Recensione World of Final Fantasy – Fantasia formato chibi

world of final fantasy recensione
Di Andrea "Geo" Peroni
28 ottobre 2016

Se c’è un periodo nel quale Square-Enix spera di imporsi, è sicuramente questo. Tra ottobre e gennaio del prossimo anno sono usciti e usciranno infatti tanti titoli interessanti nella line up del colosso giapponese, dal ritorno di Lara Croft su PS4 con Rise of the Tomb Raider fino al titolo probabilmente più atteso del decennio, per gli amanti del genere: Final Fantasy XV. A suo modo, però, Square-Enix non vuole dimenticarsi di tutti quei giocatori che restano ancorati ad una tipologia particolare di videogiochi, quelli con combattimenti a turni, negli anni diventato sempre di più un genere di nicchia se paragonato ad altri kolossal dell’intrattenimento videoludico. World of Final Fantasy, in sordina, almeno nel nostro Paese, cerca di farsi spazio e di ritagliarsi una fetta di pubblico nel bel mezzo di tantissime altre produzioni AAA, ma lo fa con uno stile, una costanza e un’intelligenza che potrebbero decretare un altissimo numero di vendite per il titolo. Perché sì, World of Final Fantasy ci è piaciuto molto. Scopriamo i pregi e i difetti del gioco nella nostra recensione.

Versione provata: PlayStation 4

world of final fantasy

UN PICCOLO GRANDE AMORE

Il gigantesco minestrone narrativo che è World of Final Fantasy può tranquillamente essere accomunato ad un altra serie Square-Enix: Kingdom Hearts. Personaggi e ambientazioni celebri nella storia del franchise Final Fantasy convergono verso un unico obiettivo, quello di fare da contorno alla storia dei due gemelli Lann e Reynn. I due, un ragazzo e una ragazza, disegnati dalla mente creativa di Tetsuya Nomura (e si vede), si risvegliano senza alcuna memoria in un luogo misterioso, Parco Nove Colli. Iniziando a interagire con altri enigmatici personaggi, e iniziando a capire che è successo loro qualcosa che li ha trasportati in un mondo che non gli appartiene, Lann e Reynn saranno costretti a intraprendere un lungo ed estenuante viaggio a Grymoire. Una terra lontana, un altro mondo, all’interno del quale troveremo tantissimi personaggi che hanno reso celebre il nome di Final Fantasy. Le sottotrame di ogni ambientazione sono state implementate a dovere nell’economia narrativa di World of Final Fantasy, e questo farà certamente piacere ai nostalgici ai quali scenderà più di una lacrimuccia visitando luoghi come Cornelia dal primo Final Fantasy o incontrando vecchi compagni di avventure come Yuna (Final Fantasy X e X-2) e Cloud Strife (Final Fantasy VII).

La lunga trama si svilupperà attorno ad una lunga sequela di livelli da esplorare, con due scopi principali: far recuperare la memoria di Lann e Reynn, due maestri di Miraggi che sembrano nascondere un grandissimo potere al loro interno, e salvare Grymoire dalle forze oscure che ivi albergano. Sicuramente non si tratta di qualcosa mai visto prima d’ora nel panorama videoludico, almeno dal punto di vista narrativo, ma la possibilità di esplorare così tanti “mondi” e così tante situazioni ha portato beneficio ad un titolo che non fa propriamente della trama il suo punto di forza. La longevità del titolo è infatti altissima, tra quest principali e missioni secondarie che arricchiranno la vostra esperienza di gioco, e talvolta potrebbe rappresentare un punto a sfavore vista la lentezza di alcuni momenti. Ci riferiamo, in questo caso, ai dialoghi: ad una prima occhiata, come abbiamo erroneamente notato nel corso della prova della Dungeon Demo, anche i combattimenti possono sembrare troppo tediosi come ritmo, ma in realtà il forte inconveniente saranno le cutscene e i dialoghi. Molto importanti per capire il susseguirsi degli eventi e della trama, i dialoghi sono qui rappresentati in un pieno stile JRPG: lenti, ricchi di divagazioni. Poco adatto all’indole di noi occidentali, ma perfettamente inserito nella tradizione Square-Enix, così come lo stile visivo del gioco. Colorato, fantasioso, con personaggi ben disegnati e Miraggi dalla spiccata realizzazione artistica.

world of final fantasy leon lightning

NUOVO E VECCHIO

World of Final Fantasy non punta certamente a sbalordire dal punto di vista tecnico, cosa che il fratello maggiore Final Fantasy XV vuole invece fare nel prossimo mese. Esplorando Parco Nove Colli, così come le altre decine di ambientazioni originali e non, vi accorgerete di come queste siano state sì ben rappresentate ma anche molto semplificate. Belli gli scorci di paesaggio in lontananza, semplici i sentieri con pochi oggetti con cui interagire nel percorso effettivo che potremo percorrere. Uno stile semplice e molto simile, concettualmente, a quello che ritroviamo in tanti altri JRPG di questo stampo. Abbiamo citato più volte, nel corso dei nostri speciali delle scorse settimane, giochi come Digimo Story: Cyber Sleuth, Shin Megami Tensei, e anche la serie Pokémon. In effetti, ora che abbiamo tra le mani il gioco completo, è ovvio che World of Final Fantasy sia un prodotto facilmente riconducibile a quel filone di videogiochi. Ma fortunatamente, sotto la pelle, l’ultima fatica Square-Enix nasconde una scorza molto più dura.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.