperimento già tentato (con successo) dal defunto Disney Infinity, ma non per questo LEGO Dimensions merita di essere tralasciato. Vediamone pregi e difetti nella nostra recensione.

Versione provata: PlayStation 4

UNIVERSI IN SUBBUGLIO

La tribolata avventura di Batman, Wyldstyle e Gandalf il Grigio (e mettiamoci pure la povera Batmobile, contenuta nello starter pack) inizia quando alcuni misteriosi portali dimensionali si aprono nei loro rispettivi mondi. I tre vengono risucchiati, insieme ad altri personaggi delle proprie realtà, e si ritrovano in un luogo mai visitato prima di quel momento: il Regno di Oz. Dopo aver assistito ai classici insegnamenti sui comandi e i principi base del gameplay, si inizia subito con il botto: una boss fight contro la Malvagia Strega dell’Ovest, che vuole recuperare un misterioso oggetto che sembra avere a che fare con i portali dimensionali. Inizierete dunque già a prendere confidenza con le costanti di questo LEGO Dimensions, ossia le boss fight, che saranno davvero tantissime nel corso della narrazione principale del gioco, e l’utilizzo fisico del portale dimensionale LEGO che avrete costruito tramite lo starter pack. A differenza di prodotti gemelli come Disney Infinity e Skylanders, infatti, in LEGO Dimensions la pedana di controllo dei personaggi e dei veicoli diventa una parte integrante della vostra esperienza, che non si limita semplicemente a far apparire i personaggi a schermo. Il Toy Pad sarà fondamentale per, nel caso dello scontro con la Strega dell’Ovest, liberare i personaggi dagli incantesimi, ma capirete il suo vero potenziale dopo alcuni livelli della storia.

lego dimensions

Dopo aver lasciato Oz, i nostri tre eroi saranno costretti a viaggiare per tante dimensioni, al fine di cercare gli altri pezzi del misterioso portale che permette loro di spostarsi tra le realtà. Ne vedremo veramente di tutti i colori: resteremo imprigionati nella Springfield dei Simpson, visiteremo l’antico West della Hill Valley di Ritorno al Futuro: Parte III, ma saremo anche impegnati nella Metropolis di Superman, nei Laboratori della Aperture Science di Portal, nella cabina telefonica di Doctor Who, insomma chi più ne ha più ne metta. Ad ogni nuovo mondo che visiterete si aggiungerà sia un tassello alla storia, con nuovi indizi sul potente essere chiamato Lord Vortech, che sta scombussolando le realtà, sia nuovi rompicapi da risolvere con il sapiente uso del nostro Toy Pad. Se infatti dovremo cercare un oggetto nascosto, la pedana funzionerà come un radar, con una luce verde che ci indicherà la vicinanza a tale oggetto. Ci saranno anche rompicapi legati all’utilizzo di poteri, come fuoco, acqua, elettricità e alla possibilità di far crescere piante. Così come rompicapi legati ad alcuni percorsi nei quali dovremo aiutare i nostri protagonisti facendoli crescere a dismisura o riducendoli alle dimensioni di una formica. Un’operazione che risulta certamente innovativa, mai prima d’ora in un toys-to-life la pedana risulta così utilizzata e integrata nel gioco. Ma risulta anche chiaro che talvolta questa operazione sarà frustrante, in quanto non potrete rilassarvi sul vostro divano o sul vostro letto a giocare senza avere a fianco il fido Toy Pad. Idea brillante ma sfortunatamente scomoda da mettere in pratica.

BATMAN A MINAS TIRITH

Con LEGO Dimensions, come avrete capito, potrete visitare mondi tra i più disparati con i personaggi più improbabili che possiate immaginare. Nel corso della storia esplorerete tanti mondi, ai quali si aggiungono gli HUB open world di Batman, Wyldstyle e Gandalf, che avrete anche in riproduzione fisica. Nello starter pack potrete infatti trovare i tre protagonisti principali (più Supergirl nell’edizione a tempo limitato per PS4), mentre i “DLC” vi permetteranno di aggiungere al vostro arsenale personaggi, veicoli e anche livelli aggiuntivi. Perché abbiamo messo DLC tra virgolette? Perché, proprio come per Disney Infinity, i contenuti aggiuntivi saranno oggetti reali, e non pacchetti da scaricare online. Tra i pack che potrete acquistare separatamente, troviamo gli interessanti livelli dedicati a Ritorno al Futuro, i Simpson e Ghostbusters, ai quali se ne aggiungeranno tantissimi nel corso dei prossimi mesi. Nasce però un grosso problema, quello legato all’aspetto economico della cosa. Per quanto sia emozionante possedere riproduzioni fisiche in formato LEGO dei nostri personaggi preferiti, troviamo che il prezzo per le varie tipologie di pack (30 euro per poter acquistare un livello, che ha una durata limitatissima), cosa che peraltro abbiamo sempre denunciato anche per gli altri giochi di questo tipo, come per il pacchetto aggiuntivo di Disney Infinity 3.0 dedicato agli eroi Marvel. La mancanza di questi personaggi aggiuntivi, ovviamente, non influirà però né sul proseguo della storia né sulla possibilità di ottenere tutti i trofei del gioco, che resta totalmente “platinabile” nonostante le numerose aree bloccate. Per farvi capire: in ogni livello, come di consueto per la serie LEGO, potrete ottenere dei collezionabili sfruttando determinati personaggi. Non avete questi personaggi? Nessun problema, visto che potrete sia sbloccarli temporaneamente paganto alcuni crediti, sia sorvolare su questi collezionabili che non sono influenti sui Trofei. Un peccato però è che gli amanti del 100% in gioco dovranno sudare più del solito, per raggiungere l’obiettivo.

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La presenza dei tanti rompicapo e delle numerosissime boss fight delinea invece un quadro abbastanza chiaro, e cioè quello secondo il quale Traveller Tales, quando non è vincolata da storie e narrazione lineare come può essere nel caso di LEGO Batman o LEGO Harry Potter, ha molta più libertà d’inventiva. Lo dimostra il fatto che buona parte dei livelli di gioco saranno costellati da boss, come Lord Business, Joker, Saruman, il Generale Zod e l’Imperatore Dalek, cosa decisamente inusuale per un titolo LEGO ma che abbiamo apprezzato notevolmente, dato che spezza il ritmo (eccessivamente noioso nei titoli precedenti) delle fasi action-platform. Una tendenza, quella di variare sempre di più l’offerta, che già abbiamo visto in LEGO Star Wars: Il risveglio della Forza, e siamo molto contenti di vedere che la direzione intrapresa ci aggrada. Non si scorgono invece miglioramenti (o cambiamenti) dal punto di vista del gameplay vero e proprio. Con i vostri personaggi, ognuno dei quali avrà le classiche abilità e poteri dei titoli targati LEGO, visiterete aree più o meno ampie all’interno delle quali non potrete spostare la telecamera e dove dovrete rompere tutto quello che vi capita sottotiro. Certo, la formula stanca, ma le innovazioni riscontrate se non altro pongono un freno a queste sezioni.

lego dimensions

Osservando personaggi come Homer a Hill Valley, o Batman a Minas Tirith, stili e storie completamenti differenti tra loro, non possiamo fare a meno di notare il grande e splendido lavoro che è stato fatto dal lato tecnico, sia visivo che sonoro. La colonna sonora si mantiene infatti su buonissimi livelli, omaggiando i vari universi e franchise in maniera opportuna, come quando di tanto in tanto apparirà la DeLorean di Emmet Brown, cosa che è possibile notare anche nello stile grafico dei vari personaggi e mondi. Mentre Minas Tirith, da Il Signore degli Anelli, sarà ad esempio cupa e “realistica”, a Springfield vi imbatterete in edifici e personaggi molto più cartooneschi, come naturalmente ci saremmo aspettati. Davvero di ottima fattura anche le animazioni, molto curate nei dettagli. Wyldstyle, ad esempio, avrà uno stile di movimento molto differente dagli altri comprimari, lo stesso che è stato adottato per la realizzazione di The LEGO Movie. Ottimo lavoro, Traveller Tales, davvero ottimo.

PUNTI DI FORZA

  • Tante nuove feature nel gameplay
  • Divertente
  • Storia originale
  • Animazioni, ambientazioni e sonoro

PUNTI DEBOLI

  • Prezzo dei pack aggiuntivi (come purtroppo in tutti i Toys-to-life)
  • Scomodo utilizzare il Toy Pad durante il gioco
  • Storia un po’ troppo corta

recensioni_consigliato

Con un ritardo mostruoso rispetto al resto del mondo, siamo finalmente riusciti a mettere le mani su LEGO Dimensions, forse il miglior titolo LEGO degli ultimi anni, grazie ad una narrazione inedita e ad un mix di personaggi e mondi che fino a poco prima della nascita dell’ex concorrente Disney Infinity credevamo fosse impossibile. A prescindere dai DLC, che non devono rientrare nel giudizio finale del gioco, l’operazione di miscuglio degli universi narrativi è perfettamente riuscita. Il gioco è perfetto per il pubblico più giovane, ma è immancabile il riferimento anche ai più grandicelli, che di fronte alle perfette riproduzioni LEGO e ai grandi franchise del passato non potranno che riconoscere il buon lavoro di Traveller Tales. Se siete spaventati dal prezzo dello starter pack, venduto a 90 € e che contiene gioco, Toy Pad, 3 personaggi e Batmobile, sappiate che l’intenzione degli sviluppatori è anche quella di andare avanti il più possibile con LEGO Dimensions, senza dover ricorrere alla pubblicazione di un nuovo titolo della serie ogni anno come fa (o faceva, nel caso Disney) la concorrenza. Ovvio che, se vorrete esplorare nuovi mondi, dovrete ricorrere pesantemente al vostro portafogli.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.