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I Hate this Place | Recensione

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I Hate This Place è un survival horror isometrico che punta tutto su atmosfera, stile e senso di disagio, riuscendo a distinguersi fin da subito all’interno del panorama indie. Sviluppato da Rock Square Thunder e pubblicato sotto l’etichetta Broken Mirror Games di Bloober Team.

Bloober Team è noto nell’industria horror per titoli come Layers of Fear, The Medium e il remake di Silent Hill 2, e con Broken Mirror Games ha voluto dare spazio a progetti più sperimentali o con forte identità artistica.

Il gioco è pubblicato in collaborazione con Skybound Games/Skybound Entertainment, che cura anche l’adattamento e l’utilizzo della storia originale in forma videoludica.

La fonte principale di ispirazione per I Hate This Place è una serie di fumetti omonima creata da Kyle Starks (autore) e Artyom Topilin (artista), sempre pubblicata da Skybound. Più che un semplice adattamento, si tratta di una reinterpretazione che cerca di tradurre lo spirito dell’opera originale in forma interattiva.

Versione provata: PlayStation 5

UN RITO ANDATO MALE

La storia di I Hate this Place ruota attorno a Elena, una donna che dopo aver risvegliato accidentalmente una forza oscura insieme alla sua amica, si ritrova intrappolata in un territorio rurale, il Rutherford Ranch, che sembra progressivamente perdere contatto con la realtà. Quello che inizialmente appare come un luogo isolato ma normale, si trasforma presto in un incubo a cielo aperto: il mondo si contorce, la notte porta con sé presenze sempre più aggressive e figure enigmatiche aleggiano ed osservano sugli spostamenti della protagonista.

La narrazione sembra essere poco esplicita di proposito. La storia, infatti non viene raccontata attraverso lunghi dialoghi o spiegazioni dettagliate, ma emerge tramite l’esplorazione, gli ambienti ed i piccoli eventi sparsi nel mondo di gioco. È un approccio che rafforza il mistero e l’atmosfera inquietante, lasciando a chi ha il joyoad in mano interpretare ciò che sta accadendo. Una scelta che funziona bene, anche se potrebbe non piacere a chi preferisce una trama più chiara e guidata.

PAROLA D’ORDINE: STILE

Visivamente e tematicamente, il gioco abbraccia un’estetica che strizza l’occhio ai fumetti anni ’80 e il retro horror, con colori forti, linee nette e un design che mescola inquietudine e stile visivo distintivo, proprio come la serie da cui è tratto.

I Hate This Place, infatti, è un videogioco che punta tutto sull’atmosfera e sull’impatto visivo, non si tratta di un gioco che vuole spaventare con colpi di scena improvvisi, ma di un’esperienza che costruisce lentamente un senso di inquietudine che cresce sempre più, mettendo il giocatore a disagio per tutta la durata dell’avventura.

Uno degli elementi più interessanti di questo videogioco è appunto lo stile grafico, ispirato ai fumetti. I colori accesi e i forti contrasti rendono ogni area unica e facilmente riconoscibile, ma allo stesso tempo trasmettono un senso di pericolo continuo. Anche i suoni emessi appaiono come onomatopee dei fumetti, enfatizzando l’esperienza di gioco e l’intensità dei rumori, proprio come se ci si trovasse all’interno di una vignetta.

L’ambiente di gioco sembra quasi “vivo” e ostile, dando l’impressione che il mondo stesso sia contro di te. Il titolo del gioco descrive perfettamente questa sensazione. Il ranch e le aree circostanti trasmettono un senso di pericolo continuo, dando la sensazione che il luogo stesso sia il vero antagonista.

AZIONE RAGIONATA

Dal punto di vista del gameplay, I Hate This Place mescola esplorazione, sopravvivenza e combattimenti con un ritmo volutamente lento. Non è un titolo che invita all’azione frenetica: le risorse sono limitate, i nemici possono essere molto pericolosi e spesso lo scontro diretto non è la scelta migliore.

In aggiunta molti dei mostri presenti sono sensibili ai rumori, pertanto muoversi di soppiatto e senza far rumore, sarà di vitale importanza. Il gioco premia la prudenza, l’osservazione e la pianificazione, spingendo il giocatore a capire quando è il momento di combattere e quando invece conviene scappare o nascondersi. L’essenza del survivarl horror, no?

Questa impostazione riprende bene lo spirito del fumetto originale, dove i personaggi si trovano spesso in balia di forze più grandi di loro. Anche qui il senso di vulnerabilità è centrale: sopravvivere è più importante che vincere, e ogni errore può avere conseguenze pesanti. Le mappe, abbastanza aperte, aumentano il senso di smarrimento e contribuiscono a mantenere alta la tensione.

La struttura di I Hate This Place ruota attorno a un ciclo giorno/notte che non è solo una meccanica di gameplay, ma un vero e proprio motore narrativo. Durante il giorno il giocatore è chiamato ad esplorare, raccogliere risorse ed avanzare negli obiettivi, con la costante sensazione che il tempo non sia mai abbastanza. Quando cala la notte, però, la priorità diventa sopravvivere: è necessario trovare rifugio prima che il mondo mostri il suo volto peggiore. È proprio dopo il tramonto che entra in scena la minaccia dell’Uomo Cornuto, una presenza inquietante che si affianca ad una serie di nemici inquietante come animali feroci, ragni mutanti, set­tari fuori controllo e fuorilegge ormai privi di senno.

Per completare la storia ci vorranno circa una decina di ore, mentre per i completisti il tempo impiegato per completare il gioco al 100%, sarà circa di 14 ore.

7.5
Riassunto
Riassunto

I Hate This Place è un horror solido e riconoscibile, che riesce a distinguersi grazie a una forte identità visiva e a un’atmosfera costantemente opprimente. Non è un gioco che punta sull’azione o sulla spettacolarità, ma su tensione, sopravvivenza e sensazioni. Qualche limite nel ritmo e nei combattimenti impedisce al titolo di raggiungere livelli più alti, ma l’esperienza resta convincente e consigliata soprattutto a chi ama gli horror più lenti e riflessivi.

Pro
Stile grafico ispirato al fumetto, originale e molto riconoscibile Atmosfera costante di tensione e inquietudine Buona integrazione tra esplorazione e sopravvivenza
Contro
Ritmo di gioco lento, non adatto a tutti Combattimenti che possono risultare ripetitivi Storia volutamente poco chiara, che potrebbe non soddisfare chi cerca una trama più diretta
  • Giudizio Complessivo7.5
Scritto da
Matteo "bovo88" Bovolenta

Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.

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