La fine di Destiny 2, annunciata ieri da Bungie a sorpresa, è da attribuire a un nome in particolare: Pete Parsons. Questo è quello che sostiene un ex sceneggiatore del gioco.
Bungie ha ufficialmente annunciato che Destiny 2 verrà definitivamente abbandonato, a seguito di una serie di DLC ed espansioni che non sono riusciti a catalizzare l’attenzione della fanbase. L’ultimo aggiornamento per il progetto arriverà tra un paio di settimane, il 9 giugno, e sebbene i server rimarranno attivi, lo sviluppo del gioco si fermerà definitivamente.
I report sostengono che questo non abbia a che fare con nuovi giochi del franchise (pare che Destiny 3 non sia proprio in sviluppo), ma la software house sta vivendo un momento davvero critico.
I fan sono delusi e persino furiosi, e tutta questa situazione ha persino visto un ex sceneggiatore di Bungie intervenire sui social media per condividere un commento piuttosto sorprendente. In un post su Bluesky, Robert Brookes, licenziato da Bungie quasi due anni fa, ha semplicemente affermato: “A quanto pare, il vero assassino di Destiny è stato Pete Parsons”.
Questo si riferisce all’ex capo di Bungie, che ha ricevuto enormi critiche per il suo periodo alla guida dell’azienda. Parsons ha portato Bungie ad avviare e sviluppare una serie di nuovi progetti, tra cui l’uscita finale di Marathon, con la grande ambizione di trasformare Bungie in uno studio multi-franchise. Un obiettivo che, oggi, non si può dire raggiunto.
Parsons è noto per essersi reso protagonista di situazioni e storie molto poco etiche, spendendo ingenti somme di denaro in auto d’epoca mentre i suoi dipendenti venivano licenziati. Il tutto dopo che Bungie era stata accusata di aver creato un ambiente di lavoro sessista e tossico, per essere precisi. Parsons lasciò definitivamente l’azienda dopo l’acquisizione da parte di Sony.
it turns out the real destiny killer was pete parsons
— Robert Brookes 🌿 (@sphynxian.bsky.social) 2026-05-21T17:55:09.770Z
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