Al giorno d’oggi, neppure se sei il videogioco più venduto dell’anno negli Stati Uniti, sei al sicuro…
Battlefield 6 ha avuto un lancio di enorme successo: non solo ha superato ogni precedente capitolo di Battlefield, ma con le sue oltre 20 milioni di copie vendute ha anche stabilito importanti primati nel 2025, specialmente negli USA. Tutto molto bello, se non fosse che oggi arriva la notizia che probabilmente nessuno si aspettava: Electronic Arts sta operando licenziamenti su larga scala nei team di Battlefield.
Secondo un nuovo rapporto di IGN, EA ha licenziato dipendenti di Criterion, DICE, Ripple Effect e Motive. Tutti e quattro gli uffici fanno parte di quelli che EA chiama “Battlefield Studios” e hanno collaborato a Battlefield 6.
Ai dipendenti sarebbe stato detto che si trattava di un’iniziativa di “riallineamento” tra gli studi, non collegata all’imminente acquisizione da 55 miliardi di dollari, sebbene cifre specifiche e motivazioni più dettagliate per i licenziamenti non siano ancora state rese pubbliche.
Poco dopo l’uscita del gioco a ottobre, EA aveva definito Battlefield 6 “il lancio più importante nella storia del franchise”, con oltre 7 milioni di unità vendute solo nei primi tre giorni. A dicembre, la società di analisi Alinea ha stimato che il gioco avesse venduto oltre 20 milioni di copie, per un totale di 26 milioni di giocatori, considerando anche il battle royale free-to-play Redsec.
Tuttavia, nel periodo successivo al lancio, il conteggio dei giocatori attivi su Battlefield 6 è costantemente diminuito, e anche la Stagione 2 lanciata il mese scorso non è stata in grado di invertire la rotta.
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