Quella che state per leggere è frutto di un’inchiesta relativa al negozio italiano di videogiochi Games and Movies. Nelle scorse settimane, tramite la nostra pagina Facebook e i social in generale, abbiamo raccolto materiale e chiesto soprattutto ai nostri lettori testimonianze su ciò che è accaduto con G&M. Desideriamo ringraziare anche il gruppo Telegram ‘Aggiornamenti Gamesandmovies’, che ci ha gentilmente fornito altro materiale utile. Le informazioni riportate si basano su documentazione raccolta dalla redazione e su testimonianze dirette, di cui conserviamo copia. Games and Movies, contattato direttamente da noi, non ha commentato l’inchiesta.
Inizialmente era il paradiso dei gamer. Oggi, dopo mesi a dir poco caotici, si è trasformato in un amaro capitolo per migliaia di consumatori rimasti a bocca asciutta.
Il negozio Games and Movies era riuscito a imporsi sul mercato grazie a una strategia aggressiva basata su prezzi incredibilmente bassi, capaci di sfidare i giganti della grande distribuzione. Hardware di ultima generazione e titoli tripla A venivano proposti a cifre fuori mercato, alimentando un passaparola entusiasta che ha generato un volume di ordini massiccio. In questa prima fase, la soddisfazione degli utenti era il motore trainante di un business che sembrava aver trovato la formula magica per coniugare convenienza e tecnologia.
L’idillio ha iniziato a incrinarsi visibilmente a metà del 2025. Quelli che sembravano isolati ritardi nelle spedizioni sono presto degenerati in una crisi che ha coinvolto numerosi clienti. Le segnalazioni degli utenti si sono moltiplicate, e la situazione è precipitata nel giro di poche settimane: da una reputazione di assoluta affidabilità e prestigio, a simbolo, secondo numerosi clienti, di pratiche percepite come penalizzanti.
L’inizio del 2026 ha segnato la parola fine su questa vicenda, con la chiusura del negozio e la disattivazione dei canali online. Ma non per questo, a nostro avviso, si può dimenticare cosa è accaduto e cosa stanno ancora oggi vivendo alcuni utenti. Quella che segue è una ricostruzione dettagliata dei fatti, un’inchiesta basata su documenti, prove tangibili e testimonianze dirette raccolte dalla redazione di Uagna.it. Analizzeremo passo dopo passo come quello che sembrava un affare imperdibile si sia rivelato uno dei casi più controversi e dolorosi per la community dei videogiocatori italiani.
La nascita di Games and Movies e il primo successo
Prima di addentrarci in quello che sta accadendo oggi con Games and Movies, occorre fare un passo indietro e raccontare la storia di questo negozio, non nota a tutti.

Tutto ebbe inizio nel 2017 a Riccione, una località nota più per il turismo balneare che per l’imprenditoria digitale legata al gaming. Tra una piadina e una noce di cocco in spiaggia, però, anche nell’industria del videogioco si fa avanti un’idea, quella di un nuovo negozio. Matteo Semprini fonda Games and Movies, una realtà che, nei primi passi, non lasciava presagire l’ascesa (e la successiva caduta) che avrebbe scosso il mercato italiano.
Ma chi è Matteo Semprini? Dare una risposta a questa domanda non è così facile come potrebbe sembrare. In rete si trovano poche, pochissime informazioni rese pubbliche, o attualmente inaccessibili. Non risultano attualmente profili LinkedIn attivi riconducibili al fondatore.
Inizialmente, il brand si presentava come un piccolo e appassionato espositore locale. Chi frequentava le fiere del fumetto e del gioco in Emilia-Romagna ricorderà sicuramente i loro stand: mercatini di prossimità dove si potevano scovare titoli usati e novità a prezzi competitivi, anche se inizialmente proposti con sconti molto più contenuti rispetto alle esagerazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi.
È tra le corsie di eventi come RiminiComix, Nerd Show Bologna e Modena Nerd che il negozio inizia a costruire la sua base di fedelissimi. Tuttavia, il vero salto di qualità avviene con lo sbarco su eBay. Grazie a una gestione oculata dei feedback e a una logistica che sembrava non sbagliare un colpo, Games and Movies ottiene rapidamente lo status di Power Seller. La fiducia dei consumatori cresce parallelamente ai volumi di vendita, attirando l’attenzione di investitori più grandi.
Nel settembre 2022, poi, avviene la svolta societaria: il marchio viene acquisito dalla GM Distribuzioni srl. Con una sede operativa di 800 mq a Rimini e un magazzino che vantava oltre 50.000 prodotti, il negozio si trasforma in una corazzata della distribuzione online, pronta a sfidare i colossi del settore, iniziando a collaborare con realtà sempre più grandi, content creator e fiere di settore. Ne parleremo anche successivamente, ma prima occorre fare un’ulteriore analisi.
GM Distribuzioni, a giudicare dalle informazioni rese pubbliche, non è una società che ha davvero acquisito Games and Movies, ma, semplicemente, un nuovo step della stessa azienda di Semprini, amministratore unico di questa GM Distribuzioni srl. Dalle visure camerali consultate, la governance risulta riconducibile allo stesso amministratore, e già in quel momento il negozio si scontrò con alcuni problemi legati ai preorder e ai rimborsi. A differenza di quanto sta accadendo in questi ultimi 8 mesi, tuttavia, quei problemi vennero risolti felicemente.
Feedback in salita, tutto funziona al meglio

Come abbiamo già anticipato, da piccolo negozio pronto a spiccare il volo, Games and Movies si trasforma presto in qualcosa di molto più grande e ambizioso. Il pilastro su cui Games and Movies ha costruito la sua incredibile popolarità è stato un modello di business estremamente aggressivo, quasi temerario.
La strategia era semplice quanto efficace, oltre che capace di diventare virale in poco tempo: aprire i preordini per i titoli più attesi con un anticipo di mesi, se non anni, prima della loro uscita effettiva. Il fattore determinante, ovviamente, era il prezzo. Mentre i principali retailer proponevano i titoli tripla A a 70 o 80 euro, Games and Movies riusciva a piazzarli a prezzi che variavano tra i 50 e addirittura 30 euro in alcuni casi – generalmente, si trattava di poco meno della metà del prezzo consigliato. Agli occhi dell’utente medio, si trattava di un’opportunità irrinunciabile.
Il negozio giustificava questi sconti attraverso presunti canali di approvvigionamento esteri e acquisti di stock massicci, anche se una vera e precisa risposta, a giudicare dal materiale che siamo riusciti a recuperare in rete, non è mai arrivata veramente. Per anni, comunque, il sistema ha funzionato: i primi clienti ricevevano i giochi regolarmente al day-one, alimentando un circolo virtuoso di recensioni a 5 stelle su portali come Trustpilot. Questa “bolla di affidabilità” ha spinto migliaia di persone a pagare anticipatamente somme considerevoli per hardware e software che non sarebbero usciti prima di molti mesi, fornendo alla società una liquidità immediata e costante.
N.L., nei messaggi arrivati su Facebook, racconta:
Compravo da loro da svariati anni, il mio primo acquisto fu la collector edition di Elden Ring, presa priorio al day one del titolo, da li in poi l’e-commerce gestito da Matteo Semprini diventò un punto di riferimento importante, acquistai e prenotai svariati titoli nel corso degli anni.
Le testimonianza di esperienze positive o addirittura molto positive con Games and Movies non sono mancate, relativamente al periodo pre-2025. F.C. ad esempio ci scrive:
Nel 2020 scopro questo negozio prima su eBay, faccio un preoeder, passa qualche mese e poi ricevo il gioco come mi era stato promesso.
Dopo qualche mese […] faccio il preorder di RE Village, che sarebbe uscito 5 mesi dopo, più l’acquisto di 2 copie di Cyberpunk e lì tutto ok.
La cosa va avanti dal 2020 fino ad agosto del 2025, nel frattempo ho preordinato una vagonata di giochi, anche senza data d’uscita e ho sempre ricevuto tutto. Ho anche consigliato ad amici e alla mia ragazza questo negozio per i preorder e si sono tirati sempre bene.
Possiamo garantire noi stessi che il servizio, in precedenza, funzionava: chi scrive, nel 2023, prenotò il remake di Paper Mario e il Portale Millenario per Nintendo Switch, ricevendolo come da programma. Anche nella nostra lista di conoscenti e parenti esistono testimonianze di esperienze positive – ma anche negative, da un certo punto in avanti.
Prima di continuare, una precisazione: abbiamo raccolto centinaia di testimonianze, ma per motivi di spazio, non potremo ovviamente riportarle tutte. Ci siamo concentrati sui messaggi più significativi.
Il boom di popolarità e la partecipazione alle fiere

Tra il 2023 e il 2024, la popolarità di G&M raggiunge il picco massimo. Games and Movies non è più solo un venditore, ma un punto di riferimento sui social, e a quel punto arriva anche la consacrazione: raggiunti colossi come GameStop, Mediaworld e Unieuro, G&M diventa partner ufficiale di fiere ed eventi di portata nazionale come Lucca Comics & Games, Romics, Milan Games Week e Napoli Comicon. Le sponsorizzazioni si moltiplicano e la percezione del brand è quella di una realtà solida e affidabile.
Tuttavia, sotto la superficie, iniziano a emergere le prime crepe. Alcuni utenti segnalano rinvii sospetti e comunicazioni sempre più standardizzate. Se fino al 2024 le critiche venivano sommerse dagli elogi, a metà del 2025 la situazione degenera. Il modello di business basato sulla liquidità anticipata inizia a mostrare segni di difficoltà operative. Quello che era nato come un sogno per il portafoglio dei videogiocatori ha generato numerose contestazioni e richieste di chiarimento da parte dei clienti. Attraverso le testimonianze raccolte da Uagna.it, emerge un quadro di promesse infrante e segnali ignorati che hanno portato, all’alba del 2026, alla chiusura definitiva delle serrande e alla mancata restituzione delle somme versate da numerosi utenti per ordini mai evasi.
Proprio nel 2024, ad agosto, G&M trasferisce la sua sede operativa a Milano, con la promessa di diventare un marchio gigantesco. A quel punto, tuttavia, le pratiche commerciali del negozio iniziano a essere oggetto di contestazioni da parte di alcuni clienti, eticamente e commercialmente parlando. E qui, appunto, inizia un capitolo che si rivelerà essere uno dei più controversi nell’intera storia di Games and Movies: un catalogo che inizia a proporre videogiochi non annunciati ufficialmente dai publisher.
Qualcosa non torna: i preorder non annunciati ufficialmente dai publisher

Occorre ora fare una precisazione, di cui abbiamo già parlato in precedenza. Games and Movies non ha mai offerto una chiara spiegazione e/o interpretazione relativa agli straordinari sconti che ha proposto negli anni; una delle ipotesi è che si trattasse di una vendita all’ingrosso per alleggerire così i costi sul singolo prodotto, unita a una distribuzione di copie PAL multilingua non necessariamente quindi legate al mercato italiano – molti, moltissimi videogiochi in preorder presso G&M riportavano chiaramente che la copertina del prodotto avrebbe potuto non essere in lingua italiana, pur garantendo la localizzazione del gioco. Gli sconti, tuttavia, potrebbero naturalmente avere anche altre spiegazioni; di nuovo, G&M non ha mai commentato la cosa in via ufficiale, e dunque non è possibile fare supposizioni o ipotesi certe. Di certo, come vedremo nelle email della stessa azienda, G&M aveva contatti con molti fornitori.
Cosa accadeva in caso di un possibile rinvio del gioco preordinato? La situazione, qui, è molto più fumosa. Con il trasferimento dell’attività a Milano, G&M cambia modus operandi e mette in preorder per anni titoli come GTA 6, Kingdom Hearts 4 e Marvel’s Wolverine – quest’ultimo ha avuto solo pochi giorni fa la sua data di uscita definitiva – quando questi erano ancora solo trailer pubblicati in rete.
Non solo: il negozio ha proposto anche preorder su videogiochi addirittura non annunciati ufficialmente dai publisher. Alla Milan Games Week & Cartoomics del 2024, come ricordano anche alcuni screenshot apparsi addirittura su Reddit e promossi dagli stessi organizzatori dell’evento, Games and Movies arrivò a proporre in prenotazione The Last of Us: Parte 3, videogioco che, allo stato attuale delle cose, non è stato annunciato dal publisher. Poco più sotto trovate alcuni screenshot.
Lo stesso vale per Horizon 3: Broken Stars e Venom: Lethal Protector (questi videogiochi non sono mai stati annunciati ufficialmente, e forse neanche esistono per quanto ne sappiamo), ma anche per TES 6, Cyberpunk 2, Kingdom Hearts 4 e Alien Isolation 2, di cui ancora oggi le date di uscita sono sconosciute. Non siamo riusciti a trovare testimonianze dirette, ma c’è chi in rete sostiene che, sempre alla MGW & Cartoomics 2024, G&M proponesse addirittura i preorder di Dark Souls 4 e di un fantomatico DLC di Sekiro: Shadows Die Twice; in entrambi i casi, questi prodotti non risultano essere stati annunciati ufficialmente da parte dei publisher.
Dagli screenshot e dal materiale raccolto emerge che G&M apriva prenotazioni di videogiochi anche solo sulla base di rumor e indiscrezioni sul web, persino da quelle totalmente prive di fondamento. Una pratica che, secondo numerosi utenti, potrebbe aver tratto in errore consumatori meno informati. Una cosa altrettanto clamorosa, che non viene mai sottolineata abbastanza, è che questi giochi venissero proposti in preorder a 30 €, con uno sconto quindi del 63% circa sul normale prezzo di vendita fissato a 80€ o anche più. Un’offerta limitata, sottolineiamo, ai partecipanti della fiera di Milano (in quel caso).
Ricorsi e rimborsi
Parlando di preorder su giochi non annunciati ufficialmente dai publisher, potrebbe sorgere un dubbio legittimo: come funzionavano i rimborsi in Games and Movies? E cosa succede nel momento in cui videogiochi prenotati, come nel caso di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake, venissero totalmente cancellati?
La sezione 4.4 di Termini e Condizioni Contrattuali di G&M ci viene in aiuto:
Nell’ambito del servizio “ferma prezzo” delle prevendite, in caso di mancata allocazione del prodotto prenotato da parte del fornitore e trascorsi 30 giorni dalla data di uscita prevista, GM Distribuzioni concorderà con il cliente la soluzione più congrua alle esigenze dello stesso, incluso eventualmente il rimborso delle somme già versate e dunque la risoluzione del contratto.
Allo stesso tempo, però, la sezione 8.9 sottolinea come gli utenti avessero soltanto 14 giorni per chiedere il rimborso di un videogioco prenotato con largo anticipo:
Per quanto riguarda il servizio di prenotazione “ferma prezzo” delle prevendite, il cliente consumatore ha diritto di recedervi entro 14 giorni dall’acquisto del servizio, ottenendo il rimborso del relativo costo e di tutte le somme già eventualmente versate per la prevendita. Una volta decorso il periodo di recesso, il costo del servizio non sarà più rimborsabile. Resta salvo il diritto di recesso per il prodotto consegnato secondo quanto sopra indicato.

La questione, insomma, è abbastanza fumosa (le date di uscita per Cyberpunk 2 e TES 6, ad esempio, non sono mai state comunicate), e una vera risposta non è mai arrivata. L’occasione perfetta, per l’appunto, poteva essere la cancellazione di Prince of Persia Remake a gennaio 2026, arrivata però in un momento nel quale il negozio sembrava aver già alzato bandiera bianca.
Nel caso di videogiochi pubblicati ma recapitati in ritardo o addirittura mai ricevuti dai consumatori, invece, le politiche di G&M prevedevano un rimborso (sezione 4.3):
GM Distribuzioni si riserva la facoltà di non dar corso agli ordini d’acquisto che non diano sufficienti garanzie di solvibilità o che risultino incompleti o non corretti oppure in caso di indisponibilità dei Prodotti. In particolare, se dovessero verificarsi casi di indisponibilità parziale o totale dei prodotti dovuti a cause di forza maggiore o a caso fortuito, GM Distribuzioni rettificherà automaticamente l’ordine con l’eliminazione del/i Prodotto/i non disponibile/i ed informerà immediatamente il Cliente tramite e-mail dell’indisponibilità del/i Prodotto/i e della cancellazione parziale o totale dell’Ordine senza che ciò possa automaticamente comportare diritto al risarcimento e/o indennizzo per il Cliente.
Ma qui arriva un altro tasto dolente nel post-giugno 2025: diversi rimborsi negati (come da segnalazioni ricevute). Appuntamento a mercoledì 4 marzo per la seconda parte dell’inchiesta, con interviste esclusive.





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